Die Corona-Lage: come é completamente sfuggita di mano l’epidemia in Germania (29.11.2021)

Se l’epidemia di Covid-19 fosse una guerra, la quarta ondata dell’autunno 2021 sarebbe probabilmente la Caporetto della Germania. Mai il sistema sanitario tedesco é stato cosí messo a dura prova e giá in questi giorni nelle zone piú colpite é necessario trasferire i malati intubati su voli Medevac militari verso altri Bundesländer, mentre l’associazione nazionale dei medici, preparandosi al peggio, sta iniziando a mettere a punto il protocollo per il triage negli ospedali che, con i letti che stanno per finire, é a quanto pare ormai questione di giorni.

Il triage applicato nelle cliniche é un concetto squisitamente medico e non etico o moralista: non sará infatti deciso chi curare in base allo stato vaccinale o al tipo di malattia, ma esclusivamente in base ad una valutazione delle probabilitá di sopravvivenza: chi ha piú chance di farcela, si prenderá il letto in rianimazione. Gli altri saranno lasciati senza cure. [1]

È una situazione terribile, se si pensa che un malato di tumore, un infartuato, o una vittima di incidente stradale, potrebbero vedersi condannati a morte perché il letto di terapia intensiva che potrebbe salvare loro la vita é occupato da un malato Covid-19, magari non vaccinato. Le impicazioni etiche e morali di questa situazione sono a mio avviso molto impegnative e di non facile trattazione, e forse é proprio per questo che nessuno o quasi se ne interessa. In pochi si pongono e il problema e i piú se ne fregano altamente; nonostante gli articoli di giornale e i resoconti drammatici che arrivano dagli ospedali di tutto il Paese, sembra che il problema non interessi ormai a nessuno.

Il mio modesto parere personale é che la pandemia Covid-19 ha dimostrato senza dubbio alcuno che quella Tedesca non é in fondo una Solidarische Gesellschaft (societá basata sulla solidarietá) ma é una societá dove ognuno guarda al suo fregandosene degli altri, piú o meno come in Italia.
E questa é stata per me una grande delusione. Perché dei Tedeschi mi aspettavo di meglio.

Quarta ondata Covid-19 in Germania: i perché di una disfatta su tutta la linea

Come si é arrivati a questa situazione disperata? A mio avviso ci sono principalmente 4 perché:

  1. Una situazione di transizione politica in cui non é ben chiaro chi é in carica di cosa, e con troppe promesse avventate fatte in campagna elettorale
  2. Il livello di attenzione e di rispetto delle regole anticontagio ormai calati a livelli pressoché nulli
  3. L’enorme ondata di dimissioni tra gli infermieri e gli operatori sanitari nelle terapie intensive che ha lasciato scoperti gli ospedali
  4. Una deludente adesione alla campagna vaccinale riconducibile, soprattutto in certe aree del Paese, di una radicata diffidenza nei confronti del governo e dei vaccini

Tuttavia, prima di espandere brevemente questi quattro punti, vorrei fare un passo indietro e tornare a Marzo 2020. La prima ondata vide la Germania lodata da tutto il mondo per la gestione della situazione e io stesso, sul blog, fui trascinato da questo “successo” elogiando l’operato della classe dirigente del Paese. [2]
Il successo nella gestione della prima ondata fu dovuto principalmente a:
– Una situazione di pochi grossi focolai, che con il tracciamento e le restrizioni sono stati piú facili da gestire rispetto ai focolai in Italia che erano piú numerosi, piú piccoli e piú distribuiti sul territorio
– Immediata e diligente collaborazione da parte della popolazione: tutti accettarono subito il lockdown e si attennero alle restrizioni (peraltro non particolarmente gravose) in modo esemplare
– Il sistema sanitario tedesco si trovava, al momento dell’inizio della pandemia, al suo Fitness Peak con quasi 27.000 letti in terapia intensiva e gli operatori pronti a dare il massimo per fronteggiare l’emergenza

La situazione ora, dopo oltre un anno e mezzo, é purtroppo molto cambiata.

C’è un primo importante fattore, ovviamente esogeno, che é la variante Delta: con un R0 triplicato rispetto al Virus di Marzo 2020, ha cambato, e di molto, le regole del gioco. Nonostante il fattore di replicazione reale sia poi calmierato dall’effetto dei vaccini, si ha comunque a che fare con un virus molto piú contagioso e pericoloso.
I rimanenti fattori rientrano peró a pieno titolo nella categoria degli human factors.

Mentre in Germania dilaga il virus, la politica si trova in una situazione di Trance in cui non si capisce chi é in carica delle decisioni: il governo Merkel, oramai uscente, adotta l’atteggiamento distaccato e attendista di chi ha ormai deciso di mettersi da parte, un po’ a voler dire “io sto per andarmene, non tocca piú a me decidere” mentre i partiti della coalizione Ampel ancora discutono il loro contratto di governo, in cui le prioritá dei dibattimenti sono il clima, l’immigrazione, le energie rinnovabili, le finanze, e idee per dare il colpo di grazia definitivo ai killer ambientali che ancora si permettono di guidare auto turbodiesel.
Medici, ospedali, scienziati e gli stessi politici a livello locale intanto lanciano messaggi di allarme sempre piú disperati chiedendo misure piú incisive ma la promessa fatta in campagna elettorale da tutti i candidati cancellieri, incluso Scholz “Ein Lockdown wird mit mir nie wieder geben” é una assai pesante palla al piede: venire meno alla più impegnativa promessa elettorale prima ancora di insediarsi alla Cancelleria sarebbe una debacle colossale. Per non parlare poi dell’altra promessa, forse ancor piú impegnativa e rischiosa, fatta ancor prima, e cioé che il vaccino in Germania non sará mai obbligatorio. A tutto ciò si aggiunge lo scaricabarile tra i singoli Bunsesländer e il governo centrale: pur avendo infatti i singoli Land l’autorità per poter dichiarare Lockdown locali, questi per non perdere la faccia con i propri elettori preferiscono non agire e chiedere al governo centrale di dichiarare un lockdown nazionale. Governo che finora ha sempre rimbalzato ai Land la responsabilità: avete l’autorità per chiudere tutto, quindi se serve fatelo. Ma di Lockdown (anzi, di L-Word, perché la politica vuole evitare persino di menzionare il termine) nessuno ne vuole sentir parlare, e tutti aspettano che arrivi qualcuno a metterci la faccia.
L’introduzione del sistema 3G (una sorta di equivalente del Green Pass italico) é arrivata in ritardo e con molte polemiche, cosí come l’istituzione di un modello di risposta al crescere dei casi (basato non piú sull’incidenza dei contagi, ma sulla cosiddetta “incidenza ospedaliera”) che tuttavia rimane blando e esclude quasi del tutto il ritorno dei Kontaktbeschränkungen su ampia scala(limitazioni ai contatti personali delle persone, aka Lockdown).
E cosí si aspetta, sperando forse in un miracolo, mentre i contagi salgono ormai da piú di un mese a ritmo del 30% in piú a settimana, con l’impressionante picco, registrato lo scorso mercoledí, di 76.000 casi giornalieri.

