Germania sí, Germania no. Orientarsi e informarsi nella rete degli esaltati e dei detrattori.

Articolone di fine anno tra il filosofico e il polemico

Sulla Germania da sempre si discute moltissimo, soprattutto in questi ultimi anni contrassegnati da una fortissima emigrazione dall’Italia e dal successo di alcuni vloggers e bloggers che parlano di questo Paese.

Si distinguono, in questo frangente, due grandi schieramenti contrapposti.

I Germania-Esaltati

Sono quelli per cui la Germania é il top assoluto, un paradiso in terra con qualitá della vita a livello ultraterreno, stipendi da supermanager anche per chi é impiegato come operaio in fabbrica, cittá lastricate di puro benessere con servizi perfetti e zero criminalitá, Aziende pronte ad accoglierti col tappeto rosso offrendo trattamenti economici sconosciuti in Italia.
Si tratta anche generalmente di persone che disprezzano l’Italia in modo massivo, e impegnano tutte le loro energie quando si tratta di rimarcare tutto ció che in Italia va male e tutto ció che in Germania va bene.
E ovviamente, dicono a tutti “andate in Germania”.

I Germania-Detractors

Sono quelli che ti dicono che la Germania é finita, che é diventata uno schifo, che va tutto male. Generalmente é gente che vive in Germania da anni, magari anche da molti anni, e che utilizza tale “anzianitá” come rafforzativo della validitá delle proprie opinioni (lascia che ti dica io come stanno le cose, che io in Germania ci vivo da trent’anni) e che della Germania racconta dei prezzi delle case fuori controllo, del’immigrazione incontrollata, del degrado rampante nelle cittá, dei minijob, del Kurzarbeit, della sottoccupazione, del ridimensionamento dell’industria, dei licenziamenti nelle fabbriche, delle periferie degradate delle Mietkaserne, e cosí via.
E ovviamente, dicono a tutti “non venite in Germania”.

Proviamo a tornare sulla terra

Houston, abbiamo un problema! Immaginiamo di essere a bordo di una capsula Apollo (anzi Orion, per stare al passo coi tempi) e ci troviamo bloccati a cavallo tra due orbite: quella degli esaltati e quella dei detrattori. Muoversi tra le due orbite é molto facile, basta qualche spintarella dei razzi di controllo di assetto e possiamo vedere contenuti sia da un lato che dall’altro. Quello che é difficile é iniziare il rientro nell’atmosfera e la discesa sul pianeta Terra.

Perché finché rimaniamo nelle due orbite, vediamo il pianeta da molto in alto e possiamo farci la nostra idea di come sono le cose lá sotto… ma l’unico modo per capire davvero é avere la voglia e l’intraprendenza di approfondire piú da vicino.
E approfondire in modo dettagliato é molto piú impegnativo! È necessario avvicinarsi, rientrare nell’atmosfera e scendere sulla Terra. E per rientrare nell’atmosfera sono necessari calcoli complicatissimi e precisione millimetrica, pena finire arrostiti oppure essere imbalzati nel gelo del cosmo.

Questa metafora nerd-aerospaziale é per spiegare come tutto questo purtroppo abbia a che fare con i meccanismi perversi alla base di Internet. I contenuti, per massimizzare la generazione di click, devono essere estremi, sensazionalistici, portatori di notizie pesanti e che fanno colpo.
Veloci da consultare, impattanti e non troppo approfonditi. Perché il loro scopo non è fare vera informazione bensì soltanto quello di generare click e di innescare discussioni-vespaio nei commenti, che attraggono a loro volta altre visualizzazioni e altri click…
Contenuti obiettivi, ricchi in informazioni, ragionati e dettagliati, sono purtroppo svantaggiati dalla “selezione naturale” operata dagli algoritmi di Internet.

Io stesso, sul mio blog, propongo contenuti “vecchia maniera”, ovvero testi descrittivi e tecnici. Giá alcune volte mi é stato criticato questo approccio (sono stato contattato da sedicenti “esperti di comunicazione” che proponevano, ovviamente a pagamento, servizi di “revisione” dei miei contenuti per renderli piú adatti ai tempi e piú acchiappaclick).
Oggi infatti l’internet mainstream vuole contenuti brevi, di impatto, meglio se organizzati in bullet points oppure meglio ancora: niente testo, fare un bel video. Perché la soglia media di attenzione nell’era dell’internet moderno é di pochi minuti quindi (sempre secondo gli esperti) non ha senso preparare “muri di testo” perché oggi ormai non li legge piú nessuno.

