Il costo della vita in Germania (e in Italia)

DAvsMB

Con il mio post di chiusura del 2018 affronto un tema “caldo” nel trasferimento in Germania, quello del costo della vita. Si tratta effettivamente di un “hot topic” perchè quasi sempre la seconda domanda che ti viene fatta dopo “Come ti trovi lì?” è: “Ma quanto costa vivere lì?”
La convinzione diffusa un po’ ovunque, in Italia, é che in Germania si percepiscano sí alti stipendi ma a fronte di un costo della vita molto alto che va quindi ad annullare, di fatto, il beneficio offerto dalla maggiore retribuzione. Ciò non é sempre vero, anzi a volte non lo é affatto; tuttavia é difficile, anti impossibile, trovare una regola generale con cui si possa descrivere il rapporto tra IT e DE nel costo della vita.
La Germania, esattamente come l’Italia, é un Paese con tante diverse situazioni economiche e sociali e al suo interno vi sono giá notevoli diferenze: a Francoforte il costo della vita é sensibilmente più alto rispetto a quello di Dresda cosí come a Milano il costo della vita é decisamente piú elevato che a Brindisi.
Quindi giá il fattore origine/destinazione é determinante: proveniendo da una cittá Italiana in cui il costo della vita é basso e trasferendosi in una cittá Tedesca in cui la vita costa molto, beh, la differenza percepita puó essere davvero moltissima! Per chi proviene da Milano invece anche le piú care cittá tedesche possono apparire tutto sommato … abbordabili!

Il confronto, per avere senso, va fatto tra cittá il più possibile “simili” quindi per cominciare andremo a confrontare Darmstadt e Monza, che di fatto sono due cittá medie nell’orbita di altrettante grandi cittá, per la precisione le capitali economiche dei relativi Paesi (Francoforte e Milano). E poi perché sono tutte cittá che conosco bene. Questo articolo non ha un inizio e una fine vera e propria, ma sará in costante aggiornamento. Anche perché il costo della vita non é un argomenti “statico” ma anzi si evolve e cambia nel tempo, quindi sará interessante magari vedere come cambiano alcuni prezzi di riferimento nel corso degli anni.
Monza e Darmstadt sono simili in dimensioni (Monza 120.000 abitanti, Darmstadt 160.000), sono localizzate in regioni molto ricche, a pochi chilometri da una grande città, hanno landmarks conosciuti (la Villa Reale e il Parco a Monza, la Matildenhöhe e lo Jugendstil a Darmstadt) e sono centri molto importanti nella loro regione.
Tuttavia va detto che sotto certi aspetti, tra Darmstadt e Monza c’è anche molta differenza. A Monza non c’è l’ESA o l’ESOC, non ci sono 20.000 studenti universitari, non ci sono migliaia di expats e non ci sono 100 km di tram e decine di linee di pullman. A Darmstadt si vive bene anche senza avere un’autovettura privata, a Monza proprio no. Tuttavia a completezza va detto che il traffico é soffocante anche a Darmstadt, nonostante l’abbondanza di mezzi pubblici. Quindi ritengo il paragone sotto certi aspetti non completamente azzeccato perché penso che come qualitá della vita e servizi Darmstadt offra abbastanza di piú. Tuttavia, se si inquadrano Darmstadt e Monza nei contesti dei rispettivi paesi, in particolare a livello di qualitá media della vita e dei servizi, allora il paragone diventa giá molto piú calzante.

Ecco un confronto tra alcuni articoli tipici nella “mia” spesa. I prezzi sono stati rilevati al Supermercato REWE di Eschollbrücker Straße a Darmstadt il 22/12/2018 e alla Unes U2 di Monza in via Marsala il 24/12/2018. Si possono considerare entrambi supermercati di fascia media, entrambi sono localizzati in cittá in zone residenziali non troppo lontano dal centro, e sono usati principalmente da chi vive in cittá.