Numeri spaventosi, che tuttavia sembrano non impressionare piú di tanto.
I Tedeschi, a differenza degli Italiani, non hanno mai vissuto situazioni di paura e di disperazione come quelle di Bergamo di Marzo 2020 o della zone della Brianza a Novembre 2020, quando di notte si sentivano solo sirene di ambulanze senza interruzione e se chiamavi il 118 per far portare in ospedale tua nonna che stava soffocando sul letto ti sentivi rispondere “la prima ambulanza puó passare domani“.
Questo in Germania non é mai successo, sia grazie al sistema sanitario che ha sempre tenuto botta abbastanza bene, sia grazie al lockdown durato da fine Ottobre 2020 fino a Maggio 2021, che ha sempre calmierato i contagi in modo discretamente efficace.
In tutto questo, le gente si é progressivamente lasciata sempre piú andare e il rispetto delle regole di distanziamento e anti-contagio é venuto meno abbastanza rapidamente, proprio perché non é mai stata percepita una vera emergenza e questa situazione di pandemia é diventata, col passare delle settimane, solo una seccatura. È sufficiente andare qualche mese indietro negli articoli del blog per rendersene conto: giá la scorsa primavera scrivevo di come, anche in pieno lockdown, ormai nessuno rispettasse piú le prescrizioni di distanziamento (soprattutto nei supermercati) e le regole venissero sistematicamente ignorate con cene e festicciole abusive nelle abitazioni private che, in barba alle Kontaktbeschränkungen, erano diventate ormai la norma. [3]
Ora, a mesi di distanza, la situazione é ancora piú “rilassata” e la gente nonostante i continui richiami, continua a fregarsene del distanziamento e delle regole. Anche con gli ospedali pieni e quasi 80.000 casi al giorno. E sono pronto a scommettere che anche in caso di ritorno del lockdown generalizzato nazionale (che credo avverrá al piú tardi entro l’inizio della seconda settimana di Dicembre) l’atteggiamento non cambierá; anzi, peggiorerá.
Alla faccia della Solidarische Gesellschaft.

A tutto questo si aggiunge una perdurante situazione di grande rabbia e frustrazione tra i sanitari impiegati nelle terapie intensive tedesche. Ridotti allo stremo dopo 20 mesi di pandemia, hanno iniziato a licenziarsi. In massa.
Si calcola che piú di 9.000 sanitari impiegati nei reparti di rianimazione e terapia intensiva delle cliniche Tedesche abbiano dato le dimissioni dall’inizio della pandemia. [4]
Purtroppo (come ho giá scritto in altri articoli) in Germania vige da sempre una situazione di Personalmangel: in pressoché ogni settore manca personale, soprattutto personale qualificato. Questo fa sí che trovare un nuovo impiego, per chi non ne puó piú di quello attuale, sia abbastanza facile: certi profili sono richiestissimi e cambiare lavoro diventa un gioco da ragazzi.
Ecco quindi che migliaia di Pflegekräfte, massacrate dal superlavoro, dai rischi, e dalle mancate promesse della politica, hanno mollato, ripiegando su impieghi meno gravosi in ambito sanitario.
Le terapie intensive Tedesche sono cosí rimaste gravemente scoperte di personale qualificato e formato, che diventa molto difficile da sostituire in tempi brevi, e il risultato é stato devastante: oggi in Germania ci sono poco piú di 22.000 letti di terapia intensiva attualmente operativi, quasi 5.000 in meno di un anno fa.
Le mancate promesse della politica nei confronti degli operatori sanitari, cosí lodati e applauditi all’inizio della pandemia e poi rapidamente dimenticati non appena i contagi sono calati con l’arrivo del caldo, hanno prodotto questo risultato vergognoso.
E ad oggi sono ancora onestamente stupefatto di come nessuno abbia ancora chiesto ai politici Tedeschi di rendere conto di questo disastro che costerá la vita a moltissime persone.
Perché qui i No-vax non c’entrano un bel fico secco. Qui la colpa é di chi ha promesso senza mantenere, lasciando migliaia di sanitari a combattare da soli, in condizioni massacranti.

