La Germania vira… in Verde-Azzurro. La crisi dei partiti tradizionali tra ultradestra e ambientalisti cosmopoliti.

Ruedesheim am Rhein - Valle del Reno

Meglio di così ai Verdi difficilmente potrebbe andare. Alle elezioni europee hanno scalzato la SPD come secondo partito in Germania e ora viaggiano in scia alla CDU/CSU di Angela Merkel, più che mai in crisi di identità e in crisi di consensi. Per non parlare del centrosinistra tedesco del SPD, sprofondato ormai anche peggio del PD italico.
Anche in Germania, come in Italia, i partiti “tradizionali” stentano a mantenere consensi e perdono costantemente voti a favore di partiti “atipici” come i Verdi e AfD.
Ma se in Italia la crisi dei partiti tradizionali e l’ascesa populista ha tutto sommato un senso (dopo 10 anni ininterrotti di crisi, rampante desertificazione economica, impoverimento del ceto medio e immigrazione sregolata la gente é comprensibilimente avvelenata e imbestialita) suona strano che in Germania stia succedendo altrettanto. La disoccupazione é al minimo, gli stipendi sono alti, l’economia va bene. Allora perché anche i tedeschi si stanno arrabbiando?

Ci troviamo di fronte ad una situazione spezzata in due, tra la Germania dell’Ovest e quella dell’Est. Perchè, per quanto siano passati ormai più di 30 anni dall’unificazione, da un punto di vista sociale, economico e politico le due Germanie rimangono ancora molto diverse.

La buona situazione congiunturale della Germania Ovest, con quasi 10 anni ininterrotti di economia in crescita (2010-2019) ha portato da un lato un cospicuo incremento degli stipendi e una crescita record dei livelli occupazionali con una disoccupazione, ad oggi, praticamente nulla; dall’altro lato, però, ha innescato alcuni effetti collaterali, tra cui si annoverano:
Immigrazione di massa (Flüchtlingkrise del 2015 e boom di migranti economici, tra cui lo scrivente)
Boom immobiliare e speculazione edilizia fuori controllo (Immobilienboom)
Emergenza appartamenti (Wohnungsnot)
A questo si aggiunge un aumento della forbice ricchi-poveri, in quanto gli stipendi ad essere cresciuti maggiormente sono quelli della classe dirigente e dei profili più qualificati. Oltre a ciò, va considerato che un boom immobiliare che avviene in un paese di affittuari non porta ricchezza generalizzata (come avverrebbe in Italia, dove quasi tutti hanno la casa di proprietá) bensí porta ricchezza solo alle classi sociali già benestanti, ovvero i pochi che hanno casa di proprietá in Germania e/o che possono permettersi di investire in immobili. E con i prezzi delle case che aumentano del 10% all’anno, la cosa non potrá che peggiorare, perché anche chi ha buoni stipendi oramai stenta a comprare un appartamento (se volete avere una vaga idea di quanto costi comprare casa in una cittá tedesca media, leggetevi Il Boom immobiliare in Germania – Conviene oggi (2019) comprare casa in Germania?).

Gli affitti, fortunatamente, crescono a un ritmo inferiore rispetto ai prezzi di acquisto e per la maggior parte dei Tedeschi la casa in affitto rimane abbastanza accessibile, sempre peró con il grosso problema di … trovarla!! La cosiddetta Wohnungsnot, l’emergenza appartamenti causata dall’incredibile squilibrio domanda/offerta che si é venuto a creare in Germania, rimane una croce per tantissime giovani famiglie che non riescono a trovare tri- o quadrilocali dove crescere i propri figli semplicemente perché non ce ne sono!

La Germania è inoltre terra di pendolari, moltissime persone lavorano a più di 50 km dalla propria abitazione proprio a causa delle enormi difficoltá nel trovare casa e sono tantissimi i “pendolari del weekend” che macinano chilometri ogni fine settimana; la buona fase economica con quasi piena occupazione ha incrementato enormemente il traffico di persone su treni, aerei e autostrade generando però, anche moltissimo intasamento e inquinamento. Le infrastrutture sono quasi al collasso.

Ecco che quindi è spiegata (in parte) la rabbia dei Tedeschi under 25 di oggi, che hanno ricevuto in ereditá dalle generazioni precedenti una Germania in cui sí, si trova facilmente lavoro e gli stipendi sono buoni, ma: é difficile (impossibile) trovare casa se non sei ricco di famiglia, spostarsi é difficile, l’aria é inquinata dal traffico e dalle attività industriali e le prospettive per il futuro sono quelle di un possibile boom dei costi abitativi che potrebbe assorbire e del tutto annullare la buona situazione delle retribuzioni medie nel Paese. Una generazione cosmopolita, sensibile ai problemi ambientali e preoccupata per il futuro, che accusa i loro predecessori di aver pensato solo a fare la bella vita e ad accumulare ricchezze senza preoccuparsi di cosa lasciavano a chi veniva dopo di loro.
Una generazione, se vogliamo, un pò contraddittoria (manifestano per il clima nei “Fridays for the Future” e poi girano mezzo mondo coi voli low cost) ma che ha fatto della globalizzazione sostenibile e dell’ecologia le proprie bandiere. Ed ecco che cosí, mano mano che i Tedeschi più giovani crescono e acquistano il diritto di voto, l’ascesa dei Verdi diventa inarrestabile. Alcuni sondaggi li vedono già come primo partito.

Se si guarda ai risultati elettorali delle recenti elezioni Europee, salta subito all’occhio come nelle città universitarie (Freiburg, Heidelberg, Darmstadt, per citarne tre che conosco bene) in cui la popolazione giovanile é molto elevata, i Verdi viaggino anche sopra il 40%.

E poi c’è la Germania dell’Est. La Germania più povera e più arrabbiata. La Germania da cui si emigra per cercare fortuna nei Land dell’Ovest oppure in Danimarca, NordEuropa, Inghilterra. La Germania in cui c’è poco lavoro e in cui la gente nel 2015 tirava le bombe carta contro gli autobus che portavano i rifugiati siriani negli alberghi.

Nonostante tutto, i tedeschi dell’Est continuano a sentirsi tedeschi di serie B e sono arrabbiati con il loro governo centrale più che mai.  Lamentano la mancanza di lavoro, gli stipendi bassi, l’immigrazione di massa e il degrado rampante delle città che a detta di molti sono diventate invivibili dopo la crisi dei rifugiati del 2015. Qui è l’ultradestra di AfD (Alternativ für Deutschland) che fa il pieno di voti, con punte del 30%.
Una destra che farebbe figurare la Lega come partito moderato e tollerante.

Morale della favola: se pensate che ai Tedeschi giri bene solo perché sono usciti dalla crisi economica e vengono da quasi 10 anni di crescita, vi sbagliate. A quanto pare anche qui buona parte degli aventi diritto di voto sono ben incazzati. Alle prossime elezioni (2021) probabilmente ne vedremo delle belle. Che anche in Germania possa formarsi una … improbabile alleanza??

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