Philadelphia Original Confezione Standard
Germania: 1,49 € (175g)
Italia: 1,79 € (160g)

Barilla spaghetti n.5 500g
Germania: 1,59 €
Italia: 0,85 €

Nutella 825 g
Germania: 3,59 €
Italia: 5,59 €

Colgate total maxwhite75ml
Germania: 1,99 €
Italia: 1,99 €

NIVEA MAn deo roller invisible
Germania: 1,59 €
Italia: 2,39 €

Gallette di mais bio 100g
Germania (REWE Bio): 0,79 €
Italia (Il viaggiator Goloso): 0,89 €

Coca cola 0,33 lattina
Germania: 0,59 €
Italia: 0,61 €

Red Bull 0,25 lattina
Germania: 1,29 €
Italia: 1,25 €

Confezione 2 petti di pollo, circa 340 g
Germania (Wilhelm Brandenburg): 2,38 €
Italia (Unes): 3,74 €

Insalata mista in busta 200g
Germania: 0,79 €
Italia: 1,39 €

Mozzarella Santa Lucia Galbani 125g
Germania: 1,99 €
Italia: 1,29 €

500 g Maccheroni de Cecco
Germania: 1,99 €
Italia: 1,85 €

Pantene Pro-V repair&care 300ml
Germania: 1,99 €
Italia: 2,99 €

Chiquita banana Costa Rica
Germania: 1,99 €/kg
Italia: 1,99 €/kg

Danone activia 4x115g vaniglia
Germania 1,99 €
Italia 1,99 €

Facendo la somma di tutti gli articoli abbiamo:
Germania: 24,05 €
Italia: 30,06 €

Sorpresa!
Proprio cosí: la “mia” spesa in Germania costa meno che in Italia. Questo é un esempio di come le cose non sempre sono proprio come ce le si aspetterebbe. La spesa in Germania é, su certi articoli, piú conveniente se confrontata all’Italia. Ci sono chiaramente articoli piú costosi in DE e altri piuù costosi in IT e il confronto in termini di convenienza si chiude generalmente in una sostanziale paritá, che peró non di rado tende leggermente a vantaggio della Germania.

Sempre rimanedndo in zona, spostiamoci ora in due cittá ben piú note per un confronto su un altro tema molto importante: il trasporto pubblico locale. Che sia  per lavoro o per diletto, i trasporti e gli spostamenti rappresentano una parte importante della nostra vita di tutti i giorni e i costi connessi sono certamente importanti. Qui confrontare Darmstadt e Monza é impossibile, in quanto Monza non dispone assolutamente di una rete di trasporti paragonabile a quella di Darmstadt. Confrontaremo quindi le capitali di regione: Fracoforte e Milano.

Entrambe dispongono di un ottimo sistema di trasporti pubblici. Se da un lato metropolitane e tram Milanesi non hanno nulla da invidiare agli omologhi di Francoforte, dall’altro il sistema di ferrovie suburbane e regionali é decisamente piú capillare, affidabile, ed esteso (anche come fasce orarie) a Francoforte. Tuttavia Milano rimane pur sempre la migliore realtá in Italia in fatto di trasporto pubblico locale, non troppo lontana dagli standard europei, quindi una assunzione di “equivalenza” tra le due realtá non é irragionevole.

Segue ora qualche esempio.

Trasporto pubblico locale (in città)

Biglietto corsa singola, cerchia urbana
Milano: 1,50 €
Francoforte: 2,75 €

Carte giornaliera, cerchia urbana
Milano: 4,5 €
Francoforte: 5,35 €

Abbonamento mensile, cerchia urbana
Milano: 35,0 €
Francoforte: 90,4 € (!)

