La Cena Aziendale

A dire il vero, era da tantissimo tempo che meditavo di scrivere un post sulla Cena Aziendale. Ogni anno, puntualmente, all’avvicinarsi del fatidico momento a Dicembre, iniziavo a mettere giú qualche idea per una bozza. Poi alla fine, preso da tutti gli impegni del periodo, lasciavo perdere. E l’articolo era rimandato all’anno successivo.
Idealmente sarebbe dovuto essere un post ilare e bonario, corredato da aneddoti e racconti di improbabili avventure a corredo di una serata di bagordi.

Mai e poi mai avrei potuto immaginare che invece alla fine sarebbe stato un post nostalgico, pregno di tristezza e di rassegnazione.

Tutti gli anni, dall’ormai lontano 2005, a metá Dicembre presso la “Trattoria Cibo Sano” di Cantú, in provincia di Como, si svolge una cena. Noi la chiamiamo “la Cena Aziendale”. È un appuntamento fisso che non puó mancare e segna ufficialmente (e col botto) l’inizio degli eccessi natalizi.
Ogni anno vi partecipano i soliti noti, gli irriducibili di quella che fu la nostra compagine motociclistica nelle nostre avventure tra competizioni e autodromi attraverso mezza Italia. Col passare del tempo l’aggiungersi di nuovi compagni di scorribande e il progressivo “accasamento” di tutti i membri del gruppo ha fatto sí che l’elenco degli invitati assumesse sempre piú massa critica, fino ad arrivare ad una trentina di persone con la Trattoria interamente riservata, tutta per noi, in una unica gigantesca megatavolata al centro del locale.

Per 14 anni la cena Aziendale non é saltata neanche una volta.
La cena Aziendale, é un rito, e un must, per parteciparvi si sposta ogni impegno e si smuovono mari e monti.
Ogni anno, é una serata indimenticabile con gli amici di una vita.

Questo fino al Covid-19.

L’edizione 2019 é stata l’ultima e probabilmente lo rimarrá.

Il mio non vuole essere un pessimismo leopardiano, ma semplicemente la formulazione di un plausibile scenario futuro basato sull’analisi di fatti odierni.
E i fatti odierni e le reazioni di tutti i Governi all’epidemia vanno in una unica direzione: controllo e prevenzione tramite restrizioni.

La Cena Aziendale appartiene alla categoria dei cosiddetti “Super Spreading Events“, gli eventi potenzialmente “super diffusori” di infezione a seguito dei quali si innescano i focolai di epidemia.

Tre sono fattori rendono i Super Spreading Events particolarmente pericolosi:

  • La presenza di molte persone
  • La vicinanza tra le persone (tanti in poco spazio)
  • La presenza di persone provenienti da posti diversi

    Tanto piú questi fattori sono verificati e concomitanti, tanto piú lo Super Spreading Event puó essere esplosivo.

Mi aspetto pertanto che in futuro non solo queste “megacene”, ma tutto quello che puó essere un Super Spreading Event, sará severamente regolamentato. Anche tra qualche anno, quando si spera il Covid-19 sará un (brutto) ricordo.

Il perché é semplice: non si vorrá mai piú rischiare un’altra epidemia.
Dopo lo shock del Covid-19, che ci accompagnerá ancora per anni con misure restrittive e che successivamente condizionerá la nostra economia con un risanamento delle finanze pubbliche che richiederá decenni, nessun Governo vorrá piú rischiare che una potenziale esplosione epidemica possa verificarsi di nuovo. Ad esempio, una versione mutata di Covid; o magari un nuovo virus influenzale insolitamente forte.
Nessuno vorrá piú rischiare di trovarsi un’altra volta a Marzo con gli ospedali che esplodono perché un nuovo virus era in circolazione sotto traccia durante i bagordi natalizi.

