Il punto tra apprensione e felicitá

È il mio primo momento di solitudine da 15 giorni a questa parte. Seduto su una panchina di fronte al Badesee di Bensheim, guardando il cielo che va verso l’ora blu, ripercorro con la mente gli avvenimenti di questi ultimi giorni.

Sono state due settimane molto intense e sicuramente quelle che seguiranno non saranno da meno. Sono diventato papá di un bellissimo biondino dagli occhi vispi che non smette mai di fissarmi quando gli parlo (un po’ in Italiano, un po’ in Tedesco) e che io a mia volta non smetterei mai di guardare perché ogni volta che vedo quel visino ho l’impressione di avere davanti a me semplicemente la piú bella cosa al mondo.

Quello che ho vissuto neli ultimi giorni é qualcosa di incredibilmente grande e affascinante, ho avuto il privilegio di vivere attimi indescrivibili, di essere presente fin dai primissimi momenti, e ancora vivo quelle immagini in modo piú cristallino che mai. Ricordi, sensazioni ed emozioni che potrebbero darmi materiale per scrivere sul blog per settimane; ma se da un lato questo sito per anni é stato un po’ la finestra nascosta sui miei pensieri e una sorta di libro aperto sulle mie vicende, ho deciso che per quanto riguarda la mia vita di famiglia non sará cosí.

Certo, non é affatto escluso che un domani condivideró alcune cose strettamente attinenti ai temi del blog quali ad esempio come si sbriga tutta la burocrazia alla nascita tra Standesamt e Consolato Italano (ci sono ancora dentro fino al collo, abbiate pazienza…) e le mie esperienze nel crescere un bambino bilingue in Germania (mi sto giá attrezzando con apposite letture per vederci un po’ piú chiaro). Insomma, ci sará sicuramente un sacco di potenziale nuovo materiale su cui lavorare.

Ma quello che faremo io, Hanna e Lukas sará e resterá cosa nostra. Continueró a raccontare i nostri viaggi e le nostre sortite alla scoperta della Germania e del mondo, continueró a fare informazione e a elaborare articoli informativi su questo Paese, anche a tema bambini e famiglia, ma non terró un blog sulla mia vita di famiglia, non butteró foto di mio figlio ai quattro venti raccontando ogni cosa che fa.
Non credo sia giusto e rispettoso nei suoi confronti.

Nei suoi confronti.
Mentre scrivo mi sembra di sentire quasi l’importanza, il peso di queste parole. Quando per la prima volta tieni in braccio tuo figlio entri in un mondo nuovo, capisci che tutto sta cambiando, e che quella piccola, preziosissima vita che tieni tra le braccia ora é responsabilitá tua. Ti chiedi se sarai all’altezza, ti passa per la testa ogni possibile tipo di dubbio e di preoccupazione, ma dall’altra parte, dentro, di te senti una forza immane e una felicitá che si fatica a descrivere.
Una mistura unica, fortissima, prorompente. Se potessi darle un nome usando poche parole, direi che é il punto tra apprensione e felicitá. Forte, vibrante, teso, e carico di energia.

È giá passato del tempo, il cielo si é fatto scuro. È ora di tornare a casa.
Ora che ci penso, “Casa” ha un significato del tutto diverso adesso.
E comunque sí, sono davvero felice. Scriverei di piú, molto di piú; ma in virtú di quanto spiegato poche righe fa, qui mi fermo e non andró oltre.