Treni regionali (tutti i prezzi si riferiscono alla 2. classe)

Biglietto treno regionale Cantù-Milano (circa 30km): 3,6 €*
Biglietto treno regionale Darmstadt-Francoforte (circa 30km): 8,6 €*

Abbonamento mensile Cantú-Milano (Trenomilano): 90,0 €
Abbonamento mensile Darmstadt-Francoforte: 179,0 €

Treni a lunga percorrenza/Alta velocitá

Biglietto Frecciarossa Fast no-stop (treno 9627) Milano-Roma per il 15 Febbraio 2019 (circa un mese e mezzo da oggi) alle 11.00 in classe Standard
Super Economy: 55,90 €
Economy: 72,90 €
Base: 92,0 €
Biglietto ICE Sprinter Frankfurt-Berlin (treno 1537) per il 15 Febbraio 2019 (circa un mese e mezzo da oggi) alle 11.00 in 2. classe
Super Sparpreis: 29,90 €
Sparpreis: 37,90 €
Flexpreis: 132,0 €

*il biglietto in Germania comprende anche una tratta con i mezzi pubblici internamente a Francoforte, cosa che invece non é compresa nel biglietto Trenord in Lombardia. Quindi volendo affinare il confronto, al prezzo del biglietto ferroviario andrebbero aggiunti 1,50 € del biglietto ATM a Milano (necessario, ad esempio, per prendere la metropolitana).

Come si puó vedere, in Germania i mezzi pubblici e il trasporto pubblico locale costano decisamente di più. La differenza é notevole persino con Milano, notoriamente una delle cittá piú costose (se non la più costosa) d’Italia. La qualitá del servizio, per quanto riguarda treni regionali e suburbani, è sicuramente superiore, ma non (a mio parare) ad un livello tale da giustificare tariffe tanto  maggiori.
La stessa equazione non sempre si applica alla lunga percorrenza, come si puó vedere nell’ultimo esempio. Usando Super Sparpreis e Sparpreis si viaggia spesso con prezzi paragonabili a queli italiani, fermo restendo che il Flexpreis é quasi sempre, a paritá di chilometraggio, superiore alla tariffa Base di Trenitalia.

Pendolarismo automobilistico

Per paritá, facciamo ora l’esempio di un pendolare automobilistico. Nei miei anni di lavoro in Italia ho spesso dovuto affrontare chilometrici trasferimenti giornalieri, specialmente quando abitavo in provincia MB e lavoravo in provincia di Varese. Prendiamo proprio il mio caso: percorso Monza-Gallarate (circa 50 km), pendolarismo giornaliero.

Utilizzando Autostrada Pedemontana Lombarda, sono da calcolare 4,94€ di pedaggio (!) tra Lentate e Cassano Magnago, due volte al giorno. Sono quindi 49,4 € a settimana, che diventano 39,52 € settimanali con lo sconto pendolari del 20%.

Consideriamo una Golf 1.4 TSI 122 cv come quella di mio papà, che puó fare benissimo i 15 km/l alla pompa se guidata con un minimo di criterio. Prezzo benzina: 1,65 €/l (comunicatomi da mio papá al telefono poco fa 🙂 quindi per i 500 km di pendolarismo settimanali sono quindi necessari 33,3 litri di carburante pari ad un esborso di 54,94 €.

Volendo risparmiare qualche soldo, a patto di fare un paio di km (e molta coda) in piú si puó passare dalla Tangenziale Nord e poi dalla Rho-Monza, evitando di farsi salassare dalla Pedemontana e spendendo “solo” 1,80 € alla barriera di Milano Nord, quindi 3,60 € al giorno, 18 € a settimana (14,4 € con sconto pendolari). Per fare le cose per bene, andrebbero conteggiati consumi superiori (per via della coda onnipresente su questo percorso) ma trascureró questo aspetto.

Sommando abbiamo quindi

Spesa settimanale via Pedemontana: 94,46 €
Spesa settimanale via A8: 69,34 €

Ora consideriamo il percorso giornaliero di Hanna, da Darmstadt a Bad Soden am Taunus, quasi tutto via autostrada, poco meno di 50 km.

Il costo autostradale é zero, come per ogni autostrada in Germania. Il costo della Benzina, considerando, per la sua Ibiza 1.4 consumi simili a quelli del Golf 1.4 tsi, é di 44,9 € a settimana (prezzo della Super 95, rilevato da me poco fa, é di 1,35 €/l).