Vivremo in una nuova “era salutista” in cui il principio “prima la salute” sará sancito per legge. E tutti gli eventi potenzialmente “super diffusori” saranno regolati da severe prescrizioni, onde evitare l’esplosione di nuove epidemie.
Abbiamo giá visto quanto pesantemente sono state criminalizzate le vacanze estive del 2020, addossando alle spiagge e alle discoteche la colpa della seconda ondata di Ottobre/Novembre (secondo me non é del tutto vero, ma il messaggio che é passato é quello). Oppure quanto sono stati analogamente criminalizzati i festeggiamenti natalizi a Dicembre, prontamente soffocati con un lockdown preventivo.
E vediamo come oggi i virologi e gli scienziati di mezza Europa stanno già lanciando il chiaro messaggio che “non dobbiamo ripetere gli errori dell’Estate 2020”. Ergo, forse conviene iniziare a prepararci giá da ora ad una estate di restrizioni e dimenticarci le vacanze.

Il messaggio che viene passato al popolo é chiaro: tutto ció che é “divertimento in compagnia” non va bene. Non s’ha da fare. La comunicazione che ci è stata propinata, anche per Natale, è stata precisa: rammaricarsi di non poter festeggiare con parenti e amici è disdicevole, irrispettoso, immorale, sbagliato.
Un chiaro indicatore del fatto che, secondo me, si sta giá cercando di “pilotare” e ammorbidire l’accettazione della popolazione verso un futuro di divertimenti e svaghi rigidamente limitati e regolamentati.
Oggi attraverso una comunicazione che pone l’accento sull’immoralitá del solo pensare a qualsiasi tipo di svago o di momento di convivialitá in compagnia, che sará sostituita domani da una comunicazione incentrata sul diritto fondamentale alla salute e sulla prevenzione, quali valori di assoluta importanza che devono avere la precedenza su tutto, in particolare sullo svago e sul divertimento.

D’altra parte, non si puó non constatare come tutto ció che é “divertimento in compagnia” é anche un potenziale evento super diffusore. Le due cose vanno sfortunatamente a braccetto e non ci possiamo fare nulla.
Le riunioni si possono fare via Skype o Teams, ma una evento come la cena Aziendale no. Non é e non sará mai la stessa cosa. Anzi sarebbe di una tristezza immensa. Ma purtroppo temo che sará proprio quello che ci aspetta.

Ecco, secondo me, quello che ci aspetta nella nuova “era salutista e di prevenzione” che segnerá il ventennio 2020-2040:

  • Tutti gli eventi, sia pubblici che privati, avranno numero massimo di partecipanti stabilito per legge in base a diversi parametri
  • Gli affollamenti al chiuso non saranno mai piú consentiti: diciamo pure addio alle megatavolate di Natale, cenoni, veglioni e feste
  • Gli affollamenti saranno consentiti all’aperto durante la stagione estiva, ma con moltissimi paletti
  • Per la maggior parte degli eventi non sará consentita la partecipazione a persone che arrivano da “lontano” (verrá stabilito un preciso range all’interno del quale i partecipanti possono provenire)
  • Vacanze regolamentate: turismo di prossimitá, viaggi all’estero concessi solo in particolari condizioni, test, tamponi e quarantene

L’introduzione di questi cambiamenti sará progressiva e verrá accompagnata attraverso 4 o 5 anni di restrizioni pandemiche decrescenti (uno lo abbiamo passato, mancano ancora gli altri) in cui le libertá di prima ci verranno restituite a poco a poco fina ad un certo punto, raggiunto il quale la “restituzione” si bloccherá e verranno introdotte le regolamentazioni a protezione della salute.

Moltissimi busness dovranno adattarsi di conseguenza: immagino ad esempio matrimoni in cui i tavoli saranno di soli conviventi, con una distanza minima di 5 metri tra tavolo e tavolo e al massimo una persona alla volta che potrá spostarsi da un tavolo all’altro, per un massimo di 5 o 10 minuti.
Immagino un futuro in cui una band musicale, invece di fare un concerto da 70.000 persone a Milano, ne fará uno da 10.000 persone a Milano (in cui potranno partecipare solo i residenti a Milano), uno da 10.000 Persone a Monza/Brianza (in cui potranno partecipare solo i residenti di Monza/Brianza), uno a Varese, uno a Como, ecc.. e tutti i partecipanti al concerto dovranno lasciare i loro dati agli uffici ASL e far sapere dove vanno/cosa fanno nei giorni successivi.
Immagino in futuro in cui ogni viaggio dovrá essere organizzato con mesi di anticipo, approvato da apposite autoritá di regolamentazione, e tutti gli aberghi/ristoranti/landmarks che verranno visitati dovranno essere determinati in anticipo nel rispetto di una rigorosa tabella di marcia. Spostarsi e viaggiare non sarà piú un diritto, bensí una gentile concessione che dovrá essere opportunamante “certificata” e motivata.

