Altersarmut: perché in Germania una previdenza integrativa é un must a cui non si puó rinunciare

Per i nati negli anni ’80, la pensione di stato sará pari a meno del 40% dell’ultimo stipendio

Se pianificate una vita in Germania, non potrete non occuparvi del vostro futuro previdenziale. La pensione di stato (Deutsche Rentenversicherung) sará infatti assolutamente insufficiente per garantire una vecchiaia dignitosa alla stragrande maggioranza della popolazione.

Il sistema pensionistico statale tedesco é in grande sofferenza a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e per renderlo sostenibile é stato necessario procedere ad un progressivo innalzamento dell’etá pensionabile associato ad un altrettanto progressivo sfoltimento degli assegni.

Il sistema pensionistico tedesco attuale é un sistema contributivo basato su “Punti prevideziali“, che a carriera terminata determineranno l’importo della pensione erogata. L’ammontare dei punti accumulati in carriera dipenderá dai contributi versati, che a loro volta sono collegati al reddito lordo annuo.

Per dare un’idea:

  • Una persona nata negli anni ’80 che lavora per 35 anni in Germania, impiegata come cassiera, percependo uno stipendio lordo annuo di 30.000 Euro (circa 1.700 Euro netti al mese in Steuerklasse 1) maturerá nella carriera circa 28 punti pensionistici che danno diritto, una volta raggiunta l’etá pensionabile, a circa 750 Euro netti al mese.
  • Una persona nata negli anni ’80 che lavora per 35 anni in Germania, impiegata come Senior Project Manager con uno stipendio di 85.000 Euro lordi all’anno (circa 4.000 Euro netti al mese in Steuerklasse 1) maturerá nella carriera circa 73 punti pensionistici i quali danno diritto, una volta raggiunta l’etá pensionabile, a circa 1700 Euro netti al mese.

Qualche indicazione aggiuntiva per spiegare questi numeri: ad oggi, i punti pensionistici sono calcolati in base allo stipendio mediano lordo annuo in Germania. Nel 2021 questo parametro si attesta a 41.541 Euro all’anno. Quindi, tornando ai casi visti sopra, abbiamo che:

Uno stipendio lordo di 30.000 Euro all’anno dá diritto a:
30.000 / 41.541 = 0,72 punti pensionistici in un anno.

Uno stipendio lordo di 85.000 Euro all’anno dá diritto a:
85.000 / 41.541 = 2,05 punti pensionistici in un anno.

Quest’ultimo valore corrisponde piú o meno al massimo che é possibile versare annualmente. Esiste infatti un tetto massimo per il calcolo dei punti pensionistici, che vede 85.200 Euro all’anno come reddito limite (valore relativo al 2021). Sopra questo RAL da lavoro, non vengono piú conteggiati punti pensionistici. Quindi non conta se guadagnate 250.000 Euro all’anno: il massimo che potrete accumulare annualmente ammonterá comunque a poco piú di due punti pensionistici. *

Ogni punto pensionistico maturato dá diritto a circa 34 Euro (lordi) di pensione una volta raggiunta l’etá pensionabile. È possibile andare in pensione anche prima dei 67 anni, tuttavia bisogna accettare una sforbiciata della pensione di perecchi punti percentuali.

Supponendo di andare in pensione all’etá pensionabile di 67 anni dopo avere maturato 40 punti pensionistici, la nostra pensione lorda mensile sará:

34 Euro x 40 punti = 1.360 Euro pensione lorda mensile a 67 anni
(corrispondente a circa 1.050 Euro netti al mese)

Questo valore di 34 Euro per punto viene chiamato Rentenwert, ed é un parametro che viene rivisto anno per anno.
Il Rentenwert per la Germania Ovest é generalmente leggermente piú alto di quello della Germania Est: ad oggi infatti vale 34 Euro a Ovest e 33 Euro ad Est.
Il calcolo di questo parametro viene aggiornato ogni anno in base alle statistiche sugli stipendi in Germania. Il valore del Rentenwert tende, quindi, a salire col passare del tempo e rimane idealmente “agganciato” al costo della vita; una sorta di scala mobile.
In realtá, peró, non é sempre cosí: questo parametro infatti nel 2021, per le prima volta dopo anni, é diminuito; la ragione é da ricercarsi nella pandemia da Coronavirus che ha causato una diminuzione degli stipendi in Germania durante il 2020 e, di conseguenza, verranno adattate al ribasso anche le pensioni, diminuendo il Rentenwert.