Rimaniamo sul tema vaccini e analizziamo l’ultimo punto: la deludente adesione alla campagna vaccinale. La Germania ha vaccinato il 67% della platea, meno di quanto hanno fatto Paesi considerati normalmente meno “virtuosi” come Italia, Spagna o Portogallo. Come mai?
Due fattori sono a mio avviso determinanti: in primis, come giá scritto un paio di paragrafi piú su, il fatto che non sia mai stata percepita dalla popolazione una vera situazione di emergenza; e poi una radicata diffidenza nei confronti dei vaccini e della medicina, diffusa soprattutto tra i sostenitori del’estrema destra di AfD nella ex Germania dell’est e tra le popolazioni di molti Landkreis di montagna, nel sud del Paese. In particolare in queste regioni montane gli stessi medici sono visti con molte riserve dalla popolazione ed é molto piú diffusa e rispettata la figura dell’Heilpraktiker, una sorta di “guaritore” che applica medicina naturale e alternativa senza necessariamente possedere un titolo di studio nel campo della medicina tradizionale. Pur trattandosi di una figura rigidamente regolata per legge (è necessario superare un difficile esame di Stato per diventare Heilpraktiker) non é un mistero che chi pratica le cure naturali spesso veda con una certa avversione i vaccini.
In queste zone, i pulmini itineranti che offrivano la vaccinazione sono stati addirittura presi a sassate o attaccati con fumogeni e petardi dalla popolazione locale, ritrovandosi cosí costretti alla fuga.[5]
Questo “zoccolo duro” di popolazione ostile ai vaccini é forse meno rumoroso e casinaro rispetto ai “no green pass” italici, ma lo supera agevolmente in massa critica.
Ad oggi le terze dosi stanno prendendo velocitá abbastanza bene ma le prime e seconde dosi crescono ancora a ritmi molto lenti. E sono sempre di piú le istituzioni, sia politiche che scientifiche, a non escudere piú l’introduzione dell’obbligo vaccinale, come giá deciso dalla vicina Austria.
Secondo molte proiezioni infatti la percentuale difficilmente potrá salire molto oltre il 70%, visto che chi non intende vaccinarsi molto difficilmente cambierá idea.
I vaccini, si sa, non offrono protezione totale e hanno anche efficacia decrescente nel tempo; rimangono tuttavia un importante fattore di riduzione del rischio che puó fare la differenza tra un decorso Covid-19 molto grave e una malattia che puó essere curata a casa (che i vaccini proteggano da morte e forme gravi rimane assodato e dimostrato dai numeri). È chiaro che, in questo frangente, ogni percento di copertura in piú aiuta. Non ferma il virus, ma aiuta a non impestare gi ospedali.
Ma regioni come Sassonia o Baviera, con il 60% circa di vaccinati, rimangono molto esposte al rischio di sovraccarico degli ospedali (rischio che infatti si é verificato) e la situazione non é destinata a migliorare nelle prossime settimane.

E ora arriva pure la variante Omicron. Variante della quale si sa pochissimo, ma quel poco che si sa é piú che sufficiente per preoccuparsi ancora di piú.
Beh, che dire. Ci sono tutti i presupposti per un lungo e buio inverno Covid, in questa attendista e indecisa Germania. Magari converrá svernare in Italia?

[1] https://www.tagesschau.de/inland/coronavirus-pandemie-kliniken-101.html
[2] Emergenza Covid-19: il posto piú sicuro in Europa é la Germania
[3] Die Corona-Lage: come va l’epidemia in Germania (20.04.2021)
[4] https://www.tagesschau.de/wirtschaft/unternehmen/pflege-corona-loehne-101.html
[5] https://www.br.de/nachrichten/bayern/impfaktion-in-schule-gegner-attackieren-mobiles-impfteam,Sj5o1hO

Die Corona-Lage: come va l’epidemia in Germania (28.10.2021)

Ci risiamo: si ricomincia a parlare di terapie intensive piene, di ospedali a rischio collasso e, ovviamente, di lockdown. La giornata di ieri in Germania ha fatto segnare un nuovo picco di contagi con +28.000 test positivi nell’arco di una giornata con l’incidenza a 7 giorni che è balzata così a 130 contagi per 100.000 abitanti.

Guardando i grafici e i numeri delle ultime settimane sulla pagina di statistiche del Robert Koch Institut, si apprezza chiaramente che l’esponenziale è ormai partito. La domanda che tutti si fanno ora è quale sarà l’andamento delle vittime e delle ospedalizzazioni: sarà questa, grazie alla vaccinazione, una ondata diversa dalle precedenti? Tornerà il lockdown? Che Natale sarà quest’anno?

La politica, dal canto suo, ha già promesso che non ci saranno più chiusure: in campagna elettorale tutti e tre i candidati alla cancelleria hanno promesso a chiare lettere “Ein Lockdown wird mit mir nie wieder geben” (con me non ci sarà più nessun lockdown) una affermazione molto pesante, che rischia di diventare un tremendo boomerang nel caso la situazione sfugga di mano. [1]

Che la situazione possa sfuggire di mano, non è purtroppo del tutto da escludere. Alla data di scrittura di questo post 1700 pazienti Covid si trovano ricoverati nelle terapie intensive tedesche. Stante l’incremento esponenziale di questi giorni, gli Intensivmediziner si aspettano di raggiungere quota 3000 ricoverati in Novembre. Numeri ancora lontani dal picco di quasi 6000 ricoveri TI della scorsa primavera, ma sufficienti per impattare sulle attività dei nosocomi. Con 3000 ricoverati Covid nelle terapie intensive sarebbe infatti necessario iniziare a rinviare operazioni programmate e interventi non urgenti. [2]

Preoccupa infatti la Pensonalmangel nelle terapie intensive: alla cronica carenza di operatori qualificati negli ospedali tedeschi si è infatti aggiunta una ondata di “great resignation” tra i sanitari delle terapie intensive: stremati e frustrati dal super-lavoro e dai rischi corsi durante l’ultimo anno e mezzo, tantissimi operatori delle TI e dei reparti di rianimazione hanno dato le dimissioni negli ultimi mesi, ripiegando su altri impieghi meno gravosi in campo sanitario. [3]
Un problema di non poco conto, perché operatori qualificati a lavorare su respiratori polmonari, su apparecchiature di rianimazione e sul monitoraggio dei parametri vitali non sono affatti facili da trovare.
Le conseguenze di tale Personalmangel sono pesantissime: oggi in Germania sono fuzionanti 22.000 letti in terapia intensiva, mentre lo scorso autunno erano piú di 26.000.
La Germania sia avvia quindi ad affrontare questa nuova ondata con 4.000 posti TI in meno rispetto all’anno scorso. Una cifra tutt’altro che tranquillizzante. [4]

Nel frattempo, sentori di un possibile ritorno delle chiusure generalizzate di attivitá commerciali e leisure si fanno sempre piú largo tra la gente: nei negozi di giocattoli gli scaffali si stanno svuotando anzitempo e alcuni articoli sono giá introvabili (tra questi i famosi animaletti della Schleich, popolarissimi in Germania) visto che sempre piú persone stanno anticipando gli acquisti natalizi proprio temendo l’arrivo di un nuovo lockdown; mentre piscine e palestre lamentano numeri bassissimi nell’erogazione di nuovi abbonamenti: pochi vogliono azzardare un impegno per piú mesi con la stagione di massima circolazione virale ormai alle porte. [5]

