Schwimmautobahn: in Germania ai tempi del Coronavirus é… vietato nuotare

Cari nuotatori che leggete dall’Italia, potete considerarvi fortunati: la riapertura delle piscine vi ha riconsegnato lo stesso ambiente che conoscevate, benché con qualche limitazione.
Le corsie del nuoto libero sono tornate ad essere quelle di prima, seppur con qualche prescrizione in merito alla numerositá dei nuotatori (che forse, un po’ egoisticamente parlando, é anche una buona cosa). Ma si puó ancora nuotare e allenarsi praticamente come in precedenza.

Al di lá delle Alpi le cose vanno decisamente peggio.

In Germania purtroppo si é deciso, anche alla luce del ritorno dei contagi giornalieri a quattro cifre, che il distanziamento sociale minimo di 1,5 metri debba essere rispettato anche in acqua. Questo comporta, per lo sport in piscina, enormi limitazioni.
In tutte le piscine coperte della Nazione, che stanno aprendo in questi giorni, é in corso di introduzione il concetto di Schwimmautobahn (Autostrada natatoria), che era giá stato sperimentato in alcune piscine all’aperto durante l’estate.

Benché il nome “Autostrada” possa far pensare a “velocitá”, si tratta putroppo dell’esatto opposto.

►Per garantire il rispetto del distanziamento sociale, le corsie sono a senso unico.
►Per andare avanti e indietro si nuota quindi usando due corsie.
►È obbligatorio nuotare al centro della corsia, e rimanere a minimo 1,5 metri dagli altri nuotatori.
►In virtú di ció, il sorpasso di nuotatori piú lenti é severamente vietato.
►Alla fine della vasca bisogna passare sotto la corsia e rientrare nuotando nell’altra corsia.
►Se nell’altra corsia c’é un nuotatore fermo in attesa di partire, bisogna aspettare finché questi non parte.
►Le virate sono vietate.

Per chi viola queste regole, c’é prima un ammonimento verbale, poi l’Hausverbot (praticamente un DASPO dall’impianto, della durata di uno o due anni, con tanto di segnalazione alla Polizia!)

In queste condizioni é diventato impossibile riuscire a rispettare qualunque scheda di allenamento. Il nuoto sportivo, all’interno delle corsie del nuoto libero, non é piu praticabile.

Se entra in corsia (con tutto il rispetto) un anziano che vuole fare le sue 20 vaschette a rana con la testa fuori, si deve andare tutti alla sua velocitá. Con buona pace di chi si vuole allenare.

C’é giá stato ovviamente chi ha protestato (vedasi qui ad esempio) e ha definito le misure come assolutamente esagerate, ma la risposta delle autoritá é stata NEIN, facendo anche richiamo al principio di solidarietá: per la salute di tutti, qualcuno deve fare sacrifici.
La prioritá (come si puó leggere in questa intervista) é poter dare accesso al nuoto libero alle persone anziane, ammalate e con disabilitá, per le quali la piscina rappresenta spesso l’unico modo per fare movimento.
Ai nuotatori sportivi viene consigliato non frequentare il nuoto libero e di iscriversi ad una squadra di nuoto per potersi allenare.

Sfortunatamente la situazione attuale ha giá spinto moltissimi nuotatori a presentare domanda di iscrizione presso le Schwimmvereine, col risultato che la maggior parte di queste ha chiuso le iscrizioni perché non piú in grado di offrire posti (anche in virtú della di fatto dimezzata disponibilitá di corsie per nuotare).

Insomma, in Germania allo stadio a vedere la partita si puó andare, sui treni si possono occupare tutti i sedili, ma in piscina… é vietato nuotare. Paese che vai, controsensi che trovi.

Piccola nota positiva: i prezzi non sono aumentati. Anche se onestamente avrei preferito pagare il doppio e poter nuotare come si deve.

Vedró di farmene una ragione e mi iscriveró in palestra (anche se ho sempre odiato le palestre). Ma quando uno non ha altra scelta….

Certo che ‘sto 2020 é veramente un anno di emme. Mai e poi mai avrei pensato che un giorno avrei dovuto rinunciare alla mia passione per il nuoto…

Si torna (finalmente!) a nuotare… con tanti dubbi per il futuro

Ieri mattina mi sono alzato di buon’ora e zaino in spalla sono uscito di casa alle 7:30 per andare al Großer Woog.

Si tratta di un Naturfreibad ovvero di un laghetto balneabile all’aperto, poco distante dal centro cittadino di Darmstadt. Ha riaperto da circa una settimana ed e rappresenta al momento l’unica possibilitá di nuotare nel raggio di chilometri.

