Riflessioni da bar

Sono andato a farmi una nuotata, stasera. Poi un salto al bar di fiducia, due chiacchiere col barman, buttando giù le idee per la mia “expat fest” del mese prossimo, e poi giù un paio di birre. Sto aspettando che Hanna torni dalla palestra, così beviamo una cosa insieme poi andiamo a casa. Nel frattempo cado preda delle cosiddette “riflessioni da bar”.

Quei momenti in cui sei al bancone da solo, la birra davanti a te è vuota e non sai se ordinarne un’altra perché ne hai già tracannate un paio alla velocità della luce e forse non è il caso di esagerare.

La verità, purtroppo, è che gli avvenimenti degli ultimi giorni hanno spento tutto il mio entusiasmo per l’avventura da “expat” che mi aspetta a breve e anzi… ora sono i sensi di colpa a non darmi pace per avere scelto di lasciare il paese. Lo so che non è colpa mia se dopo tre mesi che ho firmato il contratto in Germania la TAC di mia madre ha mostrato che l’infame è tornato e che va peggio di prima. Me lo hanno detto tutti, parenti, fidanzata, amici. Che non potevo prevederlo e non devo colpevolizzarmi. Ma questo non basta a togliermi il senso di colpa dalla testa. Non mi lascia in pace, non mi fa dormire.

E pensare che fino a pochi minuti fa ero qui a parlare di una festa. Una festa che sto organizzando solo perché ho promesso a tutti che l’avrei fatta. Dentro di me non ho nessuna voglia di festeggiare. Però bisogna andare avanti, nel bene e nel male. E spero che ricominci a crescermi dentro un po’ di positività, nei prossimi giorni. Serve proprio, e non soltanto a me.

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