Come andrá a finire? Credo che nessuno possa dirlo. Si naviga a vista.
Il prossimo mese sará sicuramente decisivo e da esso dipenderá non solo come passeremo il Natale e l’inverno, ma anche (secondo me) il futuro approccio politico ed economico alla pandemia.
Dopo avere puntato tutto sulla vaccinazione promettendo il ritorno alla normalitá, la politica avrá il coraggio, qualora messa alle strette dagli ospedali pieni, di imporre nuovi lockdown?
Come reagirebbe la popolazione a nuove chiusure? Quali conseguenze avrebbero nuove chiusure sul futuro della campagna vaccinale? Come reagirebbero l’economia e i mercati?
Come direbbero qui: ganz gespannt. Vediamo come va. Io personalmente non ho aspettative un granché positive e mi preparo ad un atro cenone di Natale su Microsoft Teams…

[1] https://www.focus.de/politik/deutschland/kanzlerkandidat-bei-bild-nie-wieder-lockdown-verspricht-laschet-im-tv_id_19283463.html
[2] https://www.spiegel.de/wissenschaft/medizin/corona-krise-krankenhaeuser-besorgt-wegen-belastung-von-intensivstationen-a-927ee9ca-7755-4252-b3f3-bc36e1555680
[3] https://www.welt.de/wissenschaft/article234693458/Coronavirus-Sorge-vor-Ueberlastung-der-Krankenhaeuser-waechst.html
[4] https://www.welt.de/politik/deutschland/plus234721852/Intensivmediziner-Praesident-Weniger-Intensivbetten-im-Corona-Winter-frei.html
[5] https://www.main-spitze.de/lokales/rhein-main/den-laden-in-darmstadt-dieburg-geht-das-spielzeug-aus_24700130

Die Corona-lage: come va l’epidemia in Germania (02.06.2021)

Saró sincero: poco piú di un mese fa i toni qui in Germania erano da autentica sciagura e nel mio precedente articolo a tema epidemico ne ero stato abbastanza influenzato.
Terza ondata fuori controllo, terapie intensive al collasso, comunitá medica unita nel chiedere nuove e piú pesanti restrizioni, proiezioni catastrofiche di “Dauerlockdown bis Ende des Jahres“…[1] per fortuna tutti i vari “Doctor Doom” pandemici, sotto forma di virologi, epidemiologi, infettivologi, immunologi e altri scienziati ed esperti vari che a vario titolo popolano le prime pagine dei giornali e i talk show televisivi ormai da piú di un anno, sono stati alla fine smentiti dai fatti.
Oggi, ai primi del mese di Giugno, l’incidenza di nuovi casi settimanali per 100.000 abitanti in Germania é scesa sotto la soglia di 35 permettendo riaperture pressoché quasi ovunque. Persino le piscine riapriranno la settimana prossima (seppure con le assurde disposizioni di distanziamento sociale in corsia in vigore dall’anno scorso, che rendono il nuoto impossibile).

Come nel resto d’Europa, la circolazione virale ha decisamente mollato la presa e mentre i casi sono ormai in stabile discesa da piú di quattro settimane, anche gli ospedali vanno svuotandosi.
Il mio scorso articolo sull’epidemia é coinciso piú o meno con il momento di picco della terza ondata. Picco che, come ho avuto modo di scrivere un mese fa, era ancora in realtá percepito come un trend di salita e la preoccupazione regnava sovrana. Si é anche in realtà trattato di un contesto sotto certi aspetti “gonfiato” in quanto i toni catastrofisti, soprattutto per quello che riguardava la situazione degli ospedali, sono stati poi in parte smentiti.
Particolare polemica é stata fatta su un documento a firme del medico Matthias Schrappe, che ha dato vita al cosiddetto “DiVigate” (il DiVi é il registro statistico tedesco delle terapie intensive): secondo il documento, i dati di affollamento delle TI sarebbero stati gonfiati e presentati in modo da suscitare allarmismo e preoccupazione, allo scopo di incrementare l’accettazione popolare delle nuove restrizioni varate del Governo in Aprile [2].

Ora, se non altro, la discesa dell’incidenza sotto il 50 permette di potersi togliere qualche soddisfazione nel tempo libero senza dover sottostare all’obbligo di tampone che vigeva con incidenza tra 50 e 100. Fino a pochi giorni fa, difatti, per poter andare al ristorante, a fare shopping, in palestra, al centro commerciale, e per molte altre cose, era necessario un tampone negativo non piú vecchio di 48 ore. Ora che tale obbligo é decaduto, ci si puó concedere qualcosa in piú senza dover per forza farsi “testare”.

Permane naturalmente attenzione agli assembramenti, come ad esempio nel parco della Orangerie di Darmstadt, nel cuore di Bessungen, in cui nei weekend sono solite radunarsi fino a tarda sera nutrite compagnie di giovani e studenti universitari, con musica, divertimenti e molte bottiglie di alcolici.
Con i locali ancora chiusi e la fine del coprifuoco sancita dalla discesa dell’incidenza solo i 100, la Orangerie é tornata nelle scorse due/tre settimane a popolarsi di giovani al venerdí e al sabato sera. Situazione che ha portato a inevitabili segnalazioni alla Polizei e alla chiusura del parco della Orangerie, che ora viene “sigillato” tutte le sere alle 22 per evitare che possano formarsi altri capannelli di giovani festanti.

Insomma, situazione decisamente piú rilassata, ma per tornare alla normalitá … é ancora molto presto.
Ma non pensiamoci. Ora godiamoci tutti l’estate (per quanto ci sará concesso di fare) aspettando Ottobre 2021, il momento della veritá.

[1] Corona: Virologin Brinkmann warnt vor „Dauer-Lockdown für den Rest des Jahres“ – WELT

[2] #DiviGate: Sind die Daten zu Intensivbetten übertrieben? – ZDFheute

Die Corona-Lage: come va l’epidemia in Germania (20.04.2021)

La terza ondata prosegue implacabile, contagi e ricoveri continuano a salire. Le vaccinazioni accelerano ma gli ospedali lanciano l’allarme: le terapie intensive sono prossime alla saturazione. E il lockdown proseguirá con ogni probabilitá fino all’estate inoltrata.

