Monza-Zurigo andata e ritorno.. forse

zurich

Ho lasciato questo blog a Maggio mentre buttavo giù qualche pensiero su un Eurocity che scavalcava il Gottardo. Oggi, dopo un po’ di mesi, rieccomi qui, sempre su un Eurocity, sempre sul Gottardo (ancora senza tunnel), e sempre con la pagina del notebook aperta su un foglio Word in bianco, con la voglia di scrivere qualcosa per ingannare il tempo.

Gli eventi si sono susseguiti veloci in questi mesi senza lasciarmi il tempo di fermarmi un secondo a riflettere, scrivere un po’, raccontare a me stesso come vanno le cose. Ne sono successe parecchie, nel complesso è stato un anno bello il 2015, mi ha dato tante soddisfazioni pur se con qualche nota cattiva qui e là.
Finalmente ho la vita sentimentale che volevo, e lo devo tutto ad una persona stupenda che ho incontrato pochi giorni prima di partire per Mannheim a Maggio. Per me, che sono fin troppo razionale, le decisioni di pancia nella vita non vengono molto spontanee anzi le rifuggo abbastanza spesso. Non mi piace dare retta all’istinto, ho sempre paura che mi freghi, preferisco sempre ascoltare il cervello. Però stavolta è stato diverso. mi sono sentito di dare retta all’istinto, senza se e senza ma. E credo di avere fatto davvero bene.

Se penso al motivo per cui mi trovo qui adesso, mi rendo conto che sto attraversando un periodo davvero strano.. sono soddisfatto della mia vita e mi andrebbe tutto benissimo così com’è però, chissà perchè, sto sempre e comunque cercando di cambiare tutto o quasi.
Ora, forse, questo treno mi sta portando verso una grande scommessa che ho iniziato l’anno scorso ovvero cercare lavoro all’estero. Imparare, di nuovo, una lingua che avevo quasi perso (il tedesco), buttarmi a capofitto in qualcosa di completamente nuovo, mettendomi duramente alla prova.. un’altra volta.

C’è chi direbbe “ma chi te lo fa fare” e non avrebbe tutti i torti, però se penso a tante mie scelte del passato, mi rendo conto che molte delle cose migliori che ho fatto nella vita erano cose che tutti (o quasi) mi sconsigliavano, quel genere di cose che ti fanno prendere del matto o dell’incosciente.
Ma le ho fatte lo stesso. E se sono qui oggi ad essere contento della mia vita è proprio grazie anche a quelle scelte un po’ azzardate che talvolta sono andate bene, talvolta male, ma mi hanno insegnato tanto e mi hanno reso chi sono adesso.

Nessuno ti vende le istruzioni per avere successo nella vita (chi dice di farlo ti prende solo per il culo) e la giusta formula la trovi per conto tuo provando e riprovando. Il talento puoi averlo naturalmente, ma quello da solo non ti basta. L’unico modo per farlo fruttare è investire, intraprendere, rischiare.
E quando vedo chi nella vita ha fatto più strada di me, mi rendo conto che quasi sempre quella persona è stata più intraprendente di me, ha rischiato più di me, è stata più flessibile di me, si è creata più occasioni di me… azzardando.

Non vedo perché non potrei farlo anche io.
Dalla mia oggi sento di avere una grande forza: non ho niente da perdere. Non mi dispero se un colloquio di lavoro va male, o se sparo troppo alto quando mi chiedono le aspettative salariali (in D e CH funziona così) perchè sto già bene e voglio solo migliorare. Certo, mi chiedo sempre cosa succederebbe se un giorno davvero mi dicessero sì, il posto è tuo.
Quello di oggi è forse il colloquio che potrebbe fare la differenza. Per la prima volta, sento che potrebbe davvero essere quella buona. Ma poi?

Mollare casa, lasciare qui la famiglia, gli amici, andare via. Da un lato mi piace, dall’altro mi inquieta. Però ho la grande fortuna di avere al mio fianco una compagna che all’idea di trasferirsi all’estero è forse più contenta di me.

Ora mi chiedo… chissà se resteranno solo fantasie, o se davvero tra qualche tempo, o magari tra poche ore, avrò di fronte questo bivio.
E’ allora che davvero dovrò rimettere alla prova, dopo tanti anni, la mia voglia di rischiare. E capire se è ancora sveglia e vispa o se questi ultimi anni l’hanno ridimensionata. Chissà. Vedremo.

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