Die Corona-Lage: come va l’epidemia in Germania (13.03.2021)

Ci siamo lasciati lo scorso Febbraio con l’incidenza in discesa e l’attesa per la riunione tra Bundesländer e governo federale del 10 Febbraio per decidere il da farsi. In quella occasione il lockdown fu prolungato fino al 7 Marzo, tra il plauso dei chiusuristi e della comunitá medica e le rabbiose reazioni dei rappresentanti dei settori colpiti, sempre piú in ginocchio. Alcuni settori, tra cui lo Sport e la Ristorazione, sono ormai chiusi ininterrottamente dalla fine di Ottobre e una Pleitewelle (termine tedesco che significa “ondata di fallimenti”) sembra ormai inevitabile.
Unica eccezione: barbieri e i parrucchieri, ai quali é stato concesso di aprire dal 1.Marzo. Una probabile conseguenza del video virale della Friseurin Bianka Bergler in cui si percepiva evidente lo stato di disperazione della categoria. Questo provvedimento tuttavia ha causato le reazioni piccate degli altri settori, tra cui il commercio al dettaglio, scocciati da questa disparitá di trattamento.
Un altro provvedimento che ha causato l’ira e l’agitazione dei settori colpiti dalle chiusure é stata la decisione, sempre datata 10 Febbraio, di abbassare da 50 a 35 il livello soglia di incidenza collegato alle riaperture. Decisione che Angela Merkel ha difeso con convinzione, perché il virus ora é cambiato e la contagiositá della variante inglese impone di riparametrare le riaperture.
Con leggere disparitá da zona a zona, dal 22 Febbraio é iniziata anche una riapertura per gradi degli asili e delle scuole, dando la prioritá agli alunni piú piccoli. Una bella boccata di ossigeno per milioni di genitori, sfiancati dal lockdown e dal dover seguire i figli a casa cercando contemporaneamente di lavorare.

Il buon andamento della curva dei contagi, nonostante la persistenza del lockdown, si é invertito intorno alla fine di Febbraio con i numeri che sono tornati lentamente a risalire. Se si avvererá la profezia di Karl Lauterbach riguardo al Turbo-Virus, é ancora presto per dirlo. Tuttavia oggi l’istituto epidemiologico RKI di Berlino rincara la dose e mette (per l’ennesima volta) in guardia: secondo un modello matematico che tiene conto della contagiositá della variante inglese, a Pasqua la Germania sará travolta da una escalation di contagi esponenziale in cui si supereranno i 40.000 casi al giorno (numeri finora mai visti in Germania, neppure nel pieno della seconda ondata). L’ormai noto parametro che condiziona la vita di tutti i Tedeschi, la 7-Tage-Inzidenz (nuovi casi settimanali per 100.000 abitanti) si era assestato intorno a 60 alla fine dello scorso mese, con tuttavia diverse regioni del Paese ampiamente sotto la soglia ritenuta “non-critica” di 50. Questo trend, che faceva ben sperare in vista del nuovo meeting tra Bund e Länder del 3 Marzo, si é purtroppo interrotto e in circa due settimane l’incidenza é risalita a oltre 70 (oggi siamo a 76,1).
Nessun boom, bensí una lenta risalita che tuttavia l’intero Paese tiene d’occhio col fiato sospeso.

Ciononostante, al meeting del 3 Marzo la linea chiusurista di Angela Merkel si é alla fine ammorbidita, probabilmente anche in considerazione del sentiment generale del Paese, che vede sempre piú tedeschi mettere in dubbio le misure prese dal Governo e importanti segnali di Lockdown-Müdigkeit tra la popolazione (stanchezza psicologica da lockdown).
Da lunedí 8 Marzo il commercio al dettaglio ha finalmente potuto riaprire dopo una chiusura che si protraeva ormai da metá dicembre, tuttavia solo su appuntamento e con notevoli restrizioni di presenze e affollamento. Queste aperture possono tuttavia restare in essere solo se l’incidenza é inferiore a 100. Anche le palestre hanno potuto riaprire, alle medesime condizioni (su appuntamento e incidenza sotto a 100). Musei e zoo possono riaprire, pur con restrizioni notevoli.
La gastronomia potrá aprire, solo all’aperto, con una incidenza inferiore a 50 stabile da almeno 7 giorni.
Nessuna luce in fondo al tunnel invece per hotel, piscine, cinema e teatri.

E per tutti gli imprenditori e i lavoratori dei settori colpiti dal lockdown purtroppo le cattive notizie non si fermano qui: nelle ultime settimane si sono moltiplicate le segnalazioni di frodi e ruberie ai danni del sistema federale di distribuzione degli Überbrückungshilfe, gli aiuti a fondo perduto per le imprese operanti nei settori colpiti. I pagamenti degli aiuti sono pertanto stati congelati.
A quanto pare, un numero imprecisato di truffatori (sembra diverse centinaia!) si é registrato nel sistema informatico federale di assegnazione degli aiuti, mettendo a segno efficaci operazioni di furti di identitá ai danni di imprese, intermediari e Steuerberater, riuscendo ad accedere indebitamente a milioni di euro di aiuti, fingendo di essere i legittimi destinatari dei contributi. Solo nel Nordrhein-Westfalen, in questo momento ci sono piú di 5600 denunce per sospette frodi nell’assegnazione degli Überbrückungshilfe. In alcuni casi, le tracce lasciate dai pirati informatici portano fino in medio oriente, alimentando l’inquetante sospetto che gli aiuti cosí indebitamente sottratti siano andati a finanziare il terrorismo internazionale.
Dall’inizio dell’epidemia, la Germania ha erogato piú di 86 miliardi di Euro di aiuti all’economia attraverso questo sistema. La facilitá di accesso e la rapiditá di pagamento di questi aiuti (spesso lodata dai media esteri) si é peró rivelata una terribile arma a doppio taglio… ora a farne le spese saranno purtroppo, ancora di piú, le imprese giá in crisi, che dovranno fare i conti con un accesso ancora piú difficoltoso alle sovvenzioni.

Se i settori colpiti piangono, altrettanto non puó dirsi per l’industria tedesca. Trainata dalla rampante ripresa della Cina (unico vero vincitore in questa crisi), la domanda di beni del settore secondario é alle stelle e l’export tedesco se la passa piú che bene, con la produzione in salita ben oltre le attese giá alla fine del 2020 e attualmente in assestamento su numeri di tutto rispettto anche in questi primi mesi del 2021.

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Un pensiero su “Die Corona-Lage: come va l’epidemia in Germania (13.03.2021)

  1. Chissà “come mai” la cina va a gonfie vele…chissà…
    Creato il virus, sparpagliato in tutto il mondo e a loro poco o niente…furbi i musi gialli!!!!

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