Huntsville

Welcome to Huntsville

Non c’è una vera e propria ragione per essere ad Huntsville, se non per lavoro, o perché si é dei nerd aerospaziali  irrecuperabili. Non per niente, la chiamano la Rocket City of America. Non é esattamente un posto turistico, qui infatti si viene solo per lavoro, o per visitare lo US Space & Rocket Center, cosa che tempo permettendo faccio regolarmente ogni volta che sono qui.

La cittá é a vocazione prettamente industriale e tecnologica. Uscendo dal centro (che tanto male non é, dopotutto) é tutto un dedalo di larghi viali a corsie multiple che delimitano aree industriali e di uffici. Lucenti capannoni con pareti di cristallo racchiudono la créme dell’industria dell’aerospazio globale che non puó fare a meno di avere una rappresentanza qui, piccola o grande che sia. Nulla di strano, quindi, se muovendosi fuori cittá sugli edifici industriali troneggiano nomi ben noti (Lockheed Martin, BAE Systems, Aerojet Rocketdyne, Northrop Grumman, Boeing, anche qualche vecchia conoscenza del gruppo Leonardo…), qui ruota tutto intorno all’ aerospazio anzi, allo spazio. È qui che, dopo la II guerra mondiale, Werner von Braun e altri 200 ingegneri e tecnici tedeschi si stabilirono con le rispettive familgie per mettere le loro capacitá e conoscenze al servizio della NASA. Qui fu concepito e sviluppato il Saturn 5, ancora oggi il piú potente lanciatore mai realizzato dall’uomo, diventato il simbolo della cittá grazie a un bellissimo un mock up in display verticale all’esterno del US Space & Rocket Center. Ma all’interno del museo é possibile ammirare, diviso per stadi, un Saturn V autentico: trattasi infatti del numero di serie SA500D, utilizzato negli anni 60 per campagne di test di analisi modale e che non ha mai volato. È stato restaurato e si trova ancor oggi in uno stato di conservazione praticamente perfetto.

Quello che non immaginavo (e ringrazio i ragazzi di ULA per la dritta) é che saltuariamente, in questo periodo dell’anno, all’interno della struttura in cui é custodito il Saturn V viene allestito un Biergarten in stile tedesco. È cosí possibile bersi una birra e mangiare un Bratwurst all’ombra del primo stadio del Saturn V. Incredibile a dirsi, ma é cosí.

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Non manca ovviamente anche uno Space Shuttle. Si tratta peró anche in questo caso di un mock up, sebbene con una storia particolare. Il Pathfinder era un modello di prova in legno e accaio, che doveva riprodurre massa e ingombri dell’Orbiter originale per testare le strutture adibite al ricovero e al sollevamento della navicella. Dopo un periodo di esposizione in Giappone, é tornato negli USA dove é diventato proprietá dello US Space & Rocket Center. Qui é stato accoppiato con un serbatoio principale (un modello usato per prove di propulsione, mai utilizzato in volo) e con due SRB laterali (o perlomeno, con l’involucro esterno di essi…). Curiositá: il serbatoio centrale non é stato progettato per reggere il peso dell’Orbiter, essendo lo Shuttle lanciato in verticale. Per poter permettere questo display, é stato necessario rinforzarlo (e non di poco!).

Space Shuttle e Sceriffi on duty!

Lo US Space & Rocket center offre moltissimo per un appassionato del genere. Oltre a un vasto assortimento di razzi e veicoli spaziali, é anche possibile cimentarsi con simulatori e avventure interattive. Divertimento assicurato.

Huntsville non é solo spazio e razzi vettori, in ogni caso. Il centro cittadino é gradevole, con edifici in mattoni a vista, ristorantini, vie curate e pulitissime. Si respira, ancora oggi, un po’ di Germania qua e lá, sebbene i tempi di Werner von Braun siano finiti molti anni fa. Non per niente tra i vali locali del luogo, potete trovare la birreria Ol’ Heidelberd, oppure nelle birrerie locali, tra una IPA e una Stout, é possibile imbattersi nella “Werner von Brown Ale” o in altre birre artigianali locali a tema tedesco/spaziale.

Il centro cittadino meritava sicuramente qualche foto in piú. Purtroppo il cedimento della batteria del Lumia 950 dopo una delirante giornata di lavoro mi ha impedito di documentare meglio le vie centrali di Huntsville. Peccato, ma mi riprometto di rimpinguare l’articolo in futuro (non é certo l’ultima volta che vengo qui…).

Un ottimo posto per bere qualcosa é sicuramemte Straight to Ale, birreria locale a tema spaziale ricavata nella vecchia palestra di una scuola. Al suo interno esiste una “stanza segreta” dove bere qualcosa e ascoltare musica; se volete trovarla, meglio andarci con qualcuno del luogo… che saprá quale parete spostare.

Le birre, manco a dirlo, sono quasi tutte a tema. La mia preferita é la Monkeinaut IPA http://straighttoale.com/beers/monkeynaut/  Il nome é un chiaro riferimento ai primi scimpanzé inviati nello spazio a bordo di razzi, che a tutti gli effetti sono stati i primi veri astronauti. Immancabile un nutrito assortimento di sandwich e burgers per accompagnare gli amari e alcoolici nettari.  Arrivando da una giornata lavorativa ammazzante, mi sono concesso un sandwich con 400 g di pulled pork sommerso da formaggio cheddar fuso servito su doppia fetta di pane tostato fritto (ovviamente accompagnato con papatine fritte). E se pensate che sia malsano, sappiate che con 3 dollari é possibile avere in aggiunta bacon e calamari fritti… quindi sono anche stato bravo.

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