Vedremo fortissimi cambiamenti sociali; si creeranno “paradisi libertari” analoghi agli odierni paradisi fiscali, in cui i ricchi e i privilegiati potranno continuare la vita di prima festeggiando e divertendosi senza limitazioni mentre il resto del mondo rimarrá soggetto a restrizioni, limitazioni e divieti. Sicuramente ci saranno alcuni Paesi (Svizzera, Isole Cayman, Principato di Monaco, Emirati Arabi, ecc…) che offriranno, a carissimo prezzo, la possibilitá di organizzare eventi, feste e vacanze “come una volta”. senza alcuna restrizione o limitazione.
Le feste di Natale e Capodanno 2020 ci hanno mostrato una interessante preview di ció che sará: i comuni mortali chiusi in casa tra restrizioni e lockdown, con ogni forma di divertimento vietata per decreto, mentre i ricchi e i privilegiati festeggiavano senza restrizioni e senza mascherine sulle spiagge di Dubai e nei resort svizzeri.
Per chi non si potrá permettere le nevi svizzere o le spiagge all’ombra del Burj Khalifa, immagino un futuro di feste e cene abusive, organizzate in gran segreto in cantine, sottoscala o in ristoranti abbandonati, stando attenti a non usare i social o whatsapp per evitare di essere beccati dalla polizia postale. Una sorta di moderna carboneria, l’ultimo baluardo di chi non si vorrà rassegnare.

Distopico? Assurdo? Improponibile?
Spero di sí. Ma onestamente temo proprio di no.

Mi permetto solo di citare un significativo passagio da questo articolo del Corriere della Sera del 23 Febbraio 2021 che porta la testimonianze di diversi ricercatori e docenti universitari (mica pirlotti qualunque come me): “Con questo virus è impossibile poter tornare a frequentare gli ambienti chiusi come eravamo abituati prima della pandemia. Situazioni affollate e senza adeguati ricambi d’aria sono oggi, e in futuro, impensabili perché un’immunità di gregge sopra il 90% è di fatto irrealizzabile. Un livello di vaccinazione adeguato combinato con una corretta gestione del rischio negli ambienti chiusi risulta l’unica strada percorribile per arrivare ad una nuova normalità“.

Mettiamoci bene in testa queste due parole… nuova normalitá.

Le nostre vite cambieranno parecchio, questo purtroppo é un dato di fatto. Le basi del cambiamento vengono gettate giá in questi mesi.
E la “Cena Aziendale” di Dicembre 2019 probabilmente é stata, e per sempre rimarrá… l’ultima.
Il grosso rammarico é che non lo sapevamo, ma forse é stato meglio cosí. Sarebbe stato un boccone troppo amaro quello di sollevare i bicchieri al cielo per il nostro brindisi di gruppo, sapendo che quella era l’ultima volta.


6 pensieri su “La Cena Aziendale

  1. Ciao Jimmy,
    sono Toni, ti faccio i complimenti per il tuo blog e per i contenuti, interessanti e davvero mai banali, un autentico spaccato della realtà.
    Per quanto concerne i divertimenti però devo dissentire.
    La gente non la si può tenere sempre al “ guinzaglio „, il bisogno di evasione e di distrazione è insito nella natura umana, dalla notte dei tempi ( panem et circenses ). In qualche modo dovranno per forza allentare la presa, in quanto tutti hanno necessità di una valvola di sfogo.
    Non posso immaginare una Oktoberfest a Monaco ( cui un anno ho partecipato ) riseravata a pochi eletti, e il resto del popolo a guardare: per me impossibile!!!
    Detto questo, spero che il tempo buio del Covid passi presto, anche se ho i miei dubbi, e si possa tornare a una normalità quanto più possibile uguale a quella di prima.
    Ti saluto, e complimenti ancora per il blog, in pochi giorni ho letto quasi tutti gli articoli !!
    Toni

