Wohnungsnot: qualche numero sull’emergenza abitativa in Germania

Dal 2010 al 2017 sono arrivati ogni anno in Germania in media 520.000 nuovi abitanti – e quasi tutti vogliono vivere in città. Ecco dove l’emergenza appartamenti si sta facendo piú critica.

Un recente articolo pubblicato dall’edizione online del quotidiano Die Welt dall’apocalittico titolo “Vivere in queste cittá sará presto un sogno irrealizzabile” presenta una interessante analisi della Wohnungsnot tedesca.

L’articolo, per chi volesse approfondire, si trova a questo link
https://www.welt.de/finanzen/immobilien/article197267671/Wohnungsnot-In-diesen-Metropolen-haben-Zuzuegler-die-schlechtesten-Chancen.html

Si tratta di una lettura senza dubbio interessante per chi si appresta a pianificare un trasferimento in Germania o semplicemente vuole tenersi al corrente di come vanno le cose ai vicini d’oltralpe; come da tradizione per l’edzione digitale die Die Welt e Der Spiegel, vi sono a corredo cartine interattive molto dettagliate e di facile consultazione (i tedeschi adorano le statistiche). In particolare una mappa interattiva al centro dell’articolo mette a confronto l’offerta di unitá abitative previste in costruzione nel periodo 2016-2020 e la relativa domanda, per tutte le principali regioni e cittá tedesche.
Attenzione: questa statistica non indica necessariamente dove gli appartamenti sono piú costosi. Indica semplicemente dove sará probabilmente più difficile trovare casa per via della scarsitá di appartamenti (indipendentemente dai prezzi).

Si scopre cosí che tra le peggiori cittá extracircondariali in cui cercare una abitazione troviamo:

  • Kiel: rapporto offerta/domanda 25%
  • Braunschweig: rapporto offerta/domanda 35%
  • Freiburg: rapporto offerta/domanda 41%
  • Erfurt: rapporto offerta/domanda 41%
  • Köln: rapporto offerta/domanda 46%
  • München: rapporto offerta/domanda 47%
  • Karlsruhe: rapporto offerta/domanda 48%
  • Wiesbaden: rapporto offerta/domanda 54%
  • Mannheim: rapporto offerta/domanda 55%
  • Stuttgart: rapporto offerta/domanda 56%

Le peggiori regioni (in tedesco Kreis) invece, sono:

  • Garmisch-Partenkirchen: rapporto offerta/domanda 37%
  • Main-Kinzig-Kreis: rapporto offerta/domanda 38%
  • Saale-Holzland-Kreis: rapporto offerta/domanda 38%
  • Gotha: rapporto offerta/domanda 43%
  • Ludwigslust-Parchim: rapporto offerta/domanda 44%
  • Ludwigsburg: rapporto offerta/domanda 48%
  • Hochtaunuskreis: rapporto offerta/domanda 49%
  • Rhein-Erft-Kreis: rapporto offerta/domanda 52%

Va notato che anche alcune cittá in cui é notoriamente “molto difficile” trovare casa non sono in realtá messe così male guardando i freddi numeri: ad esempio Francoforte segna un rapporto offerta/domanda 79% mentre Darmstadt si attesta al 69%. Berlino vede invece un rapporto offerta/domanda del 73%. Il perché é presto detto: in queste città sono concentrati la maggior parte degli sforzi delle imprese costruttrici in quanto possono massimizzare il profitto costruendo case laddove i prezzi al metro quadro sono piú elevati avendo contemporaneamente la certezza che nessun appartamento resterá invenduto.

Pertanto sí, la disponibilitá é forse piú elevata, ma i prezzi.. ahiohi.

Per vedere dove invece é più facile trovare casa, vi rimando all’articolo. Cercate le zone blu sulla cartina.. ma vi avverto: molte di quelle zone non offrono.. granchè.

3 pensieri su “Wohnungsnot: qualche numero sull’emergenza abitativa in Germania

  1. Era chiaro che sarebbe finita cosí…. Italiani, Greci, Spagnoli in fuga dalla crisi economica, Turchi in fuga da Erdogan, e poi dal 2015 anche Siriani, Libanesi, Georgiani in fuga dai conflitti… e tutti vogliono andare in Germania. Il mondo, purtroppo, é governato dalla legge dei vasi comunicanti: se esiste un posto dove si sta meglio andranno inevitabilmente tutti lí. Fino al punto in cui anche nel posto in cui si stava “meglio” di finisce per essere in “troppi” e quindi alla fine si finirà per stare “peggio”. Secondo me la Germania é destinata a implodere nel giro di un decennio al massimo. Appena arriverá un minimo di recessione… buum!

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