Quando a fine Ottbre tutta Europa é tornata in lockdown, si poteva percepire dalla voce di mio padre al telefono quanto fosse sconsolato a fronte della certezza che non ci saremmo visti per parecchi mesi e che per la prima volta non saremmo stati insieme a Natale.
Io, che di mio non sono molto bravo nel cacciare balle a fin di bene e che sono fondamentalmente contrario a dare false illusioni alle persone, dissi allora, seppur a malincuore, che dovevamo avere pazienza e che con ogni probabilitá a Maggio dell’anno successivo ci saremmo potuti rivedere.

Si trattava, secondo me, di una previsione realistica e forse anche conservativa. Ero abbastanza confidente che per Maggio 2021 il peggio sarebbe stato definitivamente alle spalle e avremmo potuto viaggiare di nuovo.

Devo a malincuore ammettere di avere preso un granchio colossale.
Ad ora Maggio 2021 rischia di essere, per la Germania, il mese peggiore dall’inizio della pandemia, con la fine delle restrizioni ormai proiettata all’estate inoltrata.

Cosa é andato storto?

Oggi tutti si chiedono, dopo quasi 6 mesi di lockdown ininterrotto, che cosa non abbia funzionato. La Germania, il grande vincitore della prima ondata, sará con ogni probabilitá il grande perdente della terza e forse l’ultimo Paese a riaprire.
Mentre in Italia giá si programmano le riaperture e in Svizzera ci si prepara ai weekend di Ascensione e Pentecoste in quasi libertá, in Germania si introducono ulteriori inasprimenti e si guarda con piú apprensione che mai agli ospedali, con la capitolazione del sistema sanitario che pare essere ormai questione di poche settimane.

Eppure la Germania non ha praticamente mai allentato le misure, neppure quando l’incidenza settimanale nazionale era scesa a soli 60 casi per 100.000 abitanti a Febbraio (con ancuni Land sotto i 50).
È vero che tenendo tutto chiuso da Ottobre senza allentamenti la Germania ha avuto l’incidenza settimanale piú bassa d’Europa (il picco é stato poco sopra i 200) e meno vittime, tuttavia rischia di pagarne le conseguenze ora: i Paesi che hanno avuto incidenze piú elevate e che hanno usato approcci di apertura/chiusura a “yo-yo” come l’Italia ora stanno vedendo i casi scendere in modo abbastanza netto; in Germania non solo questa discesa non c’é, ma si osserva invece al momento una decisa salita dei contagi.

Dietro a questa débacle clamorosa del modello tedesco di gestione dell’epidemia potrebbe esserci sempre lei, la famigerata variante inglese. Oltre ad essere piú contagiosa, la variante inglese pare essere responsabile dell’abbassamento del’etá media dei malati gravi di Covid. Se nelle prime due ondate erano soprattutto gli anziani ad affollare i letti di terapia intensiva, ora qualcosa é cambiato: la fascia piú colpita adesso é quella 35-65, con l’etá media dei pazienti in rianimazione scesa a 47/48 anni. [1]

Questo comporta come ulteriore problema una aumentata permanenza dei pazienti in terapia intensiva. Un malato grave di Covid mediamente occupava un letto in rianimazione per 4-6 settimane. Ora questa tempistica si attesta a 10 settimane e sono proprio i piú giovani che devono piú a lungo lottare per la vita. [2]

Questo rende quindi la situazione dei posti in terapia intensiva estrememente critica, in quanto i letti si liberano molto piú tardi rispetto a quanto accadeva prima.
In Germania, a dire la veritá, i letti in rianimazione non mancano (sono piú di 27.000 i letti TI con respiratore) a mancare é, purtroppo, il personale. Ogni letto di terapia intensiva richiede tre team qualificati composti da medico rianimatore, infermiere specializzato, anestesista, che devono alternarsi su tre turni di 8 ore.
Ma il personale scarseggia e dopo 14 mesi di pandemia é esausto e prossimo al burnout. Molte cliniche hanno giá iniziato a spostare operazioni e interventi programmati e a limitare le prestazioni disponibili, e questo purtroppo non é che l’inizio: ci si aspetta che ai primi di Maggio sará necessario iniziare con il triage, cosa mai fatta prima d’ora in Germania.
Per la Nazione che durante prima e seconda ondata aveva accolto nelle proprie terapie intensive pazienti di altri Paesi, si tratta di una situazione davvero senza precedenti.

Avere sottovalutato la variante inglese é stato quindi sicuramente un possibile errore. Ma c’é solo questo dietro alla mancata discesa dei contagi?

Probabilmente no. Le misure di distanziamento sociale e il Dauerlockdown che vanno avanti ormai da Ottobre stanno iniziando a sfiancare la popolazione, e anche guardando al proprio piccolo, si apprezza come il livello generale di accettazione delle misure sia in sensibile discesa. Sono in tanti ormai a non rispettare piú le regole, soprattutto tra i giovani.

A partire dal generale rilassamento dell’attenzione che si apprezza un po’ ovunque, anche al supermercato: in coda alla cassa sono ormai uno dei pochi rimasti che rispetta alla lettera la distanza di 1,5 metri dalla persona davanti. Dietro di me, tutti ammassati e impazienti di depositare la loro spesa sul nastro, per non parlare poi di quelli che ti si strusciano addosso per prendere il barattolo di cetrioli di fianco a dove sei tu.
Ormai la “distanza” non la tiene piú nessuno. Pure al chiuso.

Ma c’é un altro episodio emblematico che mi ha visto indiretto protagonista due settimane fa: é sabato sera e io e Hanna abbiamo ordinato due pizze. Alle 20 arriva puntuale il fattorino di Lieferando, mi munisco di mascherina e scendo per ritirare le pizze.
Insieme a me scende anche la nostra nuova vicina di casa, una ragazza sui vent’anni che si é da poco trasferita nell’appartamento sopra al nostro insieme al fidanzato. Cercando il piú possibile di mantenere le “distanze”, arriviamo da fattorino ed ecco la sorpresa: la nostra vicina di casa ha ordinato… 10 pizze!
A meno che la nostra giovane vicina e il suo fidanzato abbiano il metabolismo di Barry Allen, trovo difficile giustificare un ordine di 10 pizze se non che dai nostri vicini si stia effettuando una cena tra amici in violazione delle normative anticovid. E infatti per tutta la serata i rumori provenienti dal piano di sopra sono inequivocabili.