Non dubito della buona fede degli “esperti” tuttavia la mia risposta che viene dal cuore é: benissimo, se non sei disposto a prenderti del tempo per leggere, studiare, preparati e imparare, allora i contenuti degli esaltati/detrattori mainstream sono perfetti per te.
Perché riflettono quella che é la tua voglia di approfondire e di imparare veramente: zero.
I miei contenuti sono di un altro livello, quindi non fanno per te. I miei contenuti sono approfonditi e richiedono attenzione, riflessione e magari anche una rilettura. Quindi a chi è pigro suggerisco di lasciar perdere.

Trasferirsi all’estero é una decisione che cambia la vita e non la si puó prendere a cuor leggero. I miei post sono volti a fornire elementi utili a chi vuole prendere una decisione circa un trasferimento in Germania offrendo informazioni prima di tutto utili, ma anche mirate, approfondite e il piú possibile imparziali.
Dico “il piú possibile” perché tutti quanti abbiamo dei bias e nessuno é perfetto: anche io certe volte, quando scrivo, mi rendo conto che devo rielaborare e riformulare alcune mie frasi perché ci metto troppo del mio personale, col rischio di mandare al lettore un messaggio parziale. Mentre invece, quando scrivo articoli informativi su come funzionano le cose qui, questo non andrebbe fatto.
Ma vi assicuro che, nel limite del possibile, questo é uno sforzo che faccio sempre.

Il fatto é che ogni storia di emigrazione é una storia a sé stante, é una delle piú grandi sfide che si possono affrontare nella vita, ed é qualcosa di strettamente personale. Ci sono storie di emigrazione di grande successo e di realizzazione cosí come ci sono storie di emigrazione di grande sofferenza costellate di cocenti delusioni.

Gli esaltati cercheranno di convincervi che se verrete qui sará sicuramente un successo, mentre i detrattori faranno di tutto per instillarvi nella testa di non venire qui perché la vostra esperienza sará sicuramente una schifezza.
Il piú delle volte dietro a queste prese di posizione nette e drastiche c’é solo brama di click e di visualizzazioni, senza contare una certa voglia di dare nutrimento ai propri confirmation bias. Magari perché loro si sono trasferiti qui a loro volta e a loro é andata bene (o male), quindi vogliono convincervi che andrá bene (o male) anche a voi. Per farlo faranno un accurato cherry picking, stando attenti a dare risalto solo a quelle notizie e informazioni che sostengono le loro opinioni.

Insomma, bisogna fare molta molta attenzione a chi si dá ascolto circa il tema “Germania”.
E non fatevi impressionare da quelli che si mettono su un piedistallo forti del fatto che “io in Germania ci vivo da trent’anni” perché non conta un fico secco da quanto tempo sei qui, conta quanto hai imparato. Un tronco non diventa un coccodrillo solo perché sta trent’anni in acqua.
Uno puó stare in Germania anche 50 anni e imparare poco o nulla, della Germania. Ho conosciuto gente che é qui da 30 anni e ha ancora un tedesco da terza elementare senza azzeccare mezza declinazione, tiene ancora il cellulare in Italiano, a casa guarda solo la TV Italiana, e per qualunque evenienza burocratica si rivolge ancora ai patronati che parlano Italiano.
Io sono qui da 5 anni e mi sono sempre sbrigato tutta la burcrazia da solo, tengo seminari tecnici in tedesco, gestisco clienti e fornitori in tedesco, e sempre in tedesco eseguo operazioni finanziarie appoggiadomi a Finanzberater indipendenti; e da poco ho anche iniziato a investire in immobili nella Metropolregion Rhein-Neckar. E nonostante ció, ho sempre ancora l’impressione di stare solo iniziando a scoprire questo Paese, e nel tempo libero cerco poco alla volta di imparare di più della sua storia e letteratura.
Perché da quando sono arrivato qui non ho mai spesso di studiare e di imparare tutto il possibile sulla Germania. Nel bene e nel male.

La verità alla fine è una sola, e cioè che se verrete qui, la vostra storia la costruirete voi. Cercate quindi di non farvi influenzare da messaggi eccessivamente antisonanti e impetuosi, e concentratevi su voi stessi.
Se deciderete di avventurarvi in Germania per una nuova esperienza di vita, sará una storia solo e soltanto vostra, unica e irripetibile.
Nessuno puó dire se andrá bene o andrá male, ma credetemi, voi potete fare molto per influenzare il risultato. Informandovi e preparandovi.

