Washington D.C.

Washington DC

Per un weekend di pausa tra la mia settimana di servizio a Pax River e una serie di visite tecniche nella zona di Boston ho strategicamente scelto Washington DC, in quanto logisticamente e turisticamente perfetta per lo scopo.

È domenica e sono ormai quasi le 21. Pennsylvania Avenue si staglia davanti a me e so di avere ancora parecchio da camminare prima del prossimo punto fotografico interessante, meglio così penso tra me e me, avrò modo di bruciare un po’ degli eccessi culinari accumulati in settimana tra crab cakes e insalate piene di pesce fritto… fa caldo, non al punto da dare fastidio ma l’afa si fa comunque sentire nonostante il sole sia ormai calato. Oggi è l’ultimo giorno e l’ho dedicato a fotografie varie e allo Smithsonian National Air and Space Museum.

Andiamo con ordine: siamo arrivati venerdì sera, dopo un rapido cambio di abito all’Hilton ci siamo subito fiondati nella zona del mercato del pesce, sul fiume Potomac non molto lontano da Washington Monument e Smithsonian. È una zona con edifici di recente costruzione in cui si concentrano molti locali e ristoranti, ideale per mangiare e bere qualcosa. Consiglio il La Vie, un ristorante con specialità di pesce al quinto piano di un moderno palazzo. Non visibilissima dall’ingresso, c’è una zona lounge bar all’aperto che dà proprio sul fiume, perfetta per un aperitivo al volo prima di andare a cena. Un bicchiere di vino (bianco o rosso) va benone, anche i cocktail locali sono OK, ma consiglio di evitare lo Spritz. Non hanno assolutamente idea di cosa sia e soprattutto di quale vino serva per prepararlo…

Per cena la scelta è caduta sul Kaliwa, dove abbiamo ordinato di tutto un po’, sempre ovviamente in chiave asiatica. Non è una cucina che amo, ma ho trovato davvero molto buono il pollo. Solo proprio non ricordo quale fosse il nome originale del piatto… per accompagnare, vasta scelta di cocktails. Ravi ovviamente ha spifferato al personale del ristorante che era il mio compleanno quindi ho ricevuto il tortino di rito.

Per un altro aperitivo con vista o giusto per bere qualcosa ammirando il Washington Monument, degno di nota è il POV Rooftop. Lo trovare all’angolo tra Pennsylvania Avenue NW e la quindicesima. Per accedervi dovete entrare all’Hotel Washington e salire con l’ascensore all’ultimo piano. Se per una sera volete assaggiare il glamour del District of Columbia e sentirvi un po’ parte della borghesia di classe americana, questo è il posto ideale. Ah beh, è ovvio, qui come anche al La Vie, ci lasciate qualche dollaro. Prezzi alti ma non eccessivi, comunque. È necessario un minimo di dresscode, evitare quindi gli outfit da turista tedesco.

Sabato e domenica sono giornate di foto e di chilometri a piedi tra un monumento e l’altro, ma si cerca, nel contempo, di non esagerare e di rilassarsi un poco. Sono già stato qui, ma ogni volta apprezzo la semplicità geometrica e la distribuzione regolare e ravvicinata di monumenti e musei. In realtà, in America il concetto di “ravvicinato” è sempre relativo, sia nel piccolo che nel grande si ha a che fare con distanze a cui noi non siamo abituati. È pur vero che il Lincoln Memorial, il Washington Monument, Il Capitol e la Casa Bianca sono ordinatamente disposti e raggiungibili seguendo comodi percorsi pedonali attraverso piacevoli giardini, ma… senza accorgersene, muovendosi tra uno e l’altro si fa presto a macinare chilometri. Se poi a questo aggiungiamo la visita a qualche Smithsonian…

Il National Air and Space Museum é stato, ovviamente, una tappa obbligata. L’ingresso, previa fila per controlli e metal detector, è completamente gratuito e permette di ammirare una delle più belle collezioni di storia aerospaziale esistenti al mondo. Ero già stato qui anni, fa ma ho trovato molte collezioni nuove e un sacco di pezzi interessantissimi in esposizione che non avevo visto nel 1998.

Per la sessione di foto serali ho scelto di piazzarmi vicino al Capitol, che si raggiunge agevolmente a piedi dal nostro albergo. Purtroppo, in direzione del Washington Monument, l’andirivieni continuo di bus turistici ha reso la realizzazione di un buon scatto con lunga posa una impresa ardua…

È quasi ora di chiudere il laptop e fare la valigia. Domani si va a Boston, con volo Amercan Airlines in mattinata. Lì incontreró Jonathan e proseguiró in direzione New Hampshire, poi Connecticut. La parte tecnica del mio viaggio si è conclusa, ora inizia quella tecnico/comemrciale. Volevo provare l’Acela Express, l’unico servizio ferroviario (parzialmente) ad alta velocitá esistente in USA per il viaggio di domani, ma non c’era modo di convincere l’agenzia viaggi aziendale a sganciare 184 bigliettoni per il treno quando il volo ne costava 80… giustamente. Sará per la prossima.

 

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