È chiaro che, indipendentemente da come possano evolversi i parametri moltiplicativi in futuro, queste pensioni sono e saranno assolutamente insufficienti non solo a mantenere il tenore di vita a cui ci si era abituati durante la vita lavorativa, ma in alcuni casi anche insufficienti persino a garantirsi una esistenza dignitosa.

Altersarmut é il termine tedesco utilizzato per definire la povertá in terza etá, una delle piaghe che giá oggi affligge una quota non indifferente di anziani in Germania.
Persone che hanno vissuto per tutta la vita lavorativa in affitto, abituate ad un basso costo della vita, senza preoccuparsi di risparmiare un gruzzolo per la vecchiaia o di acquistare un immobile da adibire ad abitazione, in quanto nella Germania degli anni ’80 e ’90 era molto piú conveniente pagare affiti bassi piuttosto che sobbarcarsi l’onere finanziario di acquistare un immmobile (va menzionato, a questo riguardo, non solo che in passato i tassi di interesse erano molto piú alti di oggi, ma soprattutto che nella mentalitá tedesca di qualche decennio fa indebitarsi o accendere un mutuo era vista come qualcosa di disdicevole: solo recentemente le cose sono cambiate…).
Persone che poi si sono trovate completamente spiazzate quando la riunificazione monetaria negli anni ’90, seguita dall’arrivo della moneta unica, dalla crescita economica degli anni 2000 e dalla politica dei tassi a zero hanno fatto esplodere il costo degli immobili, hanno fatto aumentare considerevolmente gli affitti e hanno causato un incremento generale del costo della vita, soprattutto in mabito abitativo, che le pensioni non sono state assolutamente in grado di compensare.

Oggi la Altersarmut é una autentica emergenza nazionale in Germania e le generazioni attualmente in etá lavorativa non ne saranno risparmiate.
Se tuttavia i Tedeschi che si sono affacciati alla pensione all’alba dell’era Euro non avevano modo di sapere che cosa li stesse aspettando, i giovani tedeschi oggi in etá lavorativa sono stati abbondantemete avvisati: la pensione di stato sará molto bassa quindi dovete pensare giá da ora a organizzare e pianificare il vostro futuro previdenziale.

Come ho giá scritto in alcuni miei articoli, il futuro della nostra generazione vedrá assai molto meno “garantismo” da parte dello Stato (sia esso Germania, Italia, o qualunque altro) e saremo noi a doverci arrangiare, organizzando adeguatamente la nostra vecchiaia.

Per integrare la pensione di stato in Germania, esistono diverse alternative:

  • La Betriebliche Altersvorsorge
  • La Private Altersvorsorge
  • La Riester-Rente
  • Investire in immobili da mettere a reddito
  • Investire in asset finanziari

Volendo fare un parallelo col sistema svizzero, la Betriebliche Altersvorsorge puó essere considerata una sorta di “secondo pilastro”. Normalmente é offerta giá dalle Aziende come parte del “pacchetto” quando si viene assunti. Una parte dello stipendio viene trattenuta dalla busta paga e trasferita in un fondo previdenziale che andrá poi a formare una rendita mensile una volta raggiunti i 67 anni. L’ammontare dei contributi versati influenza ovviamente l’entitá della rendita che si va a percepire una volta raggiunta l’etá pensionabile.
Un vantaggio di questo tipo di previdenza é che i contributi versati sono esentasse: conseguentemente, l’ammontare di soldi in meno in busta paga non corrisponde con il contrubito versato ma viene compensato dal risparmio sulle tasse. Piú elevato é il vostro lordo annuo, piú conveniente diventa la Betriebliche Altersvorsorge . L’entitá del contributo mensile puó essere scelta liberamente in base a quanto si vuole percepire una volta raggiunta la pensione.
Per le imprese metalmeccaniche/elettroniche é MetallRente il principale fornitore di questi servizi di previdenza. Per farvi una idea di come funziona la Betriebliche Altersvorsorge e calcolare l’ammontare effettivo di contributi, trattenute in busta paga e pensione ai 67 anni qui trovate un semplice calcolatore.

