Lavori in un settore colpito dalla pandemia? Niente permesso di soggiorno. La dura vita degli stranieri in Germania ai tempi del Coronavirus

I giardini dei castelli e delle ville barocche in Germania, normalmente brulicanti di vita, di famiglie, di compagnie di giovani e di gruppi di turisti stranieri, sono ormai da piú di un anno assai meno frequentati di quanto ci si fosse abituati a vedere. In alcune ore del giorno, nelle fredde giornate di inizio primavera di qualche mese fa, era possibile trovarli irrealmente e silenziosamente vuoti. Una atmosfera insolitamente cupa e sconsolata, che ci ricorda come il turismo sia una delle grandi vittime di questo momento storico.
Un settore, quello del turismo, che per la Germania non é sicuramente strategico come per l’Italia, la Spagna o la Grecia, ma che comunque porta con sé dei posti di lavoro, delle persone e delle storie. Storie che sono di grande difficoltá e di sofferenza.

Storie come quella di Molham.

Molham é Siriano ed é arrivato in Germania durante la crisi dei rifugiati del 2015. Si é dato molto da fare, ha partecipato a tutti i corsi di integrazione e ha portato a termine con successo un Ausbildung per inserirsi nel mondo del lavoro tedesco. Oggi parla fluentemente il tedesco, e ha un contratto a tempo indeterminato come impiegato in contabilitá presso una catena di alberghi e resort.
A 5 anni dal suo arrivo in Germania, Molham ha presentato richiesta di Niederlassungserlaubnis (un permesso di soggiorno a tempo indeterminato). Un permesso che normalmente per chi come Molham é ben integrato e ha un lavoro fisso e stabile viene sempre approvato senza problemi.

A mesi dalla richiesta, la doccia fredda: Molham riceve una lettera dall’Ausländerbehörde in cui gli viene notificato che la sua richiesta di Niederlassungserlaubnis é stata respinta.
Motivo: il settore turistico e alberghiero é in crisi a causa della pandemia, e l’Azienda per cui lavora Molham sta utilizzando il Kurzarbeit, equivalente tedesco della cassa integrazione.
In queste condizioni, Molham non puó ricevere un Niederlassungserlaubnis.

Sia Molham che il suo datore di lavoro rimangono di stucco. Molham é un lavoratore serio ed affidabile ed é una totale nonsenso che non possa ottenere un permesso di soggiorno. Ma le regole sono regole, e gli Ausläderbehörde le applicano alla lettera.
Presupposto importante per ottenere un permesso di soggiorno in Germania, infatti, é che si possa badare a sé stessi senza diventare un costo per lo Stato Sociale tedesco, il cosiddetto principio del Sicherung des Lebensunterhalts. Il turismo, peró, è visto in questo momento come un settore che non offre sufficienti garanzie per un posto di lavoro “sicuro”, ne consegue che il permesso di soggiorno non puó essere rilasciato. Purtroppo le regole sono regole e non si puó analizzare il singolo caso.

Nella lettera con cui l’Ausländerbehörde ha comunicato a Molham che la sua richiesta di Niederlassungserlaubnis é stata respinta, vi sono anche alcuni “consigli” rivolti a Molham per incrementare le sue possibilitá di ottenere una approvazione: in buona sostanza, per ottenere il permesso di soggiorno si raccomanda a Molham di cambiare settore, e trovarsi un lavoro piú “sicuro”.
L’Ausländerbehörde si prodiga anche di fornire alcuni “suggerimenti”:

  • IT
  • Sviluppo software
  • Networking
  • Reti e dati

Molham ora ha un anno di tempo per sviluppare nuove skill e competenze, prima che il suo attuale Permesso di Soggiorno a tempo determinato scada. Una disperata corsa contro il tempo per cercare un nuovo lavoro piú “gradito” agli Ausländerbehörde.
Oppure potrá fare ricorso, operazione che tuttavia non offre alcuna garanzia di successo.

In Germania per migliaia di stranieri si prospetta quindi ora un quadro poco rassicurante: reskilling immediato, oppure… fare le valigie.

Un doloroso preludio di quello che nei prossimi anni spetterá a sempre piú persone. I primi a subire le conseguenze sono, purtroppo, i piú deboli, gli immigrati come Molham. Ma piano piano toccherá a tutti. Sará darwinismo sociale allo stato puro: chi non saprá adattarsi verrá travolto.
La triste esperienza di Molham sia un monito per tutti quanti noi.

La storia di Molham nell’articolo su Welt:
https://www.welt.de/wirtschaft/plus230629155/Syrer-soll-trotz-Arbeitsvertrag-keine-Niederlassungserlaubnis-erhalten.html

3 pensieri su “Lavori in un settore colpito dalla pandemia? Niente permesso di soggiorno. La dura vita degli stranieri in Germania ai tempi del Coronavirus

  1. La storia dal sito originale non ho poteto leggerla perchè devo essere abbonato (pagando) per leggere l articolo.
    Penso che il ragazzo abbia una fortuna…è siriano, e in quanto tale non può esser rimandato indietro perchè c è una guerra civile…il rovescio della medaglia è che anche quel 21enne siriano che ha accoltellato i 2 uomini tedeschi a settembre a Dresden può esser rimandato indietro per lo stesso motivo…quindi sia criminali che brava gente han lo stesso vantaggio.
    Essere stranieri in questo periodo è davvero un bel casino; pure qui in Svizzera succede lo stesso : se hai il permesso C (il migliore) e sei mantenuto dall aiuto sociale (subentra dopo i 400giorni di disoccupazione pagata) dopo un po il tuo permesso diventa B e poi dopo un po di tempo se sei ancora negli aiuti sociali ti rimandano indietro…l han fatto anche con cittadini europei.
    Il fatto è che il periodo è nero…ma nero sul serio … e andrá peggio.. quindi ogni nazione si para il culo come può.. per avere meno uscite possibile; i disoccupati di lungo periodo costano e sono difficili da reinserire quindi potersene liberare é un affare …
    Il caso della Svizzera è collegato al famoso “accordo quadro” che l europa furbamente vorrebbe imporre alla Svizzera

  2. La grande Germania dell’accoglienza: gli accoltellatori nordafricani islamisti non possono essere rimpatriati, mentre si mette ogni genere di bastone tra le ruote agli immigrati onesti e lavoratori. Complimenti, un sistema davvero eccellente.

  3. Pingback: Personalmangel: perché in Germania ovunque manca personale | Fogster – Running free…

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