Mazzate d’autunno: Gas-Umlage e rincari energetici mai visti mettono a dura prova il Wohlstand tedesco

Dal 1. Ottobre i consumatori Tedeschi allacciati alla rete del gas saranno chiamati a partecipare al salvataggio pubblico delle societá di energia e riscaldamento tramite il Gas-Umlage: un contributo obbligatorio (un tot a kWh) che andrá a confluire in un fondo destinato al supporto delle societá che rischiano il fallimento a causa dei prezzi del gas diventati ormai… incandescenti.

Perché si rischia una ondata di fallimenti

Da quando vige il mercato libero dell’energia in Europa la quasi totalitá delle societá di gas, energia e riscaldamento in Germania propongono contratti ai loro clienti sulla base di Festverträge con un costo per kWh, generalmente vantaggioso, che resta fisso per i primi 12 o 24 mesi di contratto. Uno stratagemma per accaparrarsi nuovi clienti, simile a quanto giá usato da anni nella telefonia, nei contratti Internet e in svariati altri ambiti.
Succede ora che tali societá si ritrovano a pagare il gas sulla borsa energetica europea a prezzi quadruplicati, ma trovandosi incastrati dai contratti giá chiusi, continuano a rivenderlo ai loro clienti a prezzi bassi. E i contratti non permettono loro di alzare i prezzi.
Si ritrovano cosí a lavorare in perdita ed é solo questione di tempo prima che una Pleitewelle travolga il settore.
Si tratta di una situazione contingente, venutasi a creare a seguito di sviluppi che fino a un anno e mezzo fa nessuno sarebbe stato in grado di prevedere. Per due decenni infatti i Tedeschi sono stati abituati a prezzi del gas e dell’energia bassi e molto stabili: il gas Russo era la scelta ideale, seppure discutibile, per alimentare la fame Tedesca di energia e rappresentava senza alcun dubbio la via piú facile e conveniente. Un potenziale cliente che avesse voluto stipulare un contratto poco piú di un anno fa si sarebbe visto proporre, mediamente, un prezzo intorno ai 7 centesimi di Euro per kWh.
Oggi per un contratto di nuova stipula il riscaldamento a gas viene prezzato mediamente 26 centesimi di Euro al kWh. Piú del triplo!
[fonte: Zeit.de]

In cosa consiste il Gas-Umlage

Nell’impossibilitá di intervenire direttamente sui contratti laddove il prezzo per kWh é stato fissato con una precisa scadenza, é stato il governo ad agire e a andare a mettere le mani nelle tasche dei Tedeschi per mettere una pezza alla situazione.
Dal 1.Ottobre in tutte le bollette del gas in Germania comparirá quindi una addizionale (che non é stata ancora determinata, si dice sará compresa tra i 1,5 e 5 centesimi a kWh) che andrá a riempire un fondo apposito destinato a supportare le societá di distribuzione in difficoltá.
Il Gas-Umlage é a termine (si parla, per ora, fino a fine 2023) in modo da coprire il periodo-ponte in cui scadrá la tariffazione fissa garantita dai contratti, e le societá potranno quindi adeguare i prezzi al consumatore finale.

Questione di fortuna

Il Gas-Umlage andrá a incidere in modo sensibile sui bilanci familiari dei Tedeschi, anche se ci sará a chi andrá meglio e a chi andrá molto peggio.
Chi infatti ha sottoscritto un contratto con prezzo fisso biennale a metá 2021, e ha quindi ancora davanti a sé almeno altri 12 mesi di gas a basso prezzo, sará colpito dal Gas-Umlage in maniera non troppo pesante. Chi invece ha il contratto in scadenza nei prossimi mesi e si vedrá adeguare il prezzo a breve, dovrá pagare, oltre al nuovo prezzo (piú che triplicato) anche il Gas-Umlage.
Vi saranno quindi situazioni in cui i piú “fortunati” si troveranno a pagare, male che vada, 7 cent + Gas-Umlage di 5 cent (caso peggiore) = 12 centesimi di Euro al kWh, mentre quelli a cui le societá sdegueranno i prezzi potrebbero trovarsi a pagare 26 cent + 5 cent = 31 centesimi di Euro al kWh.
Facendo qualche conto facile, nel primo caso si tratterebbe di un aggravio di costo, per una famiglia tipo in un appartamento non troppo grande (15.000 kWh/anno), di 750 Euro all’anno.
Nel secondo caso, l’aggravio di costo é di 3.600 Euro all’anno. Una cifra che metterá in difficoltá piú di una famiglia in Germania, questo é sicuro.