Approssimando brutalmente un mese a quattro settimane, possiamo fare due conticini.
Italia, pendolare Monza-Gallarate (50 km)
via Pedemontata: 377,84 €
via A8: 277,36 €
Germania, pendolare Darmstadt-Bad Soden (50 km)
via A5: 179,6 €

Fondamentalmente si puó dire che in Germania il pendolarismo ferroviario costa decisamente di piú che in Italia. Ma il pendolarismo automobilistico decisamente di meno.

Non ultimo, consideriamo l’aspetto bollo/assicurazione. Il bollo della mia A3 Tfsi da 150 cv in Lombardia era di 297,00 € (!!). In Germania era (prima che la vendessi) 56,00 €.

Il bollo della Ibiza 1.4 di Hanna era pari a 163 € in Lombardia, mentre qui ammonta a 86 €. La cifra superiore alla mia vecchia Audi é dovuta alla classe di emissioni (euro 4 contro Euro 6). Il calcolo del bollo qui funziona diversamente dall’Italia.

Consistenti risparmi si possono avere anche sull’assicurazione, a patto di vedersi riconosciuta la classe di merito (cosa che normalmente non è difficile): per la mia auto in Italia, visti i moltissimi km che facevo e le strade trafficate, ho sempre fatto furto/incendio + Kasko parziale, spendendo cifre variabili tra i 1400 e i 1700 €/anno.
In Germania una Fullkasko mi é costata circa 950 €/anno. Per il mio attuale TT 2.0 tfsi del 2006, che per via dell’etá é valutato abbastanza pochino, la polizza fullkasko viene 600 €/anno….

Il costo di tagliandi, gomme, ecc.. limitatamente a quanto ho potuto vedere, é circa equivalente tra Nord Italia e Germania. Non si sono palesate differenze degne di nota.
Per completezza, bisogna aggiungere un dettaglio: ogni due anni ogni auto in Germania deve superare l’Hauptuntersichung del TÜV. È una revisione (molto approfondita!) in cui l’auto viene controllata per filo e per segno e talvolta a seguito di qiuesto controllo é necessario mettere mano al protafoglio per rimettere l’auto in regola. In Italia le revisioni molto più permissive, o talvolta fasulle, permettono di posporre queste spese fino al momento in cui sono davvero necessarie.

Fondamentalmente, quello che emerge da questa breve digressione automobilistica é una realtá giá nota: in Italia l’automobilista é un limone da spremere, vessato e tartassato in continuazione. L’automobilista tedesco se la passa decisamente meglio.

Per chiudere l’argomento trasporti, una nota finale non da poco: in Germania ogni lavoratore dipendente può scaricare dalla dichiarazione dei redditi il percorso giornaliero casa/lavoro, indipendentemente dal mezzo utilizzato, per un ammontare forfettario di 30 centesimi al chilometro. Questo significa, per un pendolare che ha un tragitto casa-lavoro di 50 km per 220 giorni lavorativi all’anno, una deduzione fiscale di 3.300 Euro. Assumendo per comoditá una aliquota sul reddito del 20% (puó essere di piú o di meno, dipende dal reddito) significa recuperare, solo con questa vóce, un bel rimborso di 660 Euro. Non male no?

Immobili di prorietá

Veniamo al punto dolente: la casa di proprietá.
In Germania, dalla ripresa post-crisi 2008 ad oggi, a causa del boom di posti di lavoro e della enorme immigrazione (sia qualificata che non), si é verificato uno sgradito effetto collaterale: una massiccia speculazione immobiliare, soprattutto nelle grandi e medie cittá, in particolare nelle cittá dove c’é lavoro e dove ci sono universitá. Investitori tedeschi e stranieri continuano ad acquistare immobili in Germania per metterli a reddito considerata la loro efficacissima resa come investimento, che attualmente é seconda solo ai mercati azionari.
Questo ha fatto sí che, se nel 2010 in Germania i prezzi delle case erano piú o meno sovrapponibii con quelli Italiani (forse anche un pelo inferiori), oggi purtroppo non é piú cosí. Le case in Germania sono oggi molto piú costose che in Italia.
Sul boom Immoboliare in Germania ho scritto tanti articoli, i cui lik sono disponibili consultando la pagina Vita in Germania.