La Private Altersvorsorge funziona in modo simile alla Betriebliche Altersversorge e va a completarla rappresentando una sorta di “terzo pilastro” previdenziale. Il principio é analogo a quello della Betriebliche Altervorsorge tuttavia non é collegata alla vostra Azienda/professione ma é un contratto privato che stipulate a parte, e i contributi mensili vengono prelevati dal vostro conto corrente.
Rispetto alla Betriebliche Altervorsorge vi é generalmente una maggiore possibilitá di scelta e di personalizzazione: é ad esempio possibile scegliere fondi piú o meno aggressivi (in termini di livello di rischio) ed é anche possibile scegliere un pagamento in soluzione unica al raggiungimento dei 67 anni piuttosto che il pagamento di una rendita vitalizia.
Anche in questo caso, i contributi versati possono essere detratti fiscalmente.

La Riester-Rente include tutta una serie di prodotti di previdenza complementare a forte regolamentazione statale. Introdotta nel 2002 dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Walter Riester, la Riester-Rente consiste in una formula di pensione integrativa sussidiata dallo Stato che prevede condizioni particolarmente vantaggiose per stipendi medio-bassi. Si tratta di una forma pensionistica integrativa supportata dallo Stato quindi molto sicura, ma anche meno flessibile e dai rendimenti meno elevati rispetto a prodotti privati.
Chi adesiece ad una Riester-Rente deve versare una cifra pari al 4% del suo reddito nel fondo pensionistico, alla quale peró viene dedotto un sussidio statale di 175 Euro (per tutti) piú un ulteriore sussidio di 300 Euro per ogni figlio a carico. È chiaro che si tratta di una soluzione che diventa piú conveniente quanto piú il reddito é basso, in quanto il peso dei sussidi é percentualmente piú importante per chi non ha redditi elevati.
Benché il contributo da versare cresca linearmente con il reddito, vi é in ogni caso un tetto massimo di contribuzione annua in una Riester-Rente, che é fissato in 2.100 Euro all’anno. A questa cifra vanno ovviamente sottratti i contributi statali.

L’investimento in immobili da mettere a reddito é forse una delle migliori opzioni possibili in Germania.
O perlomeno, si sta rivelando oggi vincente per chi ha investito in immobili negli scorsi decenni. Emblematico é il caso del mio padrone di casa (persona squisita e autentico gentleman d’altri tempi, che non ringrazieró mai abbastanza per i preziosi consigli ricevuti in questi miei 5 anni in Germania) il quale, in una vita da professionista freelance passata tra Europa e Stati Uniti, ha investito i suoi guadagni in un cospicuo numero di appartamenti in zone strategiche della Metropolregion Rhein-Neckar che oggi gli permettono di incassare, tramite gli affitti, una cifra che probabilmente non ha nulla da invidiare ad uno stipendio dirigenziale.
Con la prospettiva di centinaia di migliaia di immigrati ad alta specializzazione in arrivo in Germania nei prossimi anni e la crisi senza fine dei PIGS che promuoverá ulteriore fuga di manodopera e competenze verso l’area DACH, l’investimento in immobili da mettere a reddito ha tutte le carte in regola essere una scelta vincente anche per i prossimi decenni, perché la Wohnungsnot tedesca é tutt’altro che finita.
Per chi é interessato all’argomento, in questo articolo ho trattato in modo approfondito l’investimento immobiliare in Germania.