Internet é una autentica miniera d’oro per chi vuole informarsi e prepararsi, ma ha purtropo un grande difetto: é ottimizzato per chi ha bassissimi livelli di attenzione e per la promozione di contenuti estremi e antisonanti. Serve quindi uno sforzo extra per trovare informazioni di qualitá, possibilmente anche conoscenza della lingua tedesca per estrarre notizie e informazioni il piú precise possibili.

Per chi fosse capitato in questo Thread proprio a seguito di una ricerca sul tema Germania e volesse approfondire, consiglio di fare un salto sulle mie pagine Vita in Germania e Trasferirsi all’estero per consultare lo storico dei miei articoli, preselezionati per argomento.

Idealmente, se mi venisse chiesta una ipotetica checklist delle informazioni da cercare e da analizzare, direi che per prima cosa andrebbe capito se la Germania puó fare per voi, se vivere qui vi potrebbe piacere oppure no. Ne ho parlato in un articolo di qualche tempo fa, in cui ho affrontato alcune delle domande da porsi per capire se siete tipi da Germania.
La Germania, poi, é molto grande, e le differenze regionali sono marcate, esattamente come in Italia. Se avete giá chiara la regione in cui volete trasferirvi, vi consiglio caldamente di concentrare i vostri sforzi sulla ricerca di informazioni attinenti alle regione che vi interessa. A cambiare infatti non é solo la gente, le tradizioni, gli usi e i costumi, ma anche la lingua (con cambi di inflessione molto pesanti e importanti differenze di vocabolario), i passatempi nel tempo libero, gli hobby, l’orientamento politco e l’atteggiamento verso i forestieri.
Vi é poi il discorso lavorativo: é importate cercare di capire quanto potete guadagnare realmente e quale riferimento stabilire per le negoziazioni. Sugli stipendi in Germania (e su come informarsi) ho scritto un articolo tempo fa che é ancora oggi attuale; ma in molti casi é adirittura possibie mettere le mani su cifre concrete come nel caso del contratto dei metalmeccanici IG Metall di cui ho parlato in un articolo apposito.
Sempre rimanendo in tema lavorativo, vi sono molte differenze di mentalità e di metodo tra l’Italia e la Germania, il modo in cui si lavora qui è sostanzialmente diverso rispetto all’Italia e la stessa vita di tutti i giorni in ufficio è “abbastanza” diversa. Ne ho parlato anni fa in un articolo: 10 abitudini lavorative che probabilmente dovrai abbandonare se ti trasferisci in Germania. Queste diversità potrebbero rendervi la vita in Germania molto gradita (o molto meno) rispetto all’Italia.
Molto importante e strettamente collegato al tema lavoro è l’aspetto assicurazioni e previdenza sociale: in Germania vi sono assicurazioni sanitarie pubbliche e private con vantaggi e svantaggi, le pensioni (statali) sono molto basse e organizzarsi il proprio retirement con strumenti integrativi è un must assoluto, senza contare altri tipi di assicurazioni che è assolutamente opportuno stipulare se vi trasferite qui.
Dovete inoltre mettere in conto uno Stato abbastanza esigente in termini di rispetto delle regole e una mentalità in generale molto “quadrata” di fronte ad errori anche piccoli. Leggerezze e “ragazzate” fatte nella vita o sul lavoro in Italia vengono quasi sempre perdonate e si chiude un occhio (anche due) mentre in Germania si verrà sempre puniti secondo le regole, senza eccezioni. Questo talvolta può portare a subire conseguenze molto gravi per errori anche piccoli ed è una cosa da tenere bene a mente perchè rappresenta una grossa differenza con l’Italia: in Germania sul rispetto delle regole non si scherza. Ne ho parlato in un articolo di qualche tempo fa.
Non voglio poi stressarvi sulla questione abitare, trovare casa o comprare casa, probabilmente saprete già che in Germania è decisamente più difficile che in Italia. Se vi interessa l’argomento consultate i vari articoli disponibili elencati sulla pagina Vita in Germania.
Anche l’argomento costo della vita è molto complesso. Ho provato ad affrontarlo qualche anno fa in un confronto tra Monza e Darmstadt, che tuttavia risulta abbastanza datato visto che riguarda il 2018, quando Covid-19 e inflazione ancora non erano arrivati. In linea di principio, posso dire che venendo dalla Lombardia, non ho notato grossi stravolgimenti nelle mie spese ordniarie e straordinarie e nel mio carrello della spesa. Ma siccome l’argomento varia molto anche da zona a zona, il mio consiglio è: documentatevi. Affitti, immobili, mezzi di trasporto, carburanti, ristoranti, automobili, mobilia, alimentari, sono tutte cose i cui prezzi si consultano facilmente su Internet. Fatevi un giro su rewe.de o kaufland.de e divertitevi.

