Il vero prezzo del nostro tempo

Ieri sera ho letto un articolo sul sito internet di una nota rivista di automobili, avente come argomento il prezzo del carburante. Non mi sono soffermato tanto tanto sull’articolo quanto sui commenti dei visitatori del sito che in buona parte erano violentissime invettive contro i petrolieri, le accise, lo Stato, eccetera… ma in generale la frase che più ricorreva, soprattutto a conclusione degli interventi, era “ormai muoversi in macchina è diventato un lusso”.
E’ proprio quest’ultima affermazione che mi ha indotto a fare qualche riflessione.

Usando l’auto per andare a lavorare, attualmente mi alzo alle 06:20 di mattina e rincaso alle 19:30 / 20:00.
Se usassi i mezzi pubblici dovrei alzarmi alle 05:30 e rincasare alle 20:30 / 21:00. Il risparmio di denaro sarebbe consistente, ma la mia giornata lavorativa diventerebbe complessivamente qualcosa come 14/15 ore. Ne vale la pena? NO. Purtroppo il prezzo del carburante è il prezzo del mio tempo libero, un bene troppo prezioso per rinunciarvi e per il quale sarei disposto a pagare la benzina ancora di più.
Credo che valga un pò per tutti. Andando in macchina si fa prima, si sta più comodi, si perde meno tempo. E il prezzo del carburante diventa il prezzo del tempo che risparmiamo e che possiamo dedicare a noi e alle persone a cui vogliamo bene.
E non vale solo per gli spostamenti, ma anche per molti altri frangenti della vita. Carovita e crisi colpiscono implacabili, anche chi ha la “fortuna” di avere un lavoro deve lavorare ancora di più se vuole tirare avanti, perchè servono sempre più soldi ma è sempre più faticoso guadagnarli. E allora si lavora sempre di più, e si ha sempre meno tempo per sè. Per cercarsi il lavoro si è disposti ad andare sempre più lontano e i chilometrici e lunghi trasferimenti che ne conseguono consumano gran parte del nostro tempo.

Ormai credo sia questo questo il vero “lusso” di oggi… non tanto la macchina, la casa spaziosa, i ristoranti, le vacanze.. ma semplicemente.. il tempo libero.

Il tempo libero per godersi la vita, per godersi la compagnia di fidanzata, moglie, familiari, amici. O anche solo per riposare e recuperare energie.
E meno male che, seppur in quantità limitate, me lo posso ancora permettere.

Non ho tempo

Il tempo che scappa di mano...

Non ho tempo! Sì, lo diciamo tutti, ci sentiamo tutti così… perennemente senza tempo. I minuti, le ore, volano via e ci scappano di mano veloci e imprendibili come un battito di ciglia. Il tempo diventa in fiume in piena che travolge tutto, anche le cose che ci piacciono… quelle per cui vorremmo avere più tempo, ma non c’è n’è, mai. La sensazione perenne di essere sempre in giro, sempre in movimento, non fermarsi mai, neanche sedersi un secondo a prendere fiato… la tranquillità, questa sconosciuta. Tutte quelle volte in cui ne senti la mancanza e la vorresti, la aneli quasi una panacea per questo mal di fretta, questa frenesia di correre sempre… frenesia che non è tua, non la vuoi, ma è ovunque intorno a te e non puoi non farti trascinare via anche tu.

Giornate senza tempo, che iniziano alle sei meno un quarto. Fanculo, voglio dormire un po’, schiaccio “posponi”. Poi risuona, 05:58. Merda, non dovevo schiacciare posponi, adesso non ho tempo. Lavati, vestiti, esci di casa. Automobile, coda, ritardo, acceleratore. Ufficio, urgenze, imprevisti, casino. Telefono che squilla in continuazione. Persone che ti interrompono in continuazione. Non ho tempo. Devo fare, devo eseguire, devo completare, il tempo scorre e stringe al collo, come un cappio. A fine giornata più della metà di quello che è stato iniziato è ancora da finire, in compenso sono comparse cose nuove da fare, anche loro buttate lì, a metà. Ma non c’è tempo. Bombardamento di richieste, tutte da evadere immediatamente. Problemi di adesso da risolvere adesso. Sono arrivate le 18.30 in un baleno. Sono stanco, ecchecazzo. Il telefono squilla ancora. Basta non ne posso più. Me ne vado. E allora via di nuovo. Automobile, coda, casino. Tempo… di puro nervosismo, tempo perso. 50 km in quasi due ore. Senza tempo e senza pace, a casa alle 20.00 vai di corsa come un pazzo anche a prepararti la cena anche se ormai l’avresti, il tempo. Anzi, no. Alle 21.30 sono in piscina, allenamento del mercoledì. Ho saltato settimana scorsa, stavolta non posso bigiare. Quindi di corsa anche per mangiare. Grande invenzione il microonde. Sono a pezzi, altro che allenamento… però ho un po’ di tempo prima di andare. Finalmente. Accendo la televisione, mi siedo sul divano, chiudo gli occhi… e finisco per capitalizzare questo dolce, preziosissimo tempo… dormendo. Dannazione. Al risveglio m’incazzo anche un pochino.

Ore 21.45 sono già in acqua. Riscaldamento, lavoro centrale, defaticamento. La scheda di stasera è bella tosta. Manca il tempo per finirla…

Ore 23.45 sulla Shiro, in superstrada a tutto gas verso casa. Finora il momento più rilassante della giornata è stata la doccia fatta negli spogliatoi. L’unico momento, forse, in cui ho davvero staccato e ho pensato un po’ ai fatti miei. Più rilassante anche di quell’oretta di sonno che non volevo. Vorrei un po’ di tempo per me, per fare quattro parole con qualcuno, per un po’ di vita sociale, per un pochino di relax vero. Anche solo una mezz’oretta a casa, a leggere un libro. Ma non c’è tempo. Ogni minuto concesso ora sarebbe una pericolosa estorsione alle ore di sonno.

Quindi basta così. Cala il sipario, è finita la giornata e tra meno di 6 ore ne inizia un’altra.

 

A volte mi chiedo se abbia senso tutto questo. Perché l’uomo moderno ha voluto trasformare l’esistenza in un delirio frenetico? Perché ci sentiamo sempre, costantemente, strangolati dal tempo? E’ giusto strozzarsi la vita con tremila cose da fare, scadenze impossibili, impegni irrinunciabili e doveri improrogabili? Ne vale la pena?

 

“Chi ha il tempo? Chi ha il tempo? Ma se non ce lo prendiamo mai il tempo, quando mai lo avremmo il tempo?”

Il Merovingio, da Matrix Reloaded