Era da tanto che non nuotavo in acque libere, e mi sono divertito molto, è bello tornare a fare bracciate dopo tento tempo, anche se in palese situazione di disallenamento e di fiato corto…
Ad un certo punto si é anche messo a piovere a dirotto, ma noncurante di tutto ció, come del resto anche tutti gli altri nuotatori che erano in acqua con me, ho continuato dritto per la mia strada, macinando bracciate sotto la pioggia battente, con una sensazione di libertá e di appagamento che non sentivo davvero da tanto tempo.

La riapertura delle piscine dopo il picco Coronavirus in Germania sta avvenendo con un notevole ritardo rispetto all’Italia, in parte dovuto all’uso locale di chiudere tutti gli impianti al chiuso in estate (il che diminuisce notevolmente la disponibilitá di piscine), in parte dovuto ad un (a mio avviso) estremo eccesso di prudenza, e infine in parte dovuto al fatto che in estate in Germania le Freibad diventano veri e propri luoghi di aggregazione e svago dove moltissimi giovani e famiglie vanno per trascorrere una giornata all’aria aperta e prendere il sole (solo una minima parte dell’utenza va per nuotare) e di conseguenza sono considerati, a tutti gli effetti, come assembramenti. E conseguentemente, ahinoi, vietati.

Attualmente la piscina dove sono solito nuotare, la DSW-Freibad, per me comodissima perché risulta anche essere a due fermate di tram dalla mia Azienda, é aperta dal primo giugno solo per i tesserati della locale squadra di nuoto e cosí rimarrá per tutta l’estate. Ho quindi perso il mio punto d’appoggio principale per gli allenamenti. La piscina di Weiterstadt é anch’essa aperta solo per la locale squadra di nuoto e cosí sará fino all’inizio delle Sommerferien, dopo di che sará aperta al pubblico (massimo 8 persone alla volta) previa prenotazione telefonica e solo per gli abitanti di Weiterstadt (quindi io sono fuori dai giochi).

Per il Vereinsport (gli allenamenti delle squadre di nuoto) le misure di distanziamento in corsia sono rigidissime: si nuota massimo 8 atleti per corsia, in corsie di larghezza doppia. Gli atleti non possono sorpassarsi e va sempre rispettata una distanza minima di due metri. Queste condizioni spiegano perché sia necessario riservare intere piscine solo per le squadre di nuoto: serve un’enormitá di spazio per potersi allenare!

Sulla pagina della DSW-12, la squadra di Nuoto e di Triathlon di Darmstadt, una frase fa molto riflettere:
Uns sollte allen bewusst sein, dass wir als DSW-Mitglieder in einer privilegierten Situation sind und in den heutigen Zeiten ein freies Schwimmen in einem Bad nicht mehr selbstverständlich ist
Tradotto: “Dobbiamo renderci conto che come squadra di nuoto godiamo di un grande privilegio e che di questi tempi la possibilitá di nuotare liberamente in una piscina non é piú una cosa scontata

Insomma, sta succedendo né piú né meno quello che avevo pronosticato tre mesi fa, quando vennero chiuse tutte le piscine per il Coronavirus. Nuotare potrebbe diventare un privilegio per pochi. Il nuoto potrebbe diventare esclusivo solo per i piú dotati, per i piú veloci, e (eventualmente) per i piú facoltosi.

Non é un mistero che noi nuotatori siamo stati gli sportivi piú penalizzati dal lockdown e la mia preoccupazione é che continueremo ad esserlo per molti anni. Chi corre o chi va in bicicletta ha potuto continuare a farlo senza problemi e ha avuto solo uno stop di poche settimane, ma per noi lo stop é stato di quasi quattro mesi e chi nuota sa quanto uno stop del genere sia devastante. In due settimane di stop si perde la velocitá, un un mese si inizia a pardere il fiato. Dopo due mesi tutto il fiato specifico per i lavori in acqua é perso, e anche fare lavori a secco aiuta poco.
Per chi, come me, bicicletta e corsa non sono una opzione (considerato come si é sgretolata la mia anca nel botto del 2009, posso considerarmi davvero fortunato se oggi riesco a camminare senza problemi!) lo stop é stato disastroso. Infatti mi trovo oggi a scrivere con tutta la parte alta della schiene in preda a dolori e indolenzimenti per appena 1500 metri a stile libero fatti a ritmo decisamente tranquillo. Per non parlare poi del fatto che ieri dopo l’allenamento il mio battito cardiaco é rimasto accelerato per qualcosa come 8 ore… insomma, la forma fisica é andata completamente a farsi benedire e devo solo sperare di poter continuare a nuotare per riuscire a recuperare.

