Die Corona-Lage: come va l’epidemia in Germania (8.2.2021)

Mentre ci si avvicina rapidamente al 14 Febbraio (la fine programmata del lockdown in Germania) é pressoché certo che nel vertice previsto per mercoledí 10 Febbraio le misure di “lockdown duro” attualmente vigenti verranno prolungate fino almeno alla fine del mese. Nonostante l’incidenza sia in costante discesa e sempre piú cittá e Landkreis stiano finendo sotto al treshold considerato “critico” di 50 nuovi casi a settimana per 100.000 abitanti, la comunitá scientifica tedesca e l’istituto epidemiologico RKI invitano alla massima prudenza e a mantenere le chiusure attuali almeno fino a “primavera inoltrata”.
Secondo gli scienziati piú vicini ad Angela Merkel é ancora troppo presto per pensare ad allentamenti: una riapertura, anche parziale, farebbe ripartire la circolazione del virus portando la variante inglese a diventare il ceppo dominante nel Paese nel giro di poche settimane, gettando i presupposti per una devastante terza ondata in Marzo/Aprile.

Il ministro dell’economia Peter Altmeier, in una lunga intervista rilasciata ieri alla Bild, non si é voluto sbottonare circa un programma di possibili riaperture, limitandosi ad affermare che “é verosimile aspettarsi che, quando il sole splenderá e si potrá tornare a sedersi all’aperto, potremo mettere in atto le prime riaperture“. Dichiarazione che lascia ben poco spazio a speranze per imprenditori e occupati del settore.
Voci di corridoio degli ambienti del retail dicono che per le Aziende del settore commercio al dettaglio si ipotizza una riapertura dopo Pasqua, mentre per gastronomia, turismo, palestre e piscine si parla della domenica di Pentecoste (23 Maggio).
Si prospettano quindi mesi durissimi per le attivitá commerciali e del tempo libero in Germania, considerati anche gli aiuti statali che sono in forte ritardo e mettono a serio rischio la sopravvivenza di molte piccole attivitá che non possono contare su riserve di liquiditá. Settimana scorsa é diventato virale il video di una giovane parrucchiera di Dortmund che, disperata e in lacrime, racconta di essere oramai in rosso su entrambi i suoi conti correnti e di non avere piú i soldi per comprarsi da mangiare, mentre le sue richieste di ristori sono da tempo arenate alla Bundeasgentur für Arbeit per banali cavilli burocratici e rischiano di rimanere inevase ancora per parecchie settimane.

Nonostante il grido di dolore delle attivitá colpite, Angela Merkel ha dichiarato che la terza ondata va “evitata ad ogni costo” e secondo un recente sondaggio di YouGov piú della metá dei tedeschi é per una estensione del lockdown duro, mentre solo un terzo della popolazione si dichiara favorevole alle riaperture.
Effetto che (opinione personale) é stato sicuramente ottenuto grazie ad una “informazione della paura” che non ha nulla da invidiare a quella che si vede in Italia.
Ogni giorno sulle principali testate tedesche compaiono messaggi di catastrofe e sventura che non hanno nulla da invidiare ai vari Crisanti, Galli & co, ben rappresentati in Germania da Christian Drosten e Karl Lauterbach. È proprio Lauterbach in un tweet a mettere in guardia dal “Turbo-Virus” ovvero la famigerata variante inglese. In un grafico mostra come oggi la varante britannica rappresenti solo il 20% dei casi ma secondo un modello matemarico, essa prenderá in poche settimane il sopravvento e a Marzo esploderá la terza ondata. Secondo Lauterbach quindi non é proprio il momento di pensare a riaperture; al contrario bisognerebbe chiudere ancora di piú altrimenti saremo sopraffatti dal dilagare della variante inglese (sono proprio curioso di vedere come andrá! ne riparliamo tra un mese).
Ai summenzionati scienziati si é aggiunta recentemente anche la virologa Melanie Brinkmann, la quale ha dichiarato pochi giorni fa che “contro la variante inglese non abbiamo nessuna possibilitá“.
Si apprezza quindi come al momento costanti messaggi di negativitá e paura stiano, per ora efficacemente, alimentando un condiviso sentimento di “chiusurismo” tra la popolazione, con solo una minoranza propensa alle riaperture.

Nel frattempo da una casa di riposo tedesca nel distretto di Örsnabruck arriva una notizia potenzialmente “bomba”: 14 anziani ospiti della struttura, che avevano tutti ricevuto la seconda dose di vaccino Pfizer-Bointech lo scorso 25 Gennaio, sono risultati positivi alla variante inglese del Coronavirus.
Essendo la questione comprensibilmente delicata, al momento vige il massimo riserbo sulle loro condizioni di salute. Sembrerebbe tuttavia da prima informazioni che siano tutti asintomatici o pauci-sintomatici. Nei prossimi giorni se ne saprá probabilmente di piú.
Sicuramente questo é un ottimo banco di prova per capire l’efficacia del siero Pfizer-Biontech su anziani e virus mutato.
La “brutta” notizia é che a questo punto parrebbe ormai certo che il vaccino protegga dalla malattia, ma non dall’infezione.

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