Ora, in mezzo a tutto questo uno potrebbe legittimamente chiedersi, qual è la cosa più importante di cui tenere conto. Cosa fa davvero la differenza per un trasferimento all’estero che ti cambia la vita in meglio.
Secondo me il presupposto fondamentale è che sia soddisfatta la primissima condizione che ho elencato: la Germania deve essere un posto che vi piace, che vi fa sentire a vostro agio, che vi fa stare bene.
Altrimenti anche lo stipendio più alto del mondo, il lavoro più figo del pianeta o l’amore più appassionante dell’universo prima o poi vi staranno stretti e non vi sentirete bene.
Quindi secondo me vale la pena investire qualche energia sul capire se siete tipi da Germania. Se poi scoprirete che è così, avrete probabilmente ancora più motivazione a proseguire nel vostro intento.

Ma soprattutto, qualunque sia il vostro progetto (di espatrio o qualunque altra cosa) per il 2022, vi faccio i miei auguri affinchè sia un successo.

10 cose (positive) sul trasferimento in Germania

Se prima vengono le cattive notizie, ecco qui le buone: la Germania é un paese che amo da sempre (se no mica ci sarei venuto a vivere) e quindi a seguire trovate quelle che secondo me, sono tra le cose più positive che potete trovare a Nord del Gottardo. Buona lettura!

1) I Trasporti
In Germania avrete molto facilmente il bus o il tram sotto casa o a poca distanza da casa, anche se non abitate in una grande cittá. Qui abitando in una qualunque cittá di provincia, potrete facilmente avere un livello di servizio di trasporto pubblico paragonabile a quello di chi abita in centro a Milano. Ma non solo in cittá: sono sempre rimasto colpito da come i Tedeschi (cosí come anche gli Svizzeri e gli Austriaci) riescano a infliare una linea ferroviaria in ogni dove, anche nelle campagne piú isolate e nelle valli piú impervie e improbabili.
Inoltre possedere e usare un’automobile in Germania a conti fatti costa molto meno che in Italia, il bollo per le auto a benzina é la metá della metá, le assicurazioni sono piú economiche, tutte le autostrade sono gratis, benzina e gasolio costano 30 centesimi al litro in meno.

2) Pianificazione, ordine, orari
Se detestate il modo di vivere e di lavorare caotico, disorganizzato e ingarbugliato tipico del Nord Italia, costituito esclusivamente da sbattimenti, “urgenze di adesso di risolvere adesso”, casini giornalieri senza nessuna pianificazione o gestione delle prioritá, giornate lavorative che finiscono alle 21 con 100 cose iniziate per non finirne nessuna, ecc… beh, la Germania vi piacerá di sicuro.
In Germania nessuno ti dirá “ehi, che fai, mezza giornata oggi?” se osi andartene dall’ufficio alle 17:30.
In Germania scoprirai quanto é bello lavorare la metá, con un quarto dello stress, producendo il doppio.

3) Meritocrazia
Se si sa fare bene il proprio lavoro e si dimostra sul campo di valere con fatti concreti, in Germania si viene ricompensati subito, senza se/ma/forse/aspettiamo/vediamo/ne riparliamo. Sia a livello di carriera che economico.
Qui non esistono le promozioni senza aumento, diventate ormai uno sport molto caro alle Aziende in Italia. Qui le promesse sono messe per iscritto e vengono sempre mantenute. Il vostro lavoro sará misurato e se avrete fatto bene otterrete riconoscimenti immediatamente, non pacche sulle spalle.
Non é un problema neppure per uno straniero arrivare a posizioni di vertice, in quanto ormai tedeschi con Migrationshintergrund di terza e quarta generazione rivestono ruoli sociali importanti e le Aziende tedesche sono abituate alla multiculturalitá, avendo in organico tanti immigrati, anche in ruoli importanti.

4) Retribuzioni
In Germania per i laureati in materie tecniche, economico/finanziarie e scientifiche le retribuzioni possono essere doppie (o anche di piú) rispetto a quelle italiane, a fronte di un costo della vita paragonabile a quello del Nord Italia.
Per chi fa lavori meno specializzati questa forbice si restringe, ma dipende sempre dalla richiesta e dal settore. Un lavapiatti in Germania non guadagnerá molto di piú di un lavapiatti in Italia, ma un mulettista con esperienza o un operaio specializzato guadagneranno probabilmente “abbastanza” di piú. È chiaro che bisogna anche essere preparati e non farsi infinocchiare sull’argomento “retribuzione” in sede di colloquio di lavoro. Qualche consiglio lo trovate in questo mio articolo.

