Viaggio in Ostdeutschland e nella storia – Leipzig e il “Runde Ecke”

Siamo partiti per Leipzig (Lipsia) una bella mattina di Giugno molto presto, alle 6 e mezza da Darmstadt. L’obbietivo era essere sul posto non più tardi delle 11 e godersi la giornata, che il meteo preannunciva essere stupenda.
E cosí è stato (per una volta, ci hanno preso).

Dopo circa 4 ore a dormicchiare su un ICE 4 nuovo di pacca (le lamentele sui sedili di II classe sono a mio avviso ben motivate: è senza alcuno dubbio l’ICE più scomodo di tutti i tempi.. DB che mi combini??)  arriviamo sul posto. La prima cosa che colpise all’arrivo a Lipsia è la stazione: immensa, più grande di Milano Centrale, con 26 binari e più di 300 metri di lunghezza del fabbricato viaggiatori. Eredità, probabilmente, di vecchi tempi ormai passati in cui la mobilità privata era pressoché inesistente e il treno rappresentava il mezzo di trasporto più importante e prestigioso per le medie e lunghe distanze (non avendo, di fatto, concorrenza). La storia, soprattutto quella recente, è un tema che ricorre spesso da queste parti.
L’Est della Germania è una terra affascinante, pregna di corsi e ricorsi storici che portano con sè un crocevia di momenti diversi e importanti: una volta terra di confine vicina al grande Impero Austroungarico, storico alleato della Germania nella Belle Epoque, è poi diventata terra di confine tedesca con la Cecoslovacchia e Polonia, prima di essere inglobata nel blocco sovietico come DDR ed essere stata per anni avanguardia del Patto di Varsavia in Europa; per poi essere, infine, non senza difficoltà, riannessa alla ben più ricca Germania dell’Ovest nella riunificazione dopo la caduta del Muro.

Tutti questi trascorsi storici non possono non svere lasciato strascichi e ferite nel territorio e ancora oggi in gran parte della Germania dell’Est ne sono chiaramente visibili le tracce.

Lipsia porta con sè molto di tutto questo , e per quanto oggi sia una cittá cosmopolita, variopinta e movimentata, basta scavare un minimo sotto la superficie e non si fa fatica a inseguire le grigie tracce del nebuloso passato socialista.

Ma da allora, molto é cambiato; fortunatamente in meglio. Lipsia oggi é diventata una sorta di Berlino piú piccola e più economica, é molto ambita dai giovani e dagli studenti universitari per l’ottimo rapporto tra qualità e costo della vita, ed é una delle poche grandi città in Germania in cui si é costruito “abbastanza” e la Wohnungsnot (l’emergenza appartamenti di cui ho parlato qualche post fa) non é così drammatica come altrove. È una città molto bella da visitare, comoda anche solo per una gita in giornata da Berlino o da Dresda; non essendo ancora stata ufficialmente elevata al grado di “città turistica” (sebbene ci stia velocemente arrivando) potrete godervi il centro della città in relativa tranquillità senza essere travolti da una ondata di cinesi ogni 30 secondi come invece accadrebbe in altre città tedesche più “turistiche”.

Sarò sincero: forse é perché manco da tanto tempo do Milano, ma alcuni angoli di Lipsia mi hanno ricordato un po’ via Tortona durante la settimana del design, con quella “voglia” di cambiamento e di trasformazione unita al dinamismo e al design come mezzo di comunicazione.

Come in quasi tutte le grandi e medie città tedesche, la Marktplatz (piazza del Mercato) corrisponde al cuore pulsante dell’agglomerato urbano. Il centro storico é interamente pedonale e molto piacevole da visitare. Per gli appassionati di storia recente, é assolutamente d’obbligo una visita al Runde Ecke: il museo sulla Stasi, la terribile polizia di sicurezza della DDR, rappresenta una favolosa reminescenza storica che é possibile vivere e visitare a titolo assolutamente gratuito sul Dittrichring, sede distrettuale della Stasi dal 1950 al 1989 . Si tratta di un commissariato della Stasi che fu abbandonato in fretta e furia dalla milizie in carica durante la rivoluzione dell’ottobre 1989, non appena capirono che le cose si stavano mettendo male. Tutto, o quasi, é rimasto come allora. Gli ambienti sono stati conservati in condizioni praticamente originali ed è ancora possibile vedere le cartine topografiche della città appese ai muri con le indicazioni dei luoghi di “sospetta attività sovversiva” appuntate con spilli e fogli pregni di appunti in tedesco.

Non vi sono solo reminescende in tedesco. La mia fidanzata, che conosce perfettamente il russo, ha potuto identificare non pochi messaggi e appunti di carattere militaresco. Le celle di detenzione, cosí come le stanze in cui venivano effettuati gli interrogatori dei “sovversivi” sono rimaste tali e quali e muovendoci di stanza in stanza, tra i verdi pavimenti di linoleum, anche l’odore é qualcosa di davvero caratteristico.

Alcune stanze ospitano invece teche con vestiti, uniformi e suppellettili appartenenti al periodo socialista. Divise scolastiche, uniformi militari, cartellonistica di regime, libri di testo e altre testimonianze danno una immagine complessiva della realtá di quel regime appartenente a un passato non cosí lontano.

Abbiamo vissuto Lipsia solo per una giornata, di passaggio verso Dresda. IL Runde Ecke era la cosa che piú ci interessava visitare, e non ci ha delusi. Ma la cittá ci é piaciuta, e torneremo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...