Perché le societá vanno salvate

Che le societá di ditribuzione del gas possano fallire in massa, in un momento storico come questo, é una eventualitá da evitare ad ogni costo: é infatti necessario che la rete sia attiva, ben sorvegliata e in piena efficienza quando l’inverno arriverá e bisognerá iniziare a fare i conti con la scarsitá di gas. Sará necessario minimizzare gli sprechi, gestire opportunamente i flussi di gas nelle tubazioni, sorvegliare attentamente tutta la distribuzione.
Se le societá fallissero, questa capacitá sarebbe compromessa, e la cosa verrebbe a verificarsi nel momento piú sbagliato possibile.
Il Gas-Umlage é quindi un… male necessario.

Sará un inverno duro

Non ci sará solo la scarsitá di gas con cui fare i conti. Quello che spetta ora ai Tedeschi (e ai loro governenti) é un inverno durissimo: questo incremento sensazionale dei prezzi per il riscaldamento, accompagnato all’inflazione generale che ha oramai raggiunto l’8% e alla possibilitá di nuove restrizioni invernali con l’arrivo della variante centaurus del coronavirus, potrebbe produrre un mix esplosivo.
Le istituzioni sono giá in allarme per la possibilitá di crisi della pace sociale, accompagnata da vibranti proteste di strada, sostenute dall’ incremento della radicalizzazione di molte persone colpite dall’impoverimento che arriverá.
E stavolta non si scappa: il ceto medio sará l’agnello scarificale della situazione. Che sia l’inizio della fine del Wohlstand Tedesco?

Gli aiuti ai Tedeschi contro il caro energia: arrivano il 9-Euro Ticket e lo sconto carburante

L’inflazione e il caro energia si fanno sentire pesantemente da mesi anche in Germania e dallo scorso mese di Giugno sono partite ufficialmente le due piú importanti misure a sostegno dei Tedeschi per mitigare questa costosissima estate 2022.

Il 9-Euro Ticket

Fortemente voluto dai Verdi di Robert Habeck e Annalena Baerbock, questo biglietto sará disponibile in via eccezionale per i soli tre mesi di Giugno, Luglio e Agosto 2022 e costituisce di fatto un abbonamento generale, valido su tutti i treni regionali e suburbani, bus e tranvie, in tutta la Germania, al costo di 9 Euro al mese.
Dal 9-Euro Ticket sono esclusi i treni a lunga percorrenza come gli IC e gli ICE, e le autolinee bus a lunga percorrenza.

Lo sconto per benzina e diesel

Similmente a quanto giá avvenuto in Italia con lo sconto sulle accise carburanti, anche in Germania si vuole temporaneamente ridurre il peso sulle spalle degli automobilisti con uno sconto carburanti che interverrá sulla Mineralölsteuer (tassa sui combustibili fossili) permettendo un risparmio di 29 centesimi al litro sulla benzina e di 14 centesimi al litro per il gasolio. La misura intende essere in vigore per i tre mesi estivi, esattamente come per il 9-Euro-Ticket.

Le critiche

Non sono mancate ovviamente le critiche, soprattutto da parte del primo partito dell’opposizione (la CDU, grande sconfitta delle ultime elezioni), ma anche da piú parti nella politica Tedesca e non solo nell’opposizione.
Le critiche al 9-Euro Ticket vedono come principale constatazione che questo abbonamento cosí economico comporterá treni sovraffollati e pesanti disservizi, soprattutto nel periodo delle vacanze.
Le critiche allo sconto carburanti, invece, sono principalmente orientate al rischio speculazione potenzialmente indotto da questo sconto, con le compagnie petrolifere che potrebbero prontamente “riempire” il vuoto lasciato dallo sconto sulla Mineralölsteuer, e incrementare ulteriormente i loro margini.

