È il momento di reinventarci (di nuovo). Non abbiamo altra scelta.

Mi sono ritrovato a fare, come esercizio serale di fronte ad un bicchiere di buon Lagrein, una valutazione dei rischi a fronte di uno scenario di convivenza con Covid-19 di alcuni anni.
La riflessione é nata dopo aver letto una intervista al ministro della salute tedesco, Jens Spahn, il quale cerca di spegnere gli iniziali entusiasmi sulla sperimentazione del vaccino Sars-CoV-2 per l’uomo, affermando che per avere un vaccino funzionante “potrebbero volerci anni”.

Se questo scenario, peraltro non cosí improbabile, dovesse avverarsi, avremo una fase di convivenza con Covid-19 molto lunga durante la quale la nostra societá, nonché usi, costumi e consumi cambieranno profondamente. Con conseguenza drastiche sul tessuto socio-economico.

In tutto il mondo si fa ormai sempre piú straziante il grido di dolore dei settori piú colpiti dalla crisi sanitaria. Ristoratori, albergatori, negozianti, aziende di catering, linee aeree, organizzatori di grandi eventi, centri sportivi, e molti altri, ormai da mesi stanno chiedendo aiuto disperatamente.
Il problema, se la situazione durerá anni, è che questi business andranno incontro ad un ridimensionamento senza precedenti, se non addirittura venire spazzati via del tutto. E questo indipendemente dagli aiuti.

Gli Stati, comprese le economie piú in salute come la Germania o l’Austria, non possono aiutare tutti. I soldi non sono infiniti e non si possono sfornare miliardi come se nulla fosse, perché aiutare tutti significherebbe creare un debito insostenibile che peserebbe per decenni sui lavoratori e sui contribuenti, e potenzialmente potrebbe innescare anche il ritorno dell’inflazione galoppante, che sarebbe a mio avviso un avvenimento tragico.
La realtá é che molte di queste Aziende sono condannate alla chiusura e molte persone che si sono costriute negli anni una attivitá, la vedranno andare in fumo.

La storia recente ci ha giá insegnato che esistono rivoluzioni che portano alla scomparsa di attivitá se non addirittura di intere categorie professionali.
A dettare la fine per i fotografi é stata la fotografia digitale, per il piccolo commercio al dettaglio il colpo di grazia é stato la grande distribuzione, i falegnami e i mobilifici sono stati spazzati via dalle varie IKEA e surrogati, mentre le librerie stanno ormai scomparendo, messe all’angolo da Amazon. Rivoluzioni tecnologiche e cambiamenti sociali dei consumi che hanno sentenziato la fine per molte attivitá.

Il Covid-19 é una rivoluzione improvvisa e drastica che porterá con sé il ridimensionamento e la scomparsa di molte attivitá e categorie professionali. E non ci si puó fare nulla.

Del resto, nessuno ha aiutato i fotografi quando le fotocamere digitali gli hanno portato via tutto il lavoro di sviluppo pellicole. Nessuno ha aiutato i mobilifici e gli artigiani rimasti senza lavoro dopo l’avvento di IKEA.
Mettiamoci nell’ottica che Covid-19 durerá anni. Se fossi un ristoratore, penserei a chiudere tutto e cercarmi un altro lavoro. Ecco cosa farei.

Lo so, lo so, é facile dirlo quando non ci sei dentro, è facile mettersi nei panni degli altri e dire “io farei cosí”, e non bisognerebbe sputare sentenze quando non si conoscono le situazioni di tutti. Io immagino e capisco che in questo momento il titolare di un ristorante medio/grande molto probabilmente non sta dormendo la notte. Ci sono i costi fissi, i dipendenti, una attivitá costata anni di fatica e un mare di inceretezze.
Ma guardiamo in faccia alla realtá: se per andare al ristorante in futuro io dovró essere bardato con mascherina, guanti e calzari, sedermi ad un tavolo sigillato con barriere di plexiglass come nei parlatori delle carceri, per poi dover mangiare in mezzo all’odore di disinfettante, beh, mi spiace per il povero ristoratore, ma io mi faró da mangiare a casa mia. E credo che molti altri la penseranno come me.

Quindi forse é meglio togliere il dente e toglersi il dolore. Fossi un ristoratore, io ci penserei seriamente, a rinunciare e a chiudere. E cercare di impararmi un nuovo mestiere.

Io non sono immune a questa situazione, anzi a breve ci saró dentro, si tratta solo di aspettare qualche mese. Io sono un ingegnere aeronautico, e in questo momento il mio settore viene letteralmente raso al suolo da questa crisi. Distrutto. Non ci sará piú lavoro, nel campo dell’aviazione civile, per anni. Buona parte dell’esperienza accumulata, delle abilitá e le competenze costate anni di fatica diventeranno presto inutili – non posso farci niente e devo farmene una ragione.
Ho investito in abilitá e competenze che ora al mondo non serviranno piú – per molti anni. Mi é andata male, come é andata male a tanti altri che da questa pandemia perderanno moltissimo.
Disperarsi e chiedere aiuto non serve a un bel niente.
Dare la colpa alla sfiga o incazzarsi col destino bieco e ingiusto sará di ben poco aiuto.

Quello che posso fare é investire in nuove abilitá e competenze – piú velocemente che posso – che siano facilmente rivendibili nel mondo che verrá.

