Ma é cosí difficile salire sul treno giusto? Delirio sull’EC 20

Il titolo originario doveva essere pensieri in Viaggio (4). Sono sull’EC 20 diretto a Zurigo e sulla mia carrozza sono in corso molteplici e accese discussioni tra il personale di controllo (che fino a Chiasso è di Trenitalia) e i passeggeri. Si scopre che, fondamentalmente, la metà della gente che si trova in questa carrozza non dovrebbe essere qui. Il che spiega come mai salendo a Monza ho trovato il treno gremito e gente in piedi nei vestiboli dell’ETR 610 (cosa che, per come è strutturata la bigliettazione in Italia, non dovrebbe essere possibile). Dopo essermi appropriato con la forza del mio posto prenotato facendo sloggiare un cinese, mi sto godendo lo spettacolo.

C’è un gruppetto di svizzeri tedeschi con biglietto valido per l’EC 24 (che parte tra due ore), che tuttavia essendo arrivati prima del previsto a Milano Centrale sono saliti su questo treno, convinti evidentemente di poterlo fare. Ma l’oscar va a un gruppo di ragazzi di colore saliti con titolo di viaggio Trenord (che non ha valore su un Eurocity), mentre davanti a me il controllore ha appena “pescato” una coppia di fidanzatini tedeschi con biglietto valido per l’EC 18 (quello precedente a questo). La situazione è tale che è stato necessario chiamare dei rinforzi richiedendo l’intervento del team di controlleria al completo, perché a quanto pare sono uno dei pochi su questa vettura con un titolo di viaggio valido.

L’inglese non proprio oxfordiano dei controllori (ma anche dei passeggeri) purtroppo non sta favorendo la comunicazione. Mentre per i giovincelli con biglietto Trenord si prospetta la discesa forzata dal treno a Como, i ragazzi di Trenitalia stanno cercando di far capire alle persone con biglietto valido per gli altri EC che devono pagare, ma non è cosa semplice. Avendo un titolo di viaggio in mano, costoro si dimostrano profondamente irritati alla notizia di dover sborsare altri 114 Euro per arrivare ad Arth-Goldau (o 136 per raggiungere Zurigo) e le proteste sono inevitabili. Dubito fortemente che la questione si possa risolvere prima di Chiasso. Spero che la cosa non porti a dei ritardi perché la mia coincidenza per Frankfurt è molto tirata (9 minuti).

Chiaro, il sistema italiano, quello svizzero e quello tedesco sono molto differenti. A nord delle Alpi non esiste prenotazione obbligatoria ed esiste inoltre una netta differenziazione tra biglietti risparmio, legati ad un singolo treno, e i biglietti flessibili, con cui puoi andare da A a B usando qualunque treno tu voglia nell’arco di una giornata o di una settimana. I biglietti Trenitalia invece assomigliano molto di più ad un biglietto risparmio, sono sempre legati ad un treno (con riservazione del posto annessa), sono stornabili o modificabili ma solo in alcuni casi. Ma il concetto di “biglietto flessibile” in teoria, non esiste. E non è la prima volta che noto come questa differenza generi equivoci e fraintendimenti nei viaggiatori stranieri.

Equivoci che non sono esattamente indolori, perché ora su questo treno viaggia più gente del previsto e quando da Lugano in poi inizierà a riempirsi per davvero, saranno cavoli. Mah, forse saranno poco chiare le indicazioni sul biglietto Trenitalia, forse è la gente che ha davvero poca voglia di leggere le condizioni quando acquista un bene/servizio, ma io personalmente credo che alcune persone manchino totalmente della flessibilità di concepire che possono esistere sistemi diversi dal “tuo” e che, se compri un biglietto di una impresa di trasporti straniera, forse ti dovresti un minimo interessare a come il suddetto biglietto funziona.

Insomma, sarà che io viaggio da una vita e mi sembra tutto facile, ma come si fa a non capire qual è il treno giusto su cui salire?

P.s.: Come previsto, a Como, Chiasso e Lugano la situazione é degenerata, con calca per salire sulle carrozze e successive accese discussioni a bordo treno per i posti prenotati (no, niente da fare, alcuni proprio non hanno afferrato il concetto che il loro biglietto è valido per un altro treno).

Questo ci ha fatto accumulare circa 10 minuti di ritardo che spero vivamente recupereremo nella tratta del tunnel, altrimenti la coincidenza è andata.

P.p.s.: ritardo recuperato agevolmente, tanto che ora posso pubblicare l’articolo dall’ICE 4 diretto a Francoforte. E ho quasi finito di scrivere anche l’articolo sul CCNL metalmeccanici in Germania.

Un pensiero su “Ma é cosí difficile salire sul treno giusto? Delirio sull’EC 20

  1. In svizzera è tutto piu facile…puoi comprare nel comune della tua citta il “tageskarte”…lo prenoti settimane prima e ce ne sono max 3-4 per giornata in un comune…con quello puoi girare quel giorno in tutta la svizzera su qualunque mezzo (treno,tram,nave dei laghi ecc) e costa poco (dai 40 chf in ticino ai 45 nella svizzera tedesca) e penso che questa sia una gran bella comodità.

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