5) La sostanza supera la forma
In Italia, al Nord in particolare, per arrotondare lo stipendio si fa ricorso alle ore straordinarie, gli aumenti vengono distribuiti in base alla timbrature e si fa a gara a chi rimane di piú in ufficio. Questo perché in Italia da sempre conta molto di piú “far vedere che fai” rispetto a quello che effettivamente fai! Se sei bravo a parlare e a farti pubblicitá, in Italia puoi fare molta strada anche se sei un incompetente.
In Germania funziona diversamente.
In Germania conta una sola cosa: risultati – se sei un cialtrone incapace vieni smascherato senza appello nel giro di qualche settimana o qualche mese – il sistema ERA stabilisce regole chiare sulla cui base il tuo stipendio viene “arrotondato” (parte fissa + parte variabile) esclusivamente in relazione alla tua performance e ai risultati che consegui.
In breve: qui conta la sostanza, molto piú della forma e dell’apparenza.

6) Mercato del lavoro (non solo per Ingegneri)
Oggi (2019) in molti parlano di recessione, e probabilmente una fase di recessione sta effettivamente arrivando, tuttavia il mercato del lavoro in Germania é piú vivo che mai. Qui sono le Aziende a contattare le persone via social offrendo lavoro. Ci sono migliaia e migliaia di posizioni aperte e le Aziende faticano a trovare una grande quantitá di fugure professionali, dalle commesse nei negozi di abbigliamento ai tecnici specializzati.

7) Esiste ancora l’ascensore sociale
Da quando vivo qui ho conosciuto alcuni miei coetanei Italo-tedeschi di seconda generazione, figli di Italiani arrivati qui negli anni 70 senza soldi, senza istruzione e senza lavoro. Nonostante la provenienza umile questi ragazzi hanno potuto studiare e sono divenati Ingegneri, Fisici, Dottori, parlano il tedesco quasi meglio dei tedeschi (piú almeno altre due lingue) hanno impieghi prestigiosi e ben retribuiti e si sono conquistati un tenore di vita e una posizione sociale molto superiore a quello dei loro genitori.
In Germania lo status di ricchezza e istruzione non è ancora diventato una questione squisitamente ereditaria.

8) Sostanziose detrazioni fiscali
Ho scritto qualche giorno fa che tra la cose “negative” della Germania vi sono le elevate trattenute in busta paga, soprattutto per chi non é sposato e non ha figli. Tuttavia una parte di queste trattenute puó essere recuperata nella dichiarazione dei redditi grazie al sostanzioso pool di detrazioni fiscali disponibili: vi sono detrazioni per il tragitto casa lavoro (30 centesimi a chilometro), per i vestiti, per le attrezzature e gli accessori acquistati per il lavoro, vi sono detrazioni per i vostri viaggi Germania-Italia (anche privati) se possedete un immobile in Italia, potete persino detrarre eventuali aiuti economici inviati alla vostra famiglia in Italia! E il tutto, udite udite, non solo per chi é in proprio ma anche per i lavoratori dipendenti!
La dichiarazione dei redditi si fa comodamente su Internet spendendo 20 euro. Basta conoscere il tedesco ad un livello intermedio e avere qualche minima nozione di ragioneria…

9) Qualitá dell’aria in cittá
Parlo per me che arrivo dall’hinterland a nord di Milano: qui pur vivendo in cittá l’aria é completamente diversa. Ho visto cieli molto piú azzurri a Francoforte che a Milano. In tre anni e mezzo in Germania non ho avuto neanche un raffreddore.
L’unica zona della Germania in cui ho provato quella stessa sensazione di “aria pesante” e malsana come a Milano e hinterland é la conurbazione della Ruhr. Ma per il resto, secondo me, qui l’aria é assolutamente migliore che nelle metropoli lombarde.

10) Birra, vino, divertimenti
La capacitá dei tedeschi di godersi la vita vi stupirá. Amano la compagnia, la buona birra, il buon vino. In Valle del Reno, Pfalz, Baden scoprirete borghi affasinanti, cantine che producono fantastici vini bianchi, feste e sagre tipiche, lontane dalla Germania piú “turistica”. In Baviera, manco a dirlo, troverete feste del luppolo e le piú grandi e famose feste della birra della Germania. A Köln vi divertirete a vedere i “piccoli” bicchieri della Kölsch che, come per magia, si riempiono da soli senza che voi ordiniate il bis ! E tante altre piccole e grandi cose, che rendono secondo me la Germania un posto davvero piacevole anche per il puro svago.

