Hamsterkäufe: perché i Tedeschi ogni due per tre vanno in panico e svuotano i supermercati

Aprile 2020: in tutta la Germania la carta igienica é diventata un bene rifugio

Hamsterkäufe è stato uno degli hashtags piú popolari dal 2020 in poi: termine composto dal verbo hamstern (accaparrarsi, arraffare) e Käufe (acquisti), significa letteralmente acquisti di accaparramento, e ben di presenta a descrivere in una sola parola quelle situazioni in cui la gente, in preda ad un (per lo piú irrazionale e immotivato) panico, va al supermercato e svuota gli scaffali facendo scorta di tutto e di piú.
Curiosamente, in lingua Tedesca, il verbo hamstern deve la sua etimologia al criceto, che in Tedesco é infatti chiamato Hamster. Come il criceto fa scorta di montagne di semini e di cibo portandoseli nella tana, cosí i Tedeschi in paranoia assaltano i supermercati uscendo da essi con montagne di pasta, farina, lievito e di carta igienica nei carrelli.
Uno spettacolo ilare e desolante al tempo stesso.

Questi curiosi cartelli comparvero nei supermercati di mezza Germania durante i primi mesi della pandemia. La simpatica rima recita “Chi arraffa tutto all’ultimo momento nella notte e nel vento? Ma naturalmente é il TEDESCO, che é sbarellato un’altra volta!

Il picco delle Hamsterkäufe é stato sicuramente a Marzo/Aprile 2020, con ritorni di fiamma, piú o meno forti, ad ogni successiva ondata di contagi. Durante il primo lockdown tale assurda corsa all’assalto dei supermercati fu tanto intensa e reiterata da spingere Angela Merkel in persona, durante un suo messaggio televisivo, a pregare i Tedeschi di piantarla di svuotare gli scaffali, sia perché non aveva senso in quanto le catene di fornitura erano intatte, sia perché trattasi di una condotta estremamente contraria ai principi di solidarietá che dovrebbe avere una societá civile.
Appello caduto nel vuoto: mentre le catene della grande distribuzione introducevano limiti al quantivativo acquistabile pro capite per farina, lievito, carta igienica e pasta, i Tedeschi aggiravano la limitazione andando a fare la spesa con la famiglia al completo (nonni, moglie, figli, nipoti) riempiendo un carrello a testa, mentre nelle corsie dei supermercati si innescavano autentiche risse per le ultime confezioni di carta igienica.

Ma come mai tale spiccata propensione all’accaparramento? Se consultiamo il ben noto modello di Hofstede, scopriamo (con una certa sorpresa) che il punteggio di avversione all’incertezza dei Tedeschi é decisamente piú basso di quanto ci si potrebbe aspettare da un popolo (sulla carta) molto attento e pianificatore: la Germania infatti, con un punteggio di 65, é al di sotto non solo di Francia e Spagna (86), ma anche dell’Italia (75). I Tedeschi, quindi, non sono particlarmente avvezzi all’avere una soluzione pronta in caso di imprevisti ma perferiscono occuparsene al momento, quando il problema si presenta.
A questo si aggiunge un’altra particolaritá che ho da sempre osservato nel popolo Tedesco, ovvero una elevata tendenza alla FOMO (Fear Of Missing Out) la cosiddetta paura di perdere una opportunitá. Si tratta di un termine di conio (ovviamente) angloassone che ben si adatta a descrivere tutte quelle situazioni in cui si va in ansia per la paura di “perdersi” qualcosa.
Basta prendere un qualunque treno in Germania per rendersene conto: se c’é una fermata con interscambio per le coincidenze, il Tedesco standard inizierá, giá 10 o 15 minuti prima dell’arrivo, a vestirsi di tutto punto e a prendere le valigie per piazzarsi per primo davanti alla porta di uscita della carrozza. Gli altri passeggeri, vedendolo, vanno in apprensione e iniziano a fare altrettanto. Si forma cosí, magari a 10 minuti abbondanti dall’arrivo, una coda di viaggiatori pronti alla discesa che arriva a ocupare metá carrozza.
Questo é un perfetto esempio di “fear of missing out” e delle reazioni a catena da essa provocate: la FOMO é un piccolo ma significativo tallone di Achille del popolo Tedesco, che ne é mediamente terrorizzato.

Nell’era social, la FOMO purtroppo viaggia veloce, ed é sufficiente che inizino a circolare su Facebook o su WhatsApp le prime foto di scaffali vuoti per scatenare la reazione a catena a livello nazionale.
Cosí é accaduto per l’olio di semi all’inizio dell’ “Operazione speciale” Russa in Ucraina: non appena hanno iniziato a circolare su WhatsApp le prime foto di scaffali vuoti, é partito l’assalto al’olio di semi in tutto il Paese.
E la tiritera su ripete, puntualmente, ogni qualvolta iniziano a circolare voci circa la scarsitá di qualcosa.

Si scatenano cosí acquisti di massa, irrazionali e assolutamente senza senso, come poi dimostrato da certi video publicati su Youtube da parte di vlogger tedeschi che, trovandosi a casa in lockdown durante la primavera 2020, senza nulla da fare e con la cantina piena di carta igienica, si cimentavano nella costruzione di “castelli di carta igienica” utilizzando le centinaia di rotoli inutilmente acquistati.

Per mettere un freno alle Hamsterkäufe, il Governo tedesco ha difuso, tramite radio e TV e i consueti canali digitali, una serie di raccomandazioni:

  1. Non postare sui social le foto di scaffali vuoti nei supermercati. Come giá detto, tali post sono forieri di irrazionali corse all’accaparramento e non sono affatto significativi della situazione generale delle catene di fornitura:
  2. Comprare solo ció che serve. Il Bundesamt für Bevölkerungsschutz und Katastrophenhilfe (BBK) raccomanda di avere sempre a casa, in caso di calamitá naturali, viveri per due settimane (cibo e 2 litri di acqua a persone al giorno), torcia elettrica, radio portatile, e una scorta di batterie.
  3. Scegliere con attenzione il momento in cui fare la spesa. Quasi tutti fanno la spesa al venerdí pomeriggio/sera o al sabato, intasando i supermercati e svuotando gli scaffali in contemporanea. Chi puó, dovrebbe scegliere slot temporali infrasettimanali ed evitare il weekend.
  4. Pensare anche agli altri. Sembra scontato, ma (evidentemente) non lo é, soprattutto qualdo ansia e panico prendono il sopravvento. Quando si comprano 200 rotoli di carta igienica per sé, forse sarebbe il caso di pensare agli altri 10 cristiani che rimarranno senza.

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