Espatriare fa rima con guadagnare? Due parole sugli stipendi all’estero (Germania e dintorni)

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Su quali siano gli stipendi a Nord delle Alpi c’è, ahimè, tanta confusione, tanta mistificazione e vengono diffuse un sacco di informazioni false e strampalate. Giusto una settimana fa, sul treno per Frankfurt, ho avuto mio malgrado una accesa discussione con un fenomeno il quale spergiurava che “suo cugino”, aiutocuoco in un ristorante in canton Ticino , prende 8000 franchi netti al mese.

Sia sul blog, che sul forum di Italiansinfuga, vengo di tanto in tanto raggiunto da messaggi privati di persone che mi chiedono informazioni sugli stipendi o che mi chiedono se é vero questo o se é vero quest’altro.

Con questo post non voglio certo fornire una risposta a tutto, ma almeno dare un ordine di grandezza su come stanno veramente le cose.

Punto 1: all’estero non si diventa milionari. Certo, molto probabilmente si può ottenere uno stipendio migliore che in Italia, sufficiente per avere sicurezza economica, risparmiare, vivere serenamente anche con una famiglia e non farsi mancare nulla. In linea di principio, le possibilità di ottenere buoni stipendi incrementano linearmente con il livello di istruzione: più specializzato sei, maggiore sarà l’incremento di RAL rispetto all’Italia.

Ma se vuoi girare su una Pagani Zonda, vestire Bulgari e avere la villa con piscina allora non c’è espatrio che tenga; per arrivare a questo livello in tempi brevi le uniche possibilità sono vincere alla lotteria, cercare di sistemarsi sposando qualcuno/a ricco di famiglia, oppure darsi al crimine organizzato/frodi fiscali (e a questo punto, sarebbe meglio rimanere in Italia!).

Punto 2: se espatri, sarai un immigrato. E da che mondo e mondo, con l’immigrato si fa dumping salariale. Questo è valido soprattutto per i lavori generici, ma anche chi è qualificato e skilled non è certo al sicuro. Nel 2015 feci due colloqui in Svizzera tedesca, in altrettante aziende aeronautiche. Nonostante la posizione che proponevano richiedesse una certa esperienza, oltre che ovviamente la laurea in Ingegneria, la RAL che mi fu offerta era del 20-30% più bassa dello stipendio a mercato, praticamente uno stipendio da neolaureato. E in entrambi i casi si trattava di Aziende titolate “Fair Company” “Equal Employer” e bla bla bla.

Per cui sta all’aspirante expat farsi furbo, informarsi e non farsi infinocchiare. All’estero sanno benissimo che in Italia gli stipendi sono bassi e che anche offrendo paghe sotto mercato possono comunque ingolosire i candidati.

Punto 3: l’informazione è potere, pertanto prima di muovere i primi passi nel mondo del lavoro di un altro Paese, è necessario informarsi il più possibile. Oggi per fortuna Internet è una miniera d’oro per chi è a caccia di informazioni, basta saper cercare bene. Qui ci sono alcuni siti che ho già menzionato in passato:

Glassdoor Andate nella sezione Salaries, specificate mansione e zona geografica e fatevi un’idea

Kununu Simile a Glassdoor, ma con meno informazioni sugli stipendi e piú informazioni sull’ambiente di lavoro

Linkedin Salary ora anche il popolare social network americano ha lanciato un servizio anonimo di raccolta dati sulle retribuzioni, simile a Glassdoor. Selezionate professione, area e fatevi un’idea

Specifico per la Germania, c’è poi il mio articolo sul contratto metalmeccanici tedesco.

Molti altri blog hanno articoli sull’argomento salari in Germania, che sono utilissimi per farsi un’idea.

Punto 4: In Germania, come anche in Svizzera e Austria (e penso in buona parte del nord Europa) è il candidato, in sede di colloquio, a dover esporre le sue aspettative salariali. È una delle prime domande che vi verrà fatta, talvolta anche durante il primissimo colloquio telefonico. È fondamentale non farsi trovare impreparati perché é proprio qui che l’essersi preventivamente informati, unito ad una discreta faccia da poker, può fare veramente la differenza. Presentatevi al colloquio con già bene fissa nella testa la cifra (in termini di lordo annuo) che volete chiedere. Il mio consiglio personale e di farsi una idea delle retribuzione mediana per la vostra figura, utilizzando i siti che ho consigliato al punto 3, e “sparare” quella più il 5-10%. Generalmente vi offriranno una cifra leggermente più bassa; è buona cosa chiedere quindi qual è il percorso di crescita previsto nei primi 2 anni e come si configura la vostra RAL al termine di esso.

Punto 5: nella vita lavorativa non contano solo i soldi, contano anche le soddisfazioni. E quindi non c’è solo lo stipendio da considerare, c’è anche la meritocrazia. E in linea di principio, a Nord delle Alpi si ha a che fare con Aziende molto più “fair”, da questo punto di vista, rispetto all’Italia. Qui se sei bravo ti viene riconosciuto subito qualcosa, anche economicamente, senza farti aspettare anni e anni. Qui non è in uso la pratica (ormai standard in Italia) di dare promozioni senza aumento, dando alle persone più lavoro e più responsabilità rimandando il corrispondente incremento di stipendio al duemilacredici.