Nel mondo che verrá viaggeremo molto meno e staremo molto di piú a casa. Si lavorerá in remoto il piú possibile, si risolveranno problemi a distanza, saremo iperconnessi, molto piú di prima. Si comprerá online e non faremo piú shopping. Non andremo piú al ristorante e cucineremo molto di piú a casa. Come in tutte le crisi, ci saranno dei vincenti e dei perdenti.
E se vogliamo sopravvivere é meglio cercare di adattarsi e cambiare velocemente bandiera passando dalla parte dei vincenti.

I grandissimi vincitori di questa crisi saranno le grandi imprese digitali, che giá negli anni scorsi avevano incrementato massicciamente i propri utili e la propria importanza: tutto ció che é digitale e che é online sará il business del futuro. Amazon uscirá da questa crisi come prima potenza digitale del mondo, potendo approfittare degli innumerevoli fallimenti che ci saranno nel mondo del retail e del commercio al dettaglio, che uscirá dalla crisi raso al suolo. Solo il retail di grande lusso sopravviverá a Covid-19. Verosimilmente, c’è da aspettarsi definitivo sorpasso delle vendite online sulle vendite fisiche.

Ma anche tutte le Aziende che si occupano di Infrastrutture Digitali e Networking, servizi digitali di supporto alle Aziende, servizi di Cloud, Database, Big Data, E-Commerce, Online-Shopping, Webinars, hanno molto da guadagnare da questa crisi.

È qui che bisogna guardare, secondo me, se si vuole conservare un lavoro e un reddito per i prossimi anni senza rischiare una lunga discoccupazione.
Non dimentichiamo poi la filiera chimica e medicale: settori che non conoscono crisi e che serviranno sempre. Anche il lusso é un settore che non conosce battute di arresto: questa recessione sposterá molta ricchezza e produrrá nuovi milionari, che continueranno a consumare.
Alimentari e grande distribuzione rimarranno sulla cresta dell’onda per un bel pezzo, perché l’impennata dello Smart Working e il crollo dei ristoranti fará sí che la gente mangerá e cucinerá a casa molto piú di prima.

Nel mio campo, a fronte del crollo del traffico aereo e della crisi nera di tutta l’aviazione civile, é da tenere d’occhio il militare (in periodi di crisi i Governi tendono ad incrementare le spese militari per sostenere le imprese interne di Aerospace&Defence) ma anche tutto ció che riguarda i droni. Si tratta di uno sviluppo da tenere d’occhio perché direttamente collegato al boom dell’e-commerce. Le consegne con droni potrebbero diventare una realtá nelle grandi cittá e le attivitá di progettazione, nonché di svulippo sistemi di guida e di regolazione del traffico di droni, potrebbero vedere un consistente trend di crescita nel futuro prossimo.

Io, intanto, ho giá iniziato a documentarmi e a iscrivermi a corsi online (con certificazione) a tema Reti, Networking, protocolli di comunicazione, Big Data e SQL. Si tratta di competenze “accessorie”, che ho sviluppato a livello base durante gli ultimi anni, e che ora voglio integrare e rinforzare significativamente, perché mi saranno molto utili se, per un motivo o per l’altro, saró nella condizione di dovermi cercare un nuovo lavoro nei prossimi mesi. Successivamente espanderó le mie conoscenze del mondo dei droni e dei quadricotteri (che ad oggi, onestamente, conosco abbastanza poco).

Una piattaforma molto potente e flessibile per corsi online, ad un prezzo molto accessibile, é coursera (www.coursera.org) che offre una vastissima scelta di corsi online, corredati da certificato, sugli argomenti piú disparati. Si va dal project management al big data passando per corsi di reti e networking, il tutto da parte di Universitá o di Aziende riconosciute a livello mondiale.

In natura non vince la specie piú forte, ma quella piú rapida ad adattarsi.

Non sono preoccupato. Per la mia generazione questa é la terza crisi in meno di vent’anni e noi nati negli anni ’80 ormai ci siamo abituati, a questi ribaltoni che ci rimescolano le carte in tavola ogni volta che credevamo di avere trovato la stabilitá.
Noi siamo la generazione resiliente, la generazione che non ha mai conosciuto la stabilitá e la tranquillitá economica dei nostri genitori, la generazione che si é dovuta reinventare dopo la crisi del 2008 per cercare di mantenere un lavoro, la generazione che ha barattato il benessere con la stabilitá. Flessibilitá, mobilitá, rapiditá, sono le nostre caratteristiche migliori.
Verremo fuori anche da questa crisi, ne sono sicuro.


Questa é la sfida della nostra generazione – ricostruire il mondo dopo Covid-19 – non lasciamoci spaventare. Abbiamo la bravura e le competenze fer farcela – e ce la faremo.

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2 pensieri su “È il momento di reinventarci (di nuovo). Non abbiamo altra scelta.

  1. Beh…per il 2036 avremo a che fare con il temibile asteroide aphopsis
    Gli esperti dicono che non ci son problemi…spero che non sia lo stesso team che diceva che il virus non avrebbe superato gli Urali…
    Tranquilli classe 1980…non ci faremo mancare proprio nulla 🤣🤣🤣

  2. Beh se non altro nel 2036 saremo ancora ben lontani dalla pensione .. 😀
    A meno che uno non abbia fatto piano di early retirement con risparmio e investimenti. Vuoi vedere che alla fine i soldi era meglio spenderli? Sarebbe la beffa finale per quelli come noi…

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