Ma si tratta solo di gocce nel mare: da ogni parte si leggono notizie di compleanni, festeggiamenti, cene e festicciole abusive in case e appartamenti privati che vengono segnalati alla Polizei. In non pochi casi l’intervento delle forze dell’Ordine vede la situazione degenerare e sfociare in aggressioni agli stessi poliziotti. Segno inequivocabile che la tensione é altissima le persone sono davvero esauste delle restrizioni. [3]
Restrizioni che purtroppo non sono destinate a decadere presto.

Le contromisure saranno necessariamente dure.. e durature

Per correre ai ripari si sta approvando in parlamento una modifica alla Infektionschutzgesetz che prevede ora misure piú severe su scala nazionale e toglie ai Länder alcune discrezionalitá.

Innanzitutto, per evitare le feste e i ritrovi privati, ormai diventati un problema di difficile soluzione, é in arrivo a livello nazionale il coprifuoco alle 21, che scatterá automaticamente non appena l’incidenza supererá il valore di 100 (in che allo stato attuale vuol dire: praticamente in tutta la Germania).
Lo scopo del coprifuoco é proprio quello di evitare le feste private, che altrimenti sono difficilmente evitabili. Infatti la legge tedesca rende molto difficile per la Polizia entrare in una abitazione privata, pur in presenza dell’attuale normativa antiaffollamento che sancisce il divieto di incontri privati con piú di una persona non convivente.

Le scuole resteranno aperte e la chiusura automatica scatterá solo con una incidenza superiore a 165. Tuttavia i silgoli Landkreis potranno anche decidere a chiudere con incidenze minori. Quello che non potranno piú fare sará tenere le scuole aperte con valori di incidenza piú elevati.

Ristoranti, bar, birrerie, negozi, piscine, palestre, teatri, cinema, centri commerciali resteranno chiusi. Attualmente l’incidenza prevista per le riaperture é di 35 casi settimanali per 100.000 abitanti, un valore che presumibilmente potrá esse raggiunto solo a metá Giugno o a Luglio, visto che alla data di scrittura di questo articolo l’incidenza é di 170 e il picco dei contagi non é ancora stato raggiunto. Supponendo il picco dei contagi ai primi di Maggio, ci sará successivamente da aspettarsi una fase di discesa che tuttavia sará molto lenta, soprattutto per quanto riguarderá lo svuotamento delle terapie intensive e la pressione ospedaliera che continuerá ad essere elevata per buona parte dell’estate.
Se l’anno scorso a metá Maggio quasi tutti i “reparti Covid” si erano svuotati, quest’anno purtroppo andrá diversamente.

Contemporaneamente si discute di obbligo di test rapidi per le Aziende che hanno personale in presenza cosí come obbligo di homeoffice per tutti coloro la cui figura professionale non comporta necessitá di presenza in ufficio, ma la questione finisce per arenarsi ogni vonta che viene portata a galla. Non é affatto facile dal punto di vista normativo introdurre, regolare e, soprattutto, far rispettare un obbligo simile.

A nulla pare servirá l’accelerazione delle vaccinazioni messa in atto dopo Pasqua con il coinvolgimento dei medici di base. Grazie alle vaccinazioni nelle Praxis si é toccata per piú giorni nelle scorse due settimane la quota di 700.000 somministrazioni al giorno: un deciso cambio di passo che purtroppo arriva presumibilmente troppo tardi per avere un effetto apprezzabile sulla terza ondata.

Per i tedeschi un 2021 senza vacanze?

Per i tedeschi il 2021 potrebbe significare un quasi totale Ausfall della stagione vacanziera (al netto di improbabili pass Europei che per il momento esistono solo su alcuni articoli di giornale).
Con l’attuale andameno dei contagi ci si aspetta infatti che la situazione epidemiologica e ospedaliera permetterá di poter pernottare fuori casa a partire da Agosto. [4]

Va notato che in Germania gli spostamenti anche tra diverse cittá e regioni non sono mai stati vietati, tuttavia una regola nazionale in vigore dai primi di Ottobre (il cosiddetto Beherbergungsverbot) sancisce che gli alberghi non possono accettare ospiti per motivi diversi dalle trasferte di lavoro e questo divieto potrebbe decadere solo nella seconda parte dell’estate.
Per buona parte dell’estate saranno quindi di fatto possibili gite in giornata, ma in nessun modo si potrá pernottare e nessuno sa dire con esattezza quando cadrá questo divieto; si é ipotizzato Agosto come possibile momento della ripresa vacanziera ma la situazione rimane in costante e imprevedibile evoluzione.
Pertanto, il congresso tedesco di Virologia ha consigliato, per l’estate 2021, di pianificare solo solo gite fuori porta e turismo di prossimitá in giornata, e di non arrischiarsi a prenotare alcunché. [5]

Una beffa terribile per i Tedeschi, considerato che in Germania la stagione delle vacanze estive si chiude proprio in Agosto, con l’inizio delle scuole.
Il periodo di vacanza preferito dai Tedeschi, che va da Pasqua fino a Luglio, comprendendo tutti i weekend lunghi primaverili (Ascensione, Pentecoste e Corpus Domini) pare essere, per il 2021, ormai irrimediabilmente compromesso.
Rimane sempre naturalmente la possibilitá del turismo all’estero, che peró é legata alle condizioni di mobilitá che vi saranno durante l’estate. Se per spostarsi tra diversi Stati continueranno a essere necessari molteplici tamponi PCR (che costano dai 70 Euro in su) e quarantene, questo potrebbe rendere il turismo verso l’estero assai poco attrattivo e di fatto impraticabile per una famiglia tedesca. L’ingresso in Italia ad esempio, richiede due tamponi e 5 giorni di quarantena: decisamente una seccatura eccessiva.
Insomma l’estate 2021 si prospetta una estate di restrizioni per i Tedeschi, con la Germania soffocata nella morsa della terza ondata.

Ma a Berlino sembrano non preoccuparsene troppo. L’industria e la manifattura tedesca, veri motori del PIL nazionale, hanno di nuovo ingranato la quarta e le trimestrali del Q1 2021 dei grandi gruppi industriali nazionali, che vengono a poco a poco presentate agli investitori in questi giorni, fanno assai ben sperare in ottica ripresa.
La macchina industriale tedesca pare quindi essersi ben adattata ad una situazione di convivenza con Sars-CoV-2.