Perché purtroppo non é affatto sicuro che si potrá continuare. Il grosso punto di domanda é cosa succederá a settembre.
Attualmente il Großer Woog é accessibile per nuotare (ma anche solo per prendere un po’ di sole e rilassarsi) in base a turni prenotabili in anticipo su una piattaforma messa a disposizione dal Comune via Internet. I turni sono 8:00-10:00 ; 11:00 -14:30; 15:30-19:00; tra ogni turno vi é una pausa di un’ora per sanificare tutti gli ambienti comuni. Io ho preso il primo turno del mattino, che oltre ad essere quello piú usato dai nuotatori é anche.. l’unico disponibile! Per via del distanziamento sociale i biglietti disponibili sono limitati e i due turni pomeridiani sono giá esauriti fino a metá Luglio… rimane, per fortuna, con buona disponibilitá, il primo turno, che é stato pensato espressamente per chi nuota.

Ma cosa succederá quando si chiuderá a metá settambre? Se la piscina principale della cittá resterá riservata alla locale squadra di nuoto, rimangono solo la piscina dell’universitá (da sempre riservata alla squadra di nuoto e all’universitá), e il Bezirksbad Bessungen, una piscina coperta da 25 m vicino a casa mia. Se peró in questa piscina da 25 m bisognerá rispettare le prescrizioni di distanziamento viste sopra, quante persone potranno entrare? Quanto costeranno i biglietti di ingresso? Ma soprattutto… cosa deciderá di fare il Comune?
Si potrà ancora nuotare?

Ma soprattutto trovo assurdo che si applichino simili regole di distanziamento in acqua (dove il rischio contagio é minimo) e poi vengano permessi assembramenti al chiuso come le messe. Messe in cui peraltro sono giá scoppiati almeno tre focolai Covid-19 in Germania, causati dalla gente che si é tolta la mascherina per cantare, e non si é preso alcun provvedimento. Mentre invece una attivitá salutare e benefica come il nuoto é praticamente vietata o quasi.

Mi viene da dire che purtroppo le piscine e gli sport acquatici non sono una lobby abbastanza potente per ottenere privilegi… ma mi fermo qui per non cercare la polemica.


Piscine germaniche: vita da nuotatore in Germania

hallenbad

Chi mi conosce sa che dopo il rovinoso incontro con l’asfalto a 250 orari in quel di Monza ho definitivamente abbandonato lo sport motociclistico e ho quindi destinato tutte le mie (scarse) velleità sportive al nuoto.
Ecco, una delle cose un po’ strane con cui ho dovuto fare i conti qui sono le piscine. Qui in Germania, o perlomeno in questa zona, durante la stagione estiva le piscine al coperto chiudono. Tutte o quasi. Pochissime rimangono aperte. C’è una netta differenziazione tra le cosiddette “Hallenbad” ovvero le piscine coperte, e le “Freibad” ovvero gli impianti all’aperto. Normalmente, ai primi di maggio i primi chiudono i battenti, mentre le seconde aprono. Quindi se vuoi farti una nuotata, non hai altra scelta che gli impianti all’aperto. Questo per tutta la “Sommersaison” ovvero da Maggio a Settembre compresi. Ciò comporta almeno un paio di grossi, inevitabili, svantaggi.

Lati negativi: il tempo (atmosferico)

1) A Maggio e a Settembre in Germania il tempo (atmosferico) può giocare brutti scherzi, è assolutamente possibile avere temperature massime intorno ai 10 gradi… per i locali non è un problema, loro a nuotare (all’aperto) ci vanno lo stesso anche se nevica. Il problema invece per te c’è eccome, perché sei stato cresciuto dalla tua buona e protettiva mamma italiana che ti seppelliva sotto una coltre di maglioni e sciarpe non appena la temperatura esterna scendeva sotto i 20 gradi e sai bene che il tuo corpo non è assolutamente preparato a tutto ciò. Pertanto, onde evitare una sicura broncopolmonite, lasci perdere.

2) I tuoi allenamenti sono dipendenti dal meteo. Puoi provare a programmarli con l’ausilio delle previsioni del tempo ma il meteo nel Rheintal è estremamente variabile e cambia in fretta, pertanto la pianificazione spesso fallisce a causa dell’affidabilità delle previsioni – non molto elevata da queste parti. Pertanto è necessario passare dalla pianificazione ad una gestione “alla giornata” ovvero borsone da allenamento sempre con sè e all’uscita dall’ufficio previa valutazione di temperatura, situazione del vento e del cielo si decide se andare o no.
Purtroppo non è raro che capitino, anche in piena estate, periodi di tempo di M.. con pioggia e nuvole, in cui non riesci ad andare in piscina anche per 10 giorni consecutivi.