Gli asset finanziari sono oggi una alternativa interessante agli immobili. Ci troviamo tuttavia di fronte ad uno scenario molto diverso da quello che era il risparmio “classico” a cui eravamo abituati in precedenza: obbligazioni, titoli di stato, fondi obbligazionari hanno oramai rendimenti nulli quando non negativi.
È necessario, quindi, virare su prodotti alternativi. Oggi grazie agli ETF é possibile costruirsi autonomamente il proprio portafoglio e monitorare tutto online, sono inoltre disponibili forme di infertimento alternative come i cosiddetti AIF (Alternative Investmentfonds) spesso collegati a progetti immobiliari. È necessario tuttavia investire del tempo per documentarsi, analizzare i trend, effettuare valutazioni dei rischi e soprattutto… imparare.
Oggi il risparmio é cambiato: serve sviluppare competenze per far fruttare i propri risparmi; parcheggiare i soldi in un fondo e lasciare che il gruzzolo cresca, come facevano i nostri genitori, oggi non funziona piú. È necessario sviluppare competenze e investire del tempo.
Se non avete voglia, potete assumere un Finanzberater indipendente che si occupi di elaborare la strategia di risparmi e investimento a lungo termine piú adatta a voi.


*rinrazio Thomas per il commento in cui mi ha ricordato del cap di reddito per gli accantonamenti pensionistici!


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2 pensieri su “Altersarmut: perché in Germania una previdenza integrativa é un must a cui non si puó rinunciare

  1. Interessante l articolo
    C è da dire una cosa…si è vero, le pensioni del futuro saranno un calcio nei coglioni per noi nati nell ottanta
    Io dalla Svizzera ho gia cominciato a risparmiare per conto mio tutti i mesi
    Ho provato a guardare tempo fa una pensione integrativa, ma facendo 2 calcoli alla fine avrei versato 90mila per averne indietro poco più di 60mila.
    Il motivo era perchè, se in caso di infortunio non avessi più potuto lavorare, loro mi avrebbero risarcito fino all età pensionabile…un motivo buttato lì per guadagnarci pure loro dato che in Svizzera, anche se sei senza lavoro e senza possibilità di lavorare non ti lasciano in mezzo alla strada; ci son aiuti sociali ed un tetto sopra la testa e mangiare tutti i giorni ce l hai
    Ma sopratutto…vogliamo davvero lavorare fino a 67 anni!!!!!!!!ma siamo impazziti???
    Qui in Svizzera anche, 65 e stan pensando di portarla a 68, in Danimarca 67 e stan pensando ai 70…..son dei pazzi figli di puttana!!!!
    Il mio piano (che condivido volentieri) è quello di risparmiare per conto proprio e poi a 60 anni (che è un età più che onesta per a dare in pensione) prendere e andare via…ci son posti come portagallo o tailandia che offrono ottimi vantaggi per i pensionati , e con una pensione ridotta a metà dello stipendio si può vivere molto bene.
    Ovviamente non sto parlando di appartamenti con vista sull oceano…quelli costano e tanto anche…oppure per gli italiani meridionali immigrati, ritornare al loro paesello può rivelarsi vantaggioso (quasi tutti hanno la casa di proprietà di famiglia gia pagata e senza più mutuo)
    In più, altro vantaggio, in Svizzera posso tenere la mia cassa malati cosicchè, in caso di una malattia od operazione importante, posso andare a farmi curare in Svizzera
    Poi a 65 anni arriverebbe puntuale la pensione dalla Svizzera
    Logico, bisogna risparmiare in modo da vivere quei 5/7 anni di tasca propria…ma 5/7 anni di vita in più non hanno prezzo
    A 68/70 cosa ti vuoi godere ormai?saremo solo vecchi senza voglia di andare da nessuna parte…no grazie!!

  2. Pingback: Germania sí, Germania no. Orientarsi e informarsi nella rete degli esaltati e dei detrattori. | Fogster – Running free…

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