  2. Ciao Jimmy, sono Toni,
    innanzitutto complimenti per il tuo blog.
    Se mi permetti però vorrei contestare alcuni punti di questo tuo ultimo articolo.
    E‘ vero che la casta dei ricchi avrà sempre e comunque una corsia preferenziale, ma la gente comune non la si può imbrigliare a piacimento con la scusa “ prima la salute „. Dalla notte dei tempi gli esseri umani hanno bisogno di una valvola di sfogo per le loro pulsioni, i divertimenti e le distrazioni sono connaturati nell‘ anima umana, soffocarli non credo sia un rimedio efficace.
    Non riesco neanche lontanamente ad immaginare una Oktoberfest a Monaco di Baviera ( cui ho avuto modo di partecipare ) tagliata ad uso e consumo di pochi eletti, sarebbe in ogni senso controproducente.
    Spero comunque che questo periodo buio possa passare al più presto, la ripartenza certo sarà difficile, ma ce la faremo.
    Ancora complimenti per il tuo blog, in pochi giorni ho letto quasi tutti gli articoli!!
    A presto,
    Toni

    • Ciao Toni, grazie per i complimenti, mi fa piacere che i contenuti del blog vengano apprezzati.
      Il tuo dissenso mi fa ben sperare, nel senso che spero che siano in moltissimi a pensarla come te. Ci sono tuttavia molti elementi che non mi fanno pensare in un ritorno alla normalitá di qui a pochi anni.
      A volte nella storia é sufficiente la creazione di un singolo precedente per stravolgere tutto, soprattutto quando il precedente ha tratti di tragicitá. Perché siamo esseri umani e siamo molto sensibili agli schock. Ed era da tantissimo che la nostra societá viveva senza nessuno schock: l’ultima guerra é lontana e in 75 anni il peggio che ci era capitato sono le crisi finanziarie e qualche attentato terroristico. Eventi gravi ma che non hanno perturbato il sistema al punto da farlo saltare.
      Ora ci siamo resi conto di quanto il nostro sistema sia fragile e appeso ad un filo; e ció che ha reso il sistema cosí vulnerabile di fronte all’epidemia sono proprio le iterazioni (soprattutto conviviali) tra esseri umani. E quindi mi aspetto un futuro in cui, probabilmente non per sempre, ma sicuramente per almeno un paio di decenni, ci verrá imposto di vivere con il freno a mano tirato (non a caso ho indicato 2020-2040). Dovrá passare almeno una generazione prima che la paura del virus scemi definitivamente e si possa tornare a vivere a briglie sciolte.
      La narrazione prevalente di questi mesi, sui media italiani cosí come sui media tedeschi, vede una profonda stigmatizzazione di tutto ció che é “voluttuario”, classificando tutto ció che é convivilitá e divertimento come sbagliato e immorale in tempi di pandemia. In piú si leggono articoli di giornale a pioggia in cui veniamo bombardati di messaggi “nuova normalitá” “nulla sará piú come prima” “niente sará come prima”. Va bene, tra questi ci saranno sicuramente un sacco di articoli acchiappaclick (sulla qualitá del giornalismo in IT come in DE si puó stendere un velo pietoso) ma se é vero che tre indizi fanno una prova, io in tutta questa comunicazione vedo un concreto insieme di preparativi per avviare un set di importanti ambiamenti sociali.
      Sono d’accordo anche io che una Oktoberfest senza affollamento, con ingressi contingentati, con tavoli distanziati e prenotabili a slot di mezz’ora non sarebbe immaginabile. Ma probabilmente é quello che ci toccherá.
      Quanta gente sarebbe disposta a scendere in strada a protestare? Pochi o nessuno, perché verrebbero subito tacciati come “sfaccendati beoni egoisti che protestano per riempirsi la pancia di birra fegandosene della salute degli altri” (ed é proprio qui che entra in gioco il processo di “moralizzazione dei divertimenti” che abbiamo visto iniziare in questi mesi). La potenza della comunicazione é il vero strumento di controllo: arriveremo ad un punto in cui se vorrai farti uno spritz con gli amici ti dovrai quasi vergognare e sentirti in colpa. Questo favorirá l’accettazione di una nuova era di divertimenti: piú miti, piú centellinati, piú controllati. Perché viene prima la salute.
      Non dimentichiamo poi che la societá occidentale, soprattutto europea, si appresta a diventare una societá di pensionati e di anziani. Soprattutto con il massiccio pensionamento dei baby boomers in arrivo nei prossimi anni. Loro saranno la maggior parte della popolazione e la maggior parte dell’elettorato. E non a caso, sono la categoria a cui le chiusure e le limitazioni giovano di piú, in quanto protettive della loro salute. Quindi a mio parere il dissenso per le future limitazioni ai viaggi e ai divertimenti rimarrá circoscritto ad una limitata opposizione, quantomeno fino a quando non ci sará un concreto ricambio generazionale.