10 cose (negative) da sapere prima di trasferirsi in Germania

Se la vita mi ha insegnato qualcosa è che il successo di ogni progetto nasce prima di tutto da una pianificazione attenta. E un trasferimento all’estero non fa eccezione.
Per pianificare servono innanzitutto informazioni, e se quasi sempre presi dall’entusiasmo ci si va a concentrare sugli aspetti positivi, ci sono soprattutto quelli negativi da tenere in considerazione. Perché é proprio dagli aspetti negativi che possono nascere i rischi e i problemi che ci possono creare dei casini e magari far naufragare un progetto che era nato sotto i migliori auspici. Perché tante volre nella vita ci si trova a dirsi.. “Accidenti. A saperlo prima…”
Ecco quindi quelle che sono alcune cose negative da tenere secondo me piú in considerazione se ci si vuole trasferire in Germania.
Poi, per par condicio, scriveró anche un articolo sulle cose positive 🙂 . Ma come tradizione vuole: prima le notizie cattive, poi quelle buone.

1) In Germania farete una fatica immensa per trovare casa.
La concorrenza per gli appartamenti in affitto é serratissima, dovrete prepararvi a mesi di estenuente ricerca ed essere stranieri non vi aiuterá affatto.
Sull’argomento ho giá scritto in abbondanza, quindi se volete saperne di piú, ecco qui qualche mio articolo che esplora piú in profonditá la situazione.
Habemus domicilium! Finalmente ho trovato casa in Germania
Wohnungsnot: perché sta diventando sempre piú difficile trovare casa in Germania
Qualche numero sull’emergenza abitativa in Germania

2) In Germania difficilmente potrete permettervi la casa di proprietá.
In Italia ancora oggi nonostante la crisi persistente tutti o quasi riescono a comprare casa, mentre in Germania comprare casa rischia di diventare presto un sogno irrealizzabile anche per la classe media. Questa considerazione é valida soprattutto nelle grandi e medie cittá. Il boom immobiliare iniziato nel 2010, che ha portato i prezzi delle case a raddoppiare in meno di 10 anni, non dá alcun segno di rallentamento, con i prezzi che aumentano tra il 5 e il 10% all’anno nelle grandi cittá. Questo sta attraendo sempre piú investitori da tutto il mondo che fanno la fila per comprare immobili in Germania e sono in molti a temere un “effetto Vancouver” per gli anni a venire.
Se non si ha una retribuzione di livello almeno dirigenziale, comprare casa in Germania (in cittá) é difficile. Ecco un paio di articoli che ho scritto a riguardo:
Il Boom Immobiliare: cosa sta succedendo in Germania
Conviene oggi (2019) comprare casa in Germania?

3) Alcuni tedeschi vi saranno ostili perché siete Italiani.
Le ultime elezioni parlano chiaro: esiste un 10% abbondante di tedeschi che ce l’hanno con gli stranieri. Se principalmente sono i Turchi e i magrebini ad essere in cima alla hit parade degli stranieri piú antipatici per l’elettore medio dell’AfD, non pensate che gli Italiani godano di una fama molto migliore. I Tedeschi sono fondamentalmente brava gente, ma la legge dei grandi numeri vuole che, prima o poi, incontrerete qualcuno che fa parte di quel 10% a cui gli stranieri stanno parecchio sulle scatole. E il modo in cui verrete trattati potrebbe essere una esperienza non proprio edificante, tuttavia costituire al tempo stesso una importante lezione di vita (perché sarai sempre il terrone di qualcuno). Ecco come é andata nel mio primo incontro con un Tedesco razzista e maleducato.

4) In Germania dovrete imparare a stare alle regole (per davvero).
Tutti in Italia invochiamo il rispetto delle regole, salvo che a rispettarle debbano essere sempre gli altri (sí, é cosí). In Germania le regole le rispettano piú o meno tutti, a partire da chi ne invoca il rispetto e da quelli che le fanno. È un mindset difficile da cambiare per chi arriva dalla Penisola, e bisogna adattarcisi in fretta. Soprattutto quando si sfora una regola “a fin di bene”, cosa che viene fatta spessissimo in Italia; qui no, non funziona cosí. Non interessa a nessuno se sforando la regola non si fa male nessuno e tutta l’organizazione/Azienda ne trae un giovamento: no, non si fa, punto e basta.
In Germania e in generale in tutta la Mitteleuropa c’é ben poca tolleranza con chi fa il furbetto e con chi non rispetta le regole. Qui piccole sviste potrebbero procurarvi grossi guai. La comprensiva indulgenza che in Italia porta quasi sempre a “chiudere un occhio” qui non c’è.
Ho pubblicato non molto tempo fa due storie emblematiche di persone che hanno subito punizioni pesantissime per piccole distrazioni perché la mentalitá tedesca, a differenza di quella Italiana, non perdona.

