Wirecard e altri fiaschi clamorosi: che fine ha fatto la soliditá tedesca?

Tre sono le notizie che dominano la cronaca tedesca di questi giorni: il gigantesco focolaio Covid-19 presso il mattatoio Tönnies in Nordrhein-Westfalen, i disordini di Stuttgart dello scorso sabato notte e la clamorosa insolvenza del gruppo Wirecard.

Quest’ultima notizia ha davvero dell’incredibile: una delle Compagnie High-tech piú quotate del DAXX, che fino a poco tempo fa orgogliosamente si fregiava del titolo di “risposta europea a PayPal e Western Union” ha dichiarato un clamoroso buco di circa 2 miliardi di euro, con le azioni crollate da 105 Euro a 3 Euro nel giro di pochi giorni e l’amministratore delegato arrestato per bancarotta fraudolenta (ma subito rilasciato su cauzione).
Un crack devastante, a livello Parmalat se non ancora peggiore.

Il problema é che simili disastri non sono piú notizie isolate, in questa Germania degli anni 2000. Al contrario, il crack Wirecard é l’ultimo di una lunga serie di scandali, iniziati ancor prima del micidiale Dieselgate del gruppo VW.

Senza andare a scomodare lo scandalo sulle emissioni dei motori turbodiesel, sul quale si é parlato e scritto piú che in abbondanza, si potrebbero menzionare, tanto per cominciare, il progetto della nuova stazione ferroviaria di Stoccarda (Stuttgart 21) e il progetto del nuovo aeroporto di Berlino (BER), entrambi in ritardo di molti anni e con aggravi di costo che si potrebbero definire folli; sempre rimanendo in tema infrastrutture si potrebbe pensare anche al crollo della galleria di Rastatt di tre anni fa, quando nel cantiere della linea sotterranea ad alta velocitá franó una galleria proprio sotto alla sede ferroviaria, causando lo smottamento dei binari sovrastanti (fortuna volle che nessun treno era di passaggio) per non parlare di quando a Colonia nel 2009 gli scavi della metropolitana causarono il crollo nella sovrastante biblioteca, uccidendo 2 persone; passando in ambito finanziario ci sono le disavventure di Deutsche Bank e Commerzbank, con la prima che si é procurata multe pesantissime dell’Antitrust statunitense a seguito di operazioni sui derivati e la seconda salvata piú volte dallo Stato dopo il disastro Dresdner Bank e un tracollo azionario mostruoso nel 2010.

Ma anche nel nostro piccolo di tutti i giorni si apprezza che tante cose ormai sono cambiate. Le stesse auto tedesche non sono piú quelle di una volta e la loro fama di carri armati indistruttibili e affidabili fa ormai parte del passato: come dimenticare il disastro VW dei 1.4 TSI di seconda generazione, soprattutto la versione da 160 cv, e la prima serie di cambi robotizzati DSG a secco a 7 marce. Fragili e inaffidabili, con centinaia di clienti trattati a pesci in facia dall’assistenza VW (perlomeno in Italia). Lo so perché ho avuto quel cambio e quel motore e, banché a me sia andata benissimo (“solo” 4 frizioni, cambiate in garanzia), a molti altri é andata malissimo e all’epoca le lettere e i post sui vari blog e riviste di automobili da parte di possessori imbestialiti erano all’ordine del giorno.
E di lí a poco sarebbe arrivato il dieselgate a peggiorare ancora le cose.

L’industria tedesca, soprattutto automobilistica, è cambiata: da un livello di qualitá quasi giapponese si é passati ad abuso delle economie di scala, progettazione al risparmio di ogni componente e massimizzazione del profitto facendo fesso il cliente; un approccio molto “italiano” che ormai sembra essere diventato lo standard anche in terra tedesca.
Ma se per un certo periodo il prodotto e il servizio tedesco hanno potuto vivere di rendita grazie alla loro reputazione, ora quel periodo inizia ad esseere agli sgoccioli perchè il mondo si sta accorgendo che la Germania sta cambiando.

La Germania ha da sempre basato il proprio successo sulla soliditá e sull’affidabilitá della propria tecnologia, delle proprie Aziende e delle proprie istituzioni. La Germania nel mondo é sinonimo di trasparenza, stabilitá e rigore e da sempre attrae investimenti, lavoro e capitali proprio grazie a queste qualitá.
Ma da tempo questa situazione pare incrinarsi. Sempre di piú.

E onestamente mi chiedo: cosa ne sarebbe della Germania, se da un Paese di professionisti affidabili e rigorosi dovesse trasformarsi in un Paese di azzeccagarbugli profittatori e poco trasparenti? Se dovesse abbandonare la sua vocazione di terra di rigore e precisione diventando molto piú simile ad un certo Paese piú a sud a forma di stivale?
Ho provato ad immaginare una Europa in cui la credibilitá e l’autorevolezza della Germania dovessero venire meno, e onestamente la cosa non mi piace neanche un po’.
Con le superpotenze economiche USA e Cina pronte a dividersi il mondo, una Europa senza una Germania forte, autorevole e affidabile sarebbe una Europa insignificante.

Il declino della Germania, se davvero é iniziato, sará il declino dell’intero Vecchio Continente.
E forse tra dieci o vent’anni i nostri figli invece di espariare in Nordeuropa dovranno andare a cercare fortuna in Cina.

E quindi penso che probabilmente tocca a tutti quanti in Germania, compresi noi Ausländer, cercare di cambiare le cose e di fare sí che questa classe dirigente del tutto e subito, pronta a tutto per perseguire il risparmio e il profitto ad ogni costo non l’abbia vinta e non finisca per rovinare tutto.

In Italia sono giá stati fatti danni enormi (e forse irreparabili!) a causa di una classe dirigente con mentalitá abbietta e poco trasparente.
Cerchiamo di fare sí che la storia non si ripeta anche qui.

Un pensiero su “Wirecard e altri fiaschi clamorosi: che fine ha fatto la soliditá tedesca?

  1. Oppure lo stramaledetto 1.4 tsi 170cv….ogni mese era una gogna per il motore…gran macchina, gran tenuta ma ero arrivato ad odiarla
    Un altra cosa il fatto della ruggine : ti sbandierano una garanzia di 12 anni…salvo poi che quando ti rivolgi per ruggine (al tempo aveva 6anni la macchina) convinto di avere la riparazione a gratis ti dicono che è solo per gli elementi strutturali…te l han piantato nel culo a secco e a sorpresa ed esci dal garage a 4 zampe
    Anche se vivo in svizzera la cosa mi preoccupa sia perchè con la germania il mio paese (la svizzera) ha tante relazioni e sia perchè anche qua con il fatto del franco che diventa sempre più forte sull euro (all inizio era 1.60 poi 1.40 poi 1.22 ed ora 1.10scarsi) le ditte devono darsi al risparmio
    Spero si fermi qui la cosa senza peggiorare…la svizzera è sinonimo di qualità…fino ora regge non vorrei che in futuro venga sorclassata da risparmio a tutti i costi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...