      .. detto questo, spero di poter tornare a rileggere questo articolo tra qualche anno e farmi una sonora risata pensando a quante montagne di ca##ate sono in grado di scrivere nelle mattine in cui mi sveglio pessimista 🙂

  3. Ciao amico
    Leggendo ora i vari commenti mi trovo d accordo con Tony
    Ero da tempo che volevo risponderti e, nonostante io sia di natura pessimista (ottimista ben informato) penso che dopo il virus e dopo qualche anno , tutto ritornerà come prima
    Innanzitutto per il “dio soldo” : non puoi pensare di far pagare le vacanze in riviera romagnola allo stesso costo delle vacanze alle canarie prima della pandemia…i ricchi non ci andrebbero lo stesso e tutto si rivelerebbe un flop
    Meno turisti, meno soldi…meno tutto
    Questo è solo un esempio; come l oktober fest o le navi sa crociera progettate per 3/4 mila cristiani…non è fattibile
    Penso invece che le destinazioni d elite, diventeranno ancor più costose…quello si
    Punto secondo…le persone dimenticano tutto molto facilmente…soprattutto se è una cosa brutta, siam dei fenomeni a dimenticare
    Per esempio dopo ogni attacco terroristico le frontiere diventano blindate con controlli severissimi….dopo una settimana tutto come prima
    Magari la situazione dopo il virus sarà severa e controllata, ma poi con il passare dei mesi tutto tornerà come prima (nel senso di assembramenti e libertà sociale)

    • Ciao ragazzo, grazie per il commento, come sempre.
      Non sono d’accordo sul discorso che le vacanze “rincarate” non funzionerebbero. La gente ci andrebbe eccome, anche pagando il quadruplo.
      Ti faccio un esempio, che forse non c’entra niente ma puó rendere l’idea.
      Oggi é il 16 marzo, esattamente un anno fa qui in Germania si entrava in lockdown. Ed é da esattamente un anno che non posso piú nuotare (se escludiamo una breve parentesi da metá Settembre a Ottobre, prima di ripiombare nel secondo lockdown). Le conseguenze si vedono tutte. Sono ingrassato, ho perso massa in tuto il corpo, ho dei mal di schiena che non ha mai avuto in vita mia e mi si é alzata la frequenza cardiaca a riposo (da 55 a 65). Se domani riaprissero le piscine, anche al quadruplo di quello che pagavo prima, io ci andrei di corsa. Per far quadrare i conti risparmieró su qualcos’altro, ma ci andró di corsa! A qualunque prezzo!
      Lo stesso varrá per le vacanze, anche in riviera. La gente é stremata, non ce la fa piú, e pur di avere la sua settimana sotto l’ombrellone con distanziamento sociale e mascherine pagherá, eccome se pagherá.
      Perché l’italiano standard é un maestro a lamentarsi e piangere miseria quando in realtá ha sempre avuto, e sempre avrá, la pancia piena. Tutti piangono miseria ma poi il loro bel piatto di pasta sul tavolo ce l’hanno, la macchina ce l’hanno, lo smartphone ce l’hanno, l’aperitivo al bar lo fanno, e in ferie…. ci vanno. E sempre ci andranno.

  4. Pingback: Buona Pasqua-Covid a tutti. È giá la seconda. Non sará l’ultima. | Fogster – Running free…

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