Ecco qui un confronto su Immobili in acquisto (appartamenti)  a Darmstadt e a Monza, con i seguenti parametri di ricerca: dai tre locali in su, da 75 fino a 100 metri quadri. I siti di riferimento sono Immobilienscout24.de per Darmstadt e Immobiliare.it per Monza. La ricerca é aggiornata a Dicembre 2020 e la forbice di prezzi qui indicata é influenzata principalmente dal tipo di abitazione (nuova costruzione o preesistente, etá, ecc..) e dalla localizzazione all’interno della zona indicata. La forbice di prezzi comprende circa il 90% del mercato analizzato al momento della ricerca, quindi l’eccezione puó sempre capitare!

Darmstadt
Centro e zone “belle”: da 350.000 a 600.000 Euro
Semicentro e zone periferiche “carine”: da 250.000 a 450.000 Euro
Periferia esterna e “palazzoni”: da 180.000 a 250.000 Euro

Monza
Centro e zone “belle”: da 200.000 a 450.000 Euro
Semicentro e zone periferiche “carine”: da 175.000 a 350.000 Euro
Periferia esterna e “palazzoni”: da 100.000 a 180.000 Euro

Va detta tuttavia una cosa: i prezzi in centro a Monza sono viziati dalla situazione della stazione ferroviaria FS, un triste spettacolo di degrado e di abbandono da parte delle istituzioni che ha abbassato il valore di molti immobili della zona centro. Pertanto immobili in semicentro e periferia hanno quotazioni simili, in quanto situati in contesti piú “tranquilli” del centro. Probabilmente, senza questa situazione, gli immobili in centro a Monza potrebbero avvicinarsi un po’ di piú ai prezzi di Darmstadt.

In ogni caso: tra i prezzi delle case in Germania e in Italia, piú o meno a “paritá” di cittá (nel senso di attrattivitá, lavoro, vivibilitá, ecc…)  va messo in conto un fattore minimo di 1,5. Che é destinato ad aumentare nei prossimi anni, a causa dell’inarrestabile incremento demografico della Germania, e al corrispondente decremento demografico dell’Italia.

Immobili in affitto

Se sceglierete di vivere in Germania, con ogni probabilitá sarete in affitto, visto che si tratta della forma abitativa in assoluto piú diffusa nel Paese, oltre che essere di fatto l’unica che la maggior parte della popolazione possa permettersi.

La buona notizia é che per gli affitti non c’e una differenza cosí marcata come per i prezzi di acquisto. In linea di principio, ho sempre trovato prezzi abbastanza paragonabili tra Südhessen e Brianza sud.

Ecco qui un confronto su Immobili in affitto (appartamenti) a Darmstadt e a Monza, con i seguenti parametri di ricerca: dai tre locali in su, da 75 fino a 100 metri quadri. I siti di riferimento sono Immobilienscout24.de per Darmstadt e Immobiliare.it per Monza. La ricerca é aggiornata a Dicembre 2020 e per le forbice dei prezzi valgono le stesse indicazioni viste poco fa.

Darmstadt
Centro e zone “belle”: da 800 a 1.400 Euro/mese
Semicentro e zone periferiche “carine”: da 800 a 1.200 Euro/mese
Periferia esterna e “palazzoni”: da 600 a 950 Euro/mese

Monza
Centro e zone “belle”: da 750 a 1.200 Euro/mese
Semicentro e zone periferiche “carine”: da 600 a 1.100 Euro/mese
Periferia esterna e “palazzoni”: da 550 a 850 Euro/mese

To be continued….

Per completare l’articolo, mi piacerebbe fare un confronto tra moooolte altre cose. Mi rendo conto che questa è solo una piccola parte della situazione generale, pertanto questo articolo si evolverà. Quindi..  se siete curiosi, vi invito a tornare per gli aggiornamenti del caso. Anzi, magari scrivete quali articoli vorreste che io confrontassi.

Per il momento faccio a tutti i miei lettori i migliori auguri per un 2019 ricco di soddisfazioni e di felicità… buon Anno a tutti!