Etwas Kleingeld? La povertà (che non ti aspetti) in Germania

Siamo tutti abituati, in ogni parte del mondo, ad avere a che fare con situazioni di povertà e sofferenza. Basta andare in qualunque grande cittá del mondo ed in prossimità di grandi stazioni ferroviarie, piazze o attrazioni turistiche,  la presenza di persone molto meno fortunate di noi, questuanti e clochard che non hanno praticamente nulla, è qualcosa che fa parte del quotidiano.

Devo dire onestamente che, nelle mie ultime visite a grandi città tedesche tra cui Frankfurt am Main, München e Köln, ho trovato una situazione molto peggiore rispetto al pre-pandemia, con molti più senzatetto e questuanti rispetto a quanto ricordassi. Con ogni probabilità un triste lascito della pandemia e della crisi economica da essa provocata.

Ci sono tuttavia anche situazioni intermedie, meno critiche ma comunque altrettanto tristi, con cui si ha a che fare tutti i giorni. In Germania infatti può capitare di incontrare persone normalissime, che all’apparenza mai si direbbe versare in condizione disagiata, che chiedono aiuto economico per qualche piccola cosa. Che può essere comprare un panino, un biglietto del tram, oppure, come mi è successo di recente,  un medicinale.

Mi trovavo a passare a piedi davanti ad una farmacia e sono stato avvicinato da un signore che mi ha chiesto “haben Sie etwas Kleingeld für ein Rezept?” Aveva bisogno di spiccioli per comprare un medicinale. Io disgraziatamente non ho quasi mai moneta in tasca, se non un euro che uso per l’armadietto della piscina e quindi teoricamente “intoccabile”… ma sentendomi un po’ moralmente obbligato vista la situazione, ho deciso di separarmene. 

È questa una cosa che in Italia non si vede, o quantomeno non ho mai toccato con mano in tre decenni di vita in Lombardia, non ho mai visto gente “normale” chiederti soldi fuori dal supermercato o fuori da un negozio. Forse in Italia la povertà c’è ma non si vede, nel senso che le differenze culturali tra noi e i Tedeschi fanno sì che un Italiano mai e poi mai chiederebbe aiuto in questo modo, essendo quella Italiana una società in cui si basa molto all’apparenza e si teme il giudizio degli altri.
Ma in Germania invece questa povertà c’è e si vede, perché “Etwas Kleingeld” te lo chiedono in tanti, soprattutto se vesti bene o se hai l’aria un po’ distinta, te lo chiedono nei posti e nelle situazioni più disparate, e non sono né clochard, né zingari, né senzatetto o barboni, e quasi mai sono stranieri. Sono persone come te, vestite normalmente, che non ti aspetteresti mai chiedere elemosina.
Cosí come sono tantissime le persone “normali” che, munite di torcia a LED, ispezionano con attenzione tutti i cestini dell’immondizia alla ricerca di lattine e di bottiglie di plastica da poter restutuire come Pfand ai supermercati, rimediando qualche euro per potersi comprare qualcosa.

Etwas Kleingeld é il simbolo della classe media decaduta, della povertá della porta accanto, quella che non immagini, che non sospetti, che non consideri. Uno brutto lascito dei nostri tempi e della polarizzazione in atto nel mondo del lavoro, sempre piú diviso tra professionals e working poors.

Etwas Kleingeld rappresenta la nuova povertá, quella di chi un lavoro ce l’ha, ma quel lavoro é ormai completamente svilito e svalutato, da essere pagato cosí poco da non bastare piú per una vita dignitosa. E questo nuovo ciclo economico di alta inflazione con tassi a zero, che risuterá in un micidiale carovita per tutti, non fará che peggiorare una situazione giá critica.

Etwas Kleingeld é l’amaro epilogo di chi probabilmente mai immaginava che la sua vita sarebbe finita cosí. Il conto, probabilmente troppo salato, da pagare per una scelta sbagliata, per un po’ di indolenza o di pigrizia, o per un po’ di sfortuna.
La punizione di un sistema spietato che non perdona chi non si sa adattare.

Etwas Kleingeld mi ricorda sempre, ogni volta che qualcuno mi si avvicina per chiedermelo, che la Germania offre sicuramente tanto, che ha uno dei migliori rapporti stipendi/costo della vita al mondo, che é un Paese che offre molto welfare e molti sussidi, eppure nonostante ció l’esplosione delle disuguaglianze sociali sembra lanciata su un piano inclinato.

E se qui va cosí, mi chiedo com’è nel resto del mondo.

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