Pensieri… maledetti pensieri

Finalmente un weekend lungo. Finalmente un venerdì sera non funestato dal sabato lavorativo. Per farsi il venerdì e il sabato sera.. alla grande. I piani erano questi. Purtroppo non è andata così.  Ieri notte sei tornato a casa alle 5 passate, aprendo la porta di casa hai trovato tuo padre che si preparava per andare al lavoro. Invece che il solito sorriso condito da frasi del tipo "è questa l’ora di tornare?" l’hai trovato taciturno e col volto preoccupato. Stasera, dopo aver deciso di abbandonare gli amici al Loft a Monza per i troppi pensieri che vagavano per la testa, ti trovi solo davanti a una tastiera a sfogare pensieri che dentro la tua mente non trovano via d’uscita. Fino a venerdì pomeriggio, prima di varcare la porta di casa tornando dal lavoro, era tutto ok.

Ma certe cose non ti possono sfuggire. Senti che tua madre è al telefono e fa discorsi strani. Tutt’altro che rassicuranti.. anche perchè il significato di certe parole lo conosci bene.

ECO, TAC, linfoma, angioma… termini scientifici che non promettono nulla di buono. E l’angoscia ti assale inesorabile quando a tavola ti ritrovi in tre… "la mamma  non ha fame".

Ma è venerdì sera, è Halloween, è già tutto programmato, devi uscire, gli amici sono lì al bar che ti aspettano… ma mentre in box la Golf si scalda e ti siedi al posto di guida non puoi fare altro che pensare che qualcosa sta andando storto, maledettamente storto, e sei dannatamente preoccupato. La mente corre a quando facevi gli accertamenti medici per la licenza di pilota, quando ti avevano refertato un elettroencefalogramma anomalo ed eri corso a fare una TAC al cervello per accertamenti.. giorni di pura angoscia, a cui per fortuna è seguito un tranquillizzante (si fa per dire..) "nulla di fatto"

E allora pensi che magari anche adesso è così, magari è tutto un falso allarme… ma cosa? Mentre sono già al Monkey e sto prendendo la mia birra al bancone, intorno tutti riedono e scherzano e io con loro.. ma forse non dovrei. Sei combattuto, all’interno della tua testa due correnti di pensiero separate si scontrano ferocemente… una ti dice "non ci puoi fare niente, non pensarci e svagati", l’altra strepita "sei uno stronzo egoista, tu pensi a divertirti mentre qualcuno ha bisogno di te" ma mentre questi pensieri ancora combattono sei già in macchina destinazione Milano, perchè ormai hai deciso che l’unico modo per porre fine a questa battaglia dentro di te è infilarti nel bel mezzo della nottata e far mattina. E ci riesci. Temporaneamente.

Ma come ogni giorno la notte si scioglie nell’alba, e il confronto col mattino è implacabile, i pensieri ti risalgono nella testa come un’alta marea e si ritorna daccapo. Per fortuna riesci a parlare un pò con la mamma, e a farti spiegare bene cosa sta succedendo.

E ti senti strano… la mamma, un nemico-amico con cui hai avuto un rapporto sempre combattuto, l’unica persona forse che talvolta hai visto come un ostacolo alla tua libertà… inflessibile, decisa, testarda… talvolta, dopo qualche feroce litigio, l’hai anche odiata. Eppure solo ora sei qui che stai male per lei, solo ora ti rendi conto di volerle davvero bene??? No.. non è giusto, c’è qualcosa che non va, la domanda che sorge spontanea è… forse sono davvero un uomo cattivo? Io che spesso mi critico, mi lamento di essere tropo buono… non è che forse in fondo sono il contrario..?? Perchè mi sento così tanto la coscienza sporca.. perchè??

Stasera ha cucinato pizza per tutti, e a fatica ha finito la sua fetta. A fatica sono riuscito ad uscire di casa e a presentarmi al bar. Avrei avuto voglia di sfogarmi, ma non mi piace, non sono il tipo a cui piace rovinare la serata agli amici per fare "la vittima", quello che ha bisogno di essere consolato.

L’unica cosa che mi sento di pensare è che… aspetterò. Vediamo come andrà, e agirò di conseguenza, facendo richiamo alla parte più profonda del mio senso etico, cercando di fare del mio melgio per lei. Perchè nonostante i fantasmi che si agitano nella mia testa resto sempre convinto di non essere un uomo cattivo. di non essermi comportato male. Perchè lei mi ha educato per essere una persona del tutto diversa… da quello che in questo momento nel mio profondo temo di essere.

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