Va beh, ora che ho finito con i lati negativi, ne elenco qualcuno sicuramente positivo.

Lati positivi: Organizzazione e prezzi

1) In Germania le piscine sono molto piu´economiche che in Italia. L’impianto in cui nuoto abitualmente (vasca olimpionica + vasca ricreativa) costa 4,10 € durante la stagione invernale e 3,30 € durante la stagione estiva quando si nuota all’aperto. Prezzi che scendono ulteriormente se si passa agli abbonamenti. Un abbonamento annuale costa poco meno di 200 €.
È anche disponibile una tariffa scontata per chi entra nelle ultime ore di esercizio (normalmente dopo le 18 o le 19) in quel caso l’ingresso costa 2 €! Non ne vale la pena tuttavia, perchè le corsie diventano davvero affollatissime…

2) I tedeschi sono estremamente disciplinati in corsia, ad un livello generalmente superiore al nuotatore medio in Italia. Si dispongono con precisione rispettando la regola della corsia 4: i missili nuotano al centro, ai lati a scalare i più lenti. Ti danno sempre strada se vedono che arrivi più veloce. Se sono più veloci di te non sono assolutamente molesti nei sorpassi. Cercano quasi sempre di conciliare le tue pause e le tue ripartenze, nel limite del possibile. Non ho MAI, ripeto, MAI, dovuto inca**armi col solito cretino/a che ti parte davanti di proposito per darti fastidio (cosa che in Italia mi capita con regolaritá).

Velocità in corsia

Il livello del nuoto libero è mediamente più alto che in Italia – dove vado io non è così raro trovare gente che chiude ripetute da 100 metri a SL in meno di 1’20” e riparte dopo 10 secondi – cose che in Italia vedevo fare solo nelle corsie dell’agonistica. Se nel bel paese mi sentivo quasi sempre il re della corsia, qua ho subito una drastica ridimensionata.

Organizzazione corsie

Le piscine sono in genere così gestite: ci sono generalmente una, massimo due “Schnellschwimmbahn” ovvero le nostre corsie veloci. E ci entra solo chi nuota (per intenderci, chi in 30 min almeno 1500m li fa). Gli altri stanno nelle corsie laterali, generalmente non delimitate , riservate a chi vuole nuotare lentamente o in relax. Il resto delle corsie é riservato alle associazioni sportive e alle squadre (Vereine) oppure alle scuole. Le corsie a loro riservate (generalmente non meno di 4) sono conseguentemente chiamate “Vereinbahn” e “Schulbahn”. Se si nuota alla domenica, tuttavia, pressoché tutte le corsie sono disponibili al nuoto libero.

Spogliatoi

A differenza di quanto avviene generalmente nelle spa, gli spogliatoi sono separati tra uomini e donne, specie negli impianti più grossi. Può tuttavia capitare, nelle piscine più piccole, di avere lo spogliatoio in comune. In ogni caso, vi sono sempre cabine singole per cambiarsi e le docce sono sempre separate.
Il livello di pulizia in spogliatoi e ambienti comuni è circa equivalente alle piscine in italia – e anche qui, esattamente come in Italia, negli impianti comunali spogliatoi e docce sono messi un po’ peggio che negli impianti privati – eccetto per il fatto che le ciabatte sono, per molte persone, un optional. Almeno il 50% delle gente non le usa. Stesso dicasi per la cuffia (ma in questo caso, mi sono rapidamente adattato alle usanze locali ).

Il “Warmbadetag”

Alcune Hallenbad hanno, durante la stagione invernale, dei giorni in cui l’acqua è più calda (generalmente intorno ai 30 gradi). Questi giorni sono chiamati “Warmbadetag”. Di solito si tratta di impianti da 25 m. I tedeschi adorano l’effetto rilassamento dato dall’acqua tiepida, sfortunatamente non si tratta di una situazione ottimale per un allenamento. C’è un impianto vicino a casa mia in cui nei “Warmbadetag” l’acqua è a circa 28-29 gradi, per nuotare è abbastanza borderline ma si può fare. Certo non si possono fare lavori di velocità o di potenza, ma per fare 2500-3000 m in scioltezza va bene. Non per niente, è la mia nuotata relax del sabato.