5) Traffico a singhiozzo e cantieri ovunque
Nonostante l’ampia offerta di mezzi pubblici, per tutti quegli spostamenti non ben serviti dal trasporto pubblico diventa necessario l’uso dell’automobile. In Germania le Autobahn sono gratuite ma l’infrastruttura ha qualche annetto di troppo e, in giro per la Repubblica Federale, parecchi sono i cantieri e le riduzioni di carreggiata per lavori in corso. Muoversi sulle Autobahn e sulle Bundesstraßen tedesche diventa talvolta una giostra infernale, specie nei giorni prefestivi, al lunedí mattina o al venerdí sera.
Ma anche il traffico pendolare di tutti i giorni non é uno scherzo. I tedeschi amano i semafori, non hanno infilato rotonde ovunque come in Francia o in Italia; molte cittá, anche di una certa grandezza, deficitano totalmente di una circonvallazione e per attraversarle son dolori.

6) Trattenute in busta paga
Sommando tasse, contributi pensionistici e assicurazione sanitaria le trattenute totali sullo stipendio (se siete single e non avete figli a carico) sono semplicemente mostruose, superiori alle giá esose trattenute delle buste paga Italiane. Se avete un lavoro ben retribuito non é difficile arrivare in prossimitá del 50%.
Per chi é sposato e ha famiglia la situazione migliora; molto dipende peró dal reddito complessivo del nucleo familiare. Tuttavia le detrazioni, in questo caso, sono molto interessanti.
Ma la Germania puó essere considerata a tuti gli effetti un inferno fiscale tra i peggiori al mondo. Se volete fare qualche simulazione sul Lordo/Netto in busta paga, vi consiglio il Brutto-Netto Rechner!

7) TV e informazione
Ok, io sono uno che la TV non l’ha mai guardata piú di tanto, neppure in Italia, perché ho sempre pensato che per il 90% sia pura spazzatura. Ma in Germania la cosa si amplifica all’ennesima potenza. Programmi squallidi, reality con format scopiazzati alle peggiori idiozie americane rivisti in chiave crucca, telefilm e film TV pessimi. Per non parlare della qualitá dell’informazione: le notizie trasmesse dai più importanti Tagesschau (i telegiornali) cosí come quelle delle principali testate giornalistiche nazionali sono filtrate e politicizzate in chiave filo-germanica e filo-europeista ad un livello davvero sconfortante.

8) Il Tedesco
Anche se lo padroneggiate discretamente prima di trasferirvi, scontrarsi con questa lingua sará counque uno shock non indifferente. Il tedesco vero, il cosiddetto “Hochdeutsch”, quello che vi insegnano a scuola o al Goethe Institut, lo parlano solo ad Hannover e dintorni. Una fetta di Germania abbstanza piccola. In tutto il resto del Paese si parla qualcos’altro. Fatevene una ragione.
Anche chi non vi parla in dialetto, potrebbe avere accenti e inflessioni tutt’altro che facili. Se siete a Sud, nel Baden-Württenberg e in Baviera, vi troverete a che fare con un tedesco molto sbiascicato. A Francoforte e dintorni dovrete fare i conti con l’Hessisch. A Est c’é il terribile dialetto sassone, e al Nord l’incomprensibile Plattdeutsch. Buon divertimento!

9) Il San Gottardo
Per chi non lo conoscesse, il San Gottardo é il principale valico alpino svizzero ed é la via obbligata per muoversi da e verso l’Italia se abitate in Germania Ovest. Si tratta di un tunnel stradale di 17 chilometri (ad oggi il piú lungo del mondo) ad una corsia per senso di marcia il cui accesso é regolato da un sistema di semafori per la diluizione del traffico. Nei periodi “caldi” quali feste comandate, ponti, ferie estive, Natali e Pasque al San Gottardo si formano code di chilometri con ore e ore di attesa in entrambe le direzioni. Se poi dentro al tunnel succede un minimo inconveniente, questo puó venire chiuso per ore per permettere i soccorsi.
Se prevedete di usare l’auto come mezzo principale per i vostri spostamenti Germania-Italia, presto imparerete a fare i conti con il Traforo del San Gottardo. Vi troverete a pianificare partenze nei giorni piú strani o agli orari piú improbabili solo per evitare le terribili code che vi si formano, il piú delle volte inutilmente. Perché nei mesi estivi al portale Nord potreste trovare 5 chilometri di colonna anche alle 3 del mattino (provato di persona).