Insomma, nel 2021 per i Tedeschi niente vacanze, ma almeno il lavoro c’é.

[1] TV-Kritik zu „Maybrit Illner“: „Die auf den Intensivstationen sind im Durchschnitt 47 bis 48 Jahre alt“ – WELT
[2] Lage spitzt sich zu: Immer mehr Corona-Patienten in Nürnberg | BR24
[3] Illegale Party in Düren aufgelöst: Polizei wird angegriffen und muss Pfefferspray einsetzen – Nachrichten – WDRLockdown-Brechen in Niedersachsen: Corona-Partygäste attackieren Polizei | Niedersachsen (kreiszeitung.de)
[4] Corona: Kanzleramtschef Braun rechnet mit Reisen im Sommer – ZDFheute
[5] Virologen: Für den Sommerurlaub 2021 besser keine Fernreise planen | MDR.DE


Die Corona-Lage: come va l’epidemia in Germania (13.03.2021)

Ci siamo lasciati lo scorso Febbraio con l’incidenza in discesa e l’attesa per la riunione tra Bundesländer e governo federale del 10 Febbraio per decidere il da farsi. In quella occasione il lockdown fu prolungato fino al 7 Marzo, tra il plauso dei chiusuristi e della comunitá medica e le rabbiose reazioni dei rappresentanti dei settori colpiti, sempre piú in ginocchio. Alcuni settori, tra cui lo Sport e la Ristorazione, sono ormai chiusi ininterrottamente dalla fine di Ottobre e una Pleitewelle (termine tedesco che significa “ondata di fallimenti”) sembra ormai inevitabile.
Unica eccezione: barbieri e i parrucchieri, ai quali é stato concesso di aprire dal 1.Marzo. Una probabile conseguenza del video virale della Friseurin Bianka Bergler in cui si percepiva evidente lo stato di disperazione della categoria. Questo provvedimento tuttavia ha causato le reazioni piccate degli altri settori, tra cui il commercio al dettaglio, scocciati da questa disparitá di trattamento.
Un altro provvedimento che ha causato l’ira e l’agitazione dei settori colpiti dalle chiusure é stata la decisione, sempre datata 10 Febbraio, di abbassare da 50 a 35 il livello soglia di incidenza collegato alle riaperture. Decisione che Angela Merkel ha difeso con convinzione, perché il virus ora é cambiato e la contagiositá della variante inglese impone di riparametrare le riaperture.
Con leggere disparitá da zona a zona, dal 22 Febbraio é iniziata anche una riapertura per gradi degli asili e delle scuole, dando la prioritá agli alunni piú piccoli. Una bella boccata di ossigeno per milioni di genitori, sfiancati dal lockdown e dal dover seguire i figli a casa cercando contemporaneamente di lavorare.

Il buon andamento della curva dei contagi, nonostante la persistenza del lockdown, si é invertito intorno alla fine di Febbraio con i numeri che sono tornati lentamente a risalire. Se si avvererá la profezia di Karl Lauterbach riguardo al Turbo-Virus, é ancora presto per dirlo. Tuttavia oggi l’istituto epidemiologico RKI di Berlino rincara la dose e mette (per l’ennesima volta) in guardia: secondo un modello matematico che tiene conto della contagiositá della variante inglese, a Pasqua la Germania sará travolta da una escalation di contagi esponenziale in cui si supereranno i 40.000 casi al giorno (numeri finora mai visti in Germania, neppure nel pieno della seconda ondata). L’ormai noto parametro che condiziona la vita di tutti i Tedeschi, la 7-Tage-Inzidenz (nuovi casi settimanali per 100.000 abitanti) si era assestato intorno a 60 alla fine dello scorso mese, con tuttavia diverse regioni del Paese ampiamente sotto la soglia ritenuta “non-critica” di 50. Questo trend, che faceva ben sperare in vista del nuovo meeting tra Bund e Länder del 3 Marzo, si é purtroppo interrotto e in circa due settimane l’incidenza é risalita a oltre 70 (oggi siamo a 76,1).
Nessun boom, bensí una lenta risalita che tuttavia l’intero Paese tiene d’occhio col fiato sospeso.

Ciononostante, al meeting del 3 Marzo la linea chiusurista di Angela Merkel si é alla fine ammorbidita, probabilmente anche in considerazione del sentiment generale del Paese, che vede sempre piú tedeschi mettere in dubbio le misure prese dal Governo e importanti segnali di Lockdown-Müdigkeit tra la popolazione (stanchezza psicologica da lockdown).
Da lunedí 8 Marzo il commercio al dettaglio ha finalmente potuto riaprire dopo una chiusura che si protraeva ormai da metá dicembre, tuttavia solo su appuntamento e con notevoli restrizioni di presenze e affollamento. Queste aperture possono tuttavia restare in essere solo se l’incidenza é inferiore a 100. Anche le palestre hanno potuto riaprire, alle medesime condizioni (su appuntamento e incidenza sotto a 100). Musei e zoo possono riaprire, pur con restrizioni notevoli.
La gastronomia potrá aprire, solo all’aperto, con una incidenza inferiore a 50 stabile da almeno 7 giorni.
Nessuna luce in fondo al tunnel invece per hotel, piscine, cinema e teatri.

E per tutti gli imprenditori e i lavoratori dei settori colpiti dal lockdown purtroppo le cattive notizie non si fermano qui: nelle ultime settimane si sono moltiplicate le segnalazioni di frodi e ruberie ai danni del sistema federale di distribuzione degli Überbrückungshilfe, gli aiuti a fondo perduto per le imprese operanti nei settori colpiti. I pagamenti degli aiuti sono pertanto stati congelati.
A quanto pare, un numero imprecisato di truffatori (sembra diverse centinaia!) si é registrato nel sistema informatico federale di assegnazione degli aiuti, mettendo a segno efficaci operazioni di furti di identitá ai danni di imprese, intermediari e Steuerberater, riuscendo ad accedere indebitamente a milioni di euro di aiuti, fingendo di essere i legittimi destinatari dei contributi. Solo nel Nordrhein-Westfalen, in questo momento ci sono piú di 5600 denunce per sospette frodi nell’assegnazione degli Überbrückungshilfe. In alcuni casi, le tracce lasciate dai pirati informatici portano fino in medio oriente, alimentando l’inquetante sospetto che gli aiuti cosí indebitamente sottratti siano andati a finanziare il terrorismo internazionale.
Dall’inizio dell’epidemia, la Germania ha erogato piú di 86 miliardi di Euro di aiuti all’economia attraverso questo sistema. La facilitá di accesso e la rapiditá di pagamento di questi aiuti (spesso lodata dai media esteri) si é peró rivelata una terribile arma a doppio taglio… ora a farne le spese saranno purtroppo, ancora di piú, le imprese giá in crisi, che dovranno fare i conti con un accesso ancora piú difficoltoso alle sovvenzioni.