Certo, bisogna tenere a mente che qui la meritocrazia vale (giustamente) nei due sensi: se fai bene otterrai di più, se poi fai male il “di più” ti verrà tolto. È una cosa che spesso noi Italiani dimentichiamo, invocando la “meritocrazia” solo quando ci fa comodo, dando per scontata la sua irreversibilità e immaginandola come un diritto acquisito…

Kununu e Glassdoor, oltre che le statistiche sugli stipendi, contengono anche informazioni sulle Aziende (Ambiente di lavoro, fairness, orari, bonus, benefits, ecc..) che possono essere molto utili per capire se il nostro prossimo potenziale datore di lavoro è più o meno corretto con i suoi dipendenti. Per Kununu è necessario masticare un poco il tedesco..

Punto 6: diffidare sempre dei sensazionalisti e di chi vaneggia di salari galattici. In giro (e in rete) é pieno di gente che straparla al solo scopo di darsi delle arie. Anche in Italia trovate gente che tira fine mese a fatica ma fanno gli sboroni indebitandosi per le ferie e le automobili. E c’é gente espatriata fa esattamente lo stesso, perché gli piace menarsela e sbuffoneggiare facendo quello che “È andato all’estero e si é arricchito”. Come ho già detto, all’estero si guadagna di più ma non si diventa ricchi. Soprattutto non lo si diventa facendo lavori umili. Un lavapiatti in Germania non guadagna molto di più di un lavapiatti in Italia, l’unico vantaggio è che in Germania esiste un salario minimo di legge, al di sotto del quale un contratto di lavoro è illegale (fanno eccezione i minijob). Quindi tutte le storielle strampalate tipo il cugino lavapiatti che gira in Porsche a Lugano lasciatele perdere e diffidate.

Punto 7: (potremmo chiamarlo punto 6b) andate a fondo nelle informazioni che vi vengono proposte. Ad esempio, potreste vedere, su altri siti o blog, buste paga di operai  specializzati in Germania da più di 3000 euro netti. Quelle buste paga sono reali, non vi é dubbio su ciò. Quello che a volte non viene precisato è come si fa a guadagnare cifre simili: che per arrivare a tali importi un operaio deve accumulare un bel monte ore in Sonntagarbeit e Samstagarbeit, ovvero lavorare sabato e domenica (che, a seconda dei contratti, sono pagate il 50% i il 100% in più). Se si fanno almeno 3/4 sabati e/o domeniche al mese, allora quegli importi diventano raggiungibili. Sta a voi chiedervi se siete disposti a lavorare così tanto per avere quelle cifre. È bello guadagnare, ma ogni tanto i soldi bisogna avere anche il tempo di spenderli… ma questo è il mio pensiero. Se non vi importa di ammazzarvi di lavoro e sacrificare il tempo libero perché il vostro scopo è guardare la cifra in fondo a destra alla fine del mese e godere, allora da operai, in Germania, potreste godere decisamente più che in Italia ;-).

State anche molto attenti se nella busta paga compaiono voci come Urlaubsgeld e Weinachtsgeld: si tratta di pagamenti aggiuntivi assimilabili alla nostra tredicesima e quattordicesima mensilità, che possono incrementare l’importo anche del 30-50%.

Punto 8: (questa è una mia personalissima idea, liberi di condividerla o meno) se vi sentite sprecati nel posto (di lavoro) in cui vi trovate, se siete convinti di poter fare e dare di più, se pensate di essere pagati poco per quello che fate, se vi fa schifo il sistema delle parentele e delle raccomandazioni, se non ne potete più del collega (o dei colleghi) che passano 8 ore sui social network ma che a fine mese portano a casa il vostro stesso netto in busta paga…

  …allora probabilmente un trasferimento all’estero vi migliorerà la vita, e vi consiglio di pensarci seriamente. Non solo per i soldi, ma anche per un sacco di altre cose.

4 pensieri su “Espatriare fa rima con guadagnare? Due parole sugli stipendi all’estero (Germania e dintorni)

  1. Ahahahahahah…8000chf aiuto cuoco….ahahahahah…nemmeno se fa pompini con ingoio ai clienti raggiunge quella cifra….meritava di essere insiltato ad alta voce con un enetgico “sei un coglione….cazzaro dimmerda!!!”
    3000chf se gli va bene
    Come hai detto te all estero si guadagna il giusto per campare tutto un mese…ricchi non si diventa di certo

  2. Si é vero. Il problema, quando smascheri i cazzari, é che reagiscono offendendosi e partono ad insultare (non avendo altri argomenti) quindi forse hai ragione tu, meglio insultarli per primi e chiudere il discorso 🙂 . Si tratta di discussioni prive di alcun valore in cui impegnare i miei neuroni é un totale spreco di risorse, la mia intelligenza mi serve per cose piú produttive e redditize…
    Buona domenica ragazzo!

  3. Pingback: 10 cose (positive) sul trasferimento in Germania | Fogster – Running free…

  4. Pingback: Germania sí, Germania no. Orientarsi e informarsi nella rete degli esaltati e dei detrattori. | Fogster – Running free…

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