Prezzi subito su

E infatti, come volevasi dimostrare, è proprio accaduto ciò che i pessimisti paventano ovvero le compagnie petrolifere si sono subito mosse a riempire il “buco” lasciato dallo sconto fiscale, incrementando così il loro margine alla faccia dello Stato e dei consumatori. Se infatti l’effetto previsto su un litro di benzina era di circa 30 centesimi di Euro in meno, in realtà a pochi giorni dall’introduzione dello sconto sulla Mineralölsteuer il risparmio effettivo rispetto a “prima” era di circa 10 centesimi al litro. Meglio di niente, ma sa tanto di presa per il culo.

Del resto, anche in Italia, già un paio di mesi prima, era accaduto più o meno lo stesso. Il prezzo non lo può fare lo Stato, il prezzo lo fa il mercato. E a opinione dello scrivente, oggi il mercato si sta approfittando della situazione per ridefinire alcuni benchmark, che rimarranno ben saldi per il futuro.
Oggi si sta testando la volontà dei consumatori per capire quanto la classe media occidentale è disposta a pagare per il proprio stile di vita. Non solo per la benzina e il diesel, ma anche per molte altre cose.

E il numero impressionante di grosse cilindrate, SUV e megaberline in circolazione, le terze corsie delle Autobahn sempre zeppe, nei tratti senza limiti di velocità, di veloci auto di lusso che sfanalano per chiedere strada, unita alle città sempre stracolme di auto in coda nonostante il 9-Euro-Ticket, suggeriscono che la soglia del dolore, per il tedesco medio, è ancora lontana. Che 2 euro e 30 al litro tutto sommato tutti sono disposti a pagarli, pur di andare in macchina. Che probabilmente la soglia del dolore , ovvero quella in cui la gente davvero inizierebbe a lasciare l’auto a casa , o ad andare più piano, sta tra i 3 e i 4 euro al litro, secondo me. E le compagnie petrolifere hanno di che gongolare, perlomeno ancora per un po’.

Mitfahrt nicht garantiert

Il 9-Euro-Ticket è stato accolto con grande entusiasmo, anche se forse l’effetto ottenuto non è stato quello sperato. È infatti risultato che i Tedeschi hanno approfittato dell’offerta per i propri spostamenti privati e del tempo libero, più che per quelli lavorativi e professionali.

Cosa di per sé non negativa, ma che ha comportato una serie di problemi.
Ci si è quindi ritrovati con i treni pendolari che non hanno visto un eccessivo incremento di passeggeri negli orari di punta, contrapposti ad autentici “assalti” ai treni regionali e suburbani durante i weekend, verso le più gettonate località di “gita fuori porta” del Paese. Orde di fan delle colline e della montagna, sportivi gitanti in bicicletta, famiglie con passeggini e carrozzine, tutti all’abbordaggio degli stessi treni, hanno creato non pochi disagi alla circolazione, con treni sovraffollati, feroci litigi tra famiglie con passeggini e gitanti in bicicletta per chi ha la precedenza nella apposita carrozza, e molta gente impossibilitata a salire e costretta a rimanere sulla banchina.

La stessa Deutsche Bahn, su molte linee regionali, è stata costretta a correre ai ripari e ad aggiungere ai quadri orario e alle indicazioni sulla propria App la dicitura “Mitfahrt nicht garantiert” ovvero: non è garantito che riuscirete a salire sul treno, perché siete in troppi. Ci scusiamo per il disagio.

È solo l’inizio

Tempi eccezionali richiedono misure eccezionali, e quello che sta succedendo in Germania (e non soltanto in Germania) in queste settimane segue alla lettera tale principio.

Temo però che queste sono solo le prime “misure eccezionali” che vedremo.

L’inverno arriverà , e la Germania è la Nazione industrializzata in assoluto più dipendente dal gas russo.

Andiamo incontro ad una recessione con inflazione prossima al 10% e banche centrali che alzano i tassi.

La situazione delle catene di fornitura e delle materie prime non vede soluzione. Non nei prossimi 12-18 mesi, a quanto dicono i principali analisti.

No, credo proprio che queste sono solo le prime di molte “misure eccezionali” che ci aspettano nei prossimi mesi. Di fronte a noi si apre una nuova era; un’era di scarsità di risorse, di ridefinizione dei mercati e degli assetti globali, di speculazione totale, di darwinismo sociale spietato.
Ma anche di opportunità, per chi avrà skill, competenze e fegato, e li userá nel modo giusto.