Se i settori colpiti piangono, altrettanto non puó dirsi per l’industria tedesca. Trainata dalla rampante ripresa della Cina (unico vero vincitore in questa crisi), la domanda di beni del settore secondario é alle stelle e l’export tedesco se la passa piú che bene, con la produzione in salita ben oltre le attese giá alla fine del 2020 e attualmente in assestamento su numeri di tutto rispettto anche in questi primi mesi del 2021.

Die Corona-Lage: come va l’epidemia in Germania (8.2.2021)

Mentre ci si avvicina rapidamente al 14 Febbraio (la fine programmata del lockdown in Germania) é pressoché certo che nel vertice previsto per mercoledí 10 Febbraio le misure di “lockdown duro” attualmente vigenti verranno prolungate fino almeno alla fine del mese. Nonostante l’incidenza sia in costante discesa e sempre piú cittá e Landkreis stiano finendo sotto al treshold considerato “critico” di 50 nuovi casi a settimana per 100.000 abitanti, la comunitá scientifica tedesca e l’istituto epidemiologico RKI invitano alla massima prudenza e a mantenere le chiusure attuali almeno fino a “primavera inoltrata”.
Secondo gli scienziati piú vicini ad Angela Merkel é ancora troppo presto per pensare ad allentamenti: una riapertura, anche parziale, farebbe ripartire la circolazione del virus portando la variante inglese a diventare il ceppo dominante nel Paese nel giro di poche settimane, gettando i presupposti per una devastante terza ondata in Marzo/Aprile.

Il ministro dell’economia Peter Altmeier, in una lunga intervista rilasciata ieri alla Bild, non si é voluto sbottonare circa un programma di possibili riaperture, limitandosi ad affermare che “é verosimile aspettarsi che, quando il sole splenderá e si potrá tornare a sedersi all’aperto, potremo mettere in atto le prime riaperture“. Dichiarazione che lascia ben poco spazio a speranze per imprenditori e occupati del settore.
Voci di corridoio degli ambienti del retail dicono che per le Aziende del settore commercio al dettaglio si ipotizza una riapertura dopo Pasqua, mentre per gastronomia, turismo, palestre e piscine si parla della domenica di Pentecoste (23 Maggio).
Si prospettano quindi mesi durissimi per le attivitá commerciali e del tempo libero in Germania, considerati anche gli aiuti statali che sono in forte ritardo e mettono a serio rischio la sopravvivenza di molte piccole attivitá che non possono contare su riserve di liquiditá. Settimana scorsa é diventato virale il video di una giovane parrucchiera di Dortmund che, disperata e in lacrime, racconta di essere oramai in rosso su entrambi i suoi conti correnti e di non avere piú i soldi per comprarsi da mangiare, mentre le sue richieste di ristori sono da tempo arenate alla Bundeasgentur für Arbeit per banali cavilli burocratici e rischiano di rimanere inevase ancora per parecchie settimane.

Nonostante il grido di dolore delle attivitá colpite, Angela Merkel ha dichiarato che la terza ondata va “evitata ad ogni costo” e secondo un recente sondaggio di YouGov piú della metá dei tedeschi é per una estensione del lockdown duro, mentre solo un terzo della popolazione si dichiara favorevole alle riaperture.
Effetto che (opinione personale) é stato sicuramente ottenuto grazie ad una “informazione della paura” che non ha nulla da invidiare a quella che si vede in Italia.
Ogni giorno sulle principali testate tedesche compaiono messaggi di catastrofe e sventura che non hanno nulla da invidiare ai vari Crisanti, Galli & co, ben rappresentati in Germania da Christian Drosten e Karl Lauterbach. È proprio Lauterbach in un tweet a mettere in guardia dal “Turbo-Virus” ovvero la famigerata variante inglese. In un grafico mostra come oggi la varante britannica rappresenti solo il 20% dei casi ma secondo un modello matemarico, essa prenderá in poche settimane il sopravvento e a Marzo esploderá la terza ondata. Secondo Lauterbach quindi non é proprio il momento di pensare a riaperture; al contrario bisognerebbe chiudere ancora di piú altrimenti saremo sopraffatti dal dilagare della variante inglese (sono proprio curioso di vedere come andrá! ne riparliamo tra un mese).
Ai summenzionati scienziati si é aggiunta recentemente anche la virologa Melanie Brinkmann, la quale ha dichiarato pochi giorni fa che “contro la variante inglese non abbiamo nessuna possibilitá“.
Si apprezza quindi come al momento costanti messaggi di negativitá e paura stiano, per ora efficacemente, alimentando un condiviso sentimento di “chiusurismo” tra la popolazione, con solo una minoranza propensa alle riaperture.

Nel frattempo da una casa di riposo tedesca nel distretto di Örsnabruck arriva una notizia potenzialmente “bomba”: 14 anziani ospiti della struttura, che avevano tutti ricevuto la seconda dose di vaccino Pfizer-Bointech lo scorso 25 Gennaio, sono risultati positivi alla variante inglese del Coronavirus.
Essendo la questione comprensibilmente delicata, al momento vige il massimo riserbo sulle loro condizioni di salute. Sembrerebbe tuttavia da prima informazioni che siano tutti asintomatici o pauci-sintomatici. Nei prossimi giorni se ne saprá probabilmente di piú.
Sicuramente questo é un ottimo banco di prova per capire l’efficacia del siero Pfizer-Biontech su anziani e virus mutato.
La “brutta” notizia é che a questo punto parrebbe ormai certo che il vaccino protegga dalla malattia, ma non dall’infezione.