10) Si fa attivitá all’aria aperta con qualsiasi tempo
Se hai programmato un pic-nic o una gita fuori porta, ma alla domenica mattina al risveglio ti accorgi che piove e tira un gran vento, in Italia si dá per scontato che la scampagnata sia annullata.
In Germania no. I tedeschi non aspettano il sole e il bel tempo per uscire: loro escono. Punto. Quindi un K-Way di buona qualitá é un investimento di sicura utiliá (piú andate a Nord piú questa equazione é valida). La cosa purtroppo vale anche per le piscine, che da Maggio a Settembre sono disponibili solo all’aperto (per maggiori informazioni ho scritto un articolo sulle piscine in Germania) e quindi se volete programmare allenamenti di nuoto agonistico, in caso di meteo particolarmente sfavorevole potrete provare l’ebbrezza di.. nuotare all’aperto con 5 gradi!!

Vermögensteuer? Ma perché no

L’argomento tasse domina il dibattito politico in Germania in questi giorni. Due sono le grandi novitá: l’abolizione del “Solidaritätszuschlag”, una addizionale dell’Imposta sul reddito varata nel 1991 per aiutare la Germania dell’Est (era ora!) e la proposta congiunta SPD/Verdi di introdurre una “Vermögensteuer”, in sostanza una Patrimoniale.

L’abolizione del “Soli” è stata accolta con tiepido entusiasmo nel Paese, nonostante se ne chiamasse a gran voce la fine giá da anni (dall’unificazione sono passati “solo” 30 anni, tutto sommato non é male visto che altrove si pagano ancora le accise per la Guerra in Abissinia…) l’unico paletto, imposto da SPD, é stato che per gli “Spitzenverdiener” (le persone a reddito elevato) il “Soli” debba rimanere in essere. Quindi dai circa 70.000 euro all’anno in su si continuerá a pagare una percentuale di questa addizionale e per i redditi sopra i 100.000 Euro annui tutto rimarrá piú o meno come prima.

Va detto, come nota personale, che potrei anche essere d’accordo con queso paletto, ma non sono affatto d’accordo su come é stato propagandato.

Questo manifesto dipinge l’immagine di uno “Spitzenverdiener” secondo l’SPD: un elegante giovane adagiato su una sdraio con un laptop e un cocktail mentre un nastro trasportatore deposita comodamente una montagna di denaro contante al suo fianco.
Il testo dice “Nessun regalo fiscale per chi ha un reddito elevato” “Eliminiamo il contributo di solidarietá. Per QUASI tutti”.
Questa davvero la trovo una caduta di stile clamorosa per la SPD, che dovrebbe essere (in teoria) il partito dei lavoratori, un partito che protegge e promuove i valori del duro lavoro e che dovrebbe (in teoria) essere a conoscenza del fatto che i lavori in cui si guadagna “bene” sono quasi sempre lavori di sacrificio, rinuncia e fatica, in cui si é sempre reperibili, si ha pochissimo tempo libero e si fa i conti tutti i giorni con grandi pressioni e responsabilitá.
Invece no, SPD preferisce inseguire il populismo piú becero alimentando la rabbia e l’invidia sociale attraverso l’immagine di questo ragazzotto con laptop e cocktail che poltrisce beato mentre gli cadono dal cielo pacchi di soldi. Vabbè.
E qui davvero mi sento di dire: voto zero all’SPD. Non meravigliamoci se é in caduta libera di consensi.

Arriva la Patrimoniale anche in Germania?

Ma é sulla Vermögensteuer che la discussione si sta davvero infiammando. Tra chi é contro e chi é a favore, il dibattito sull’introduzione o meno di una imposta sui patrimoni, sul modello svizzero, sta dominando in questo giorni il panorama politico e sociale in Germania.
Ancora non é stabilito quale sará il livello di patrimonio che fará scattare l’imposta, e quanto elevato sará il prelievo. In Svizzera, per fare un raffronto, il prelievo parte giá da un patrimonio di 200.000 CHF con una imposta dello 0,2 per mille.
Normalmente le proposte di politica fiscale del duo SPD/Verdi non mi vedono molto entusiasta ma devo dire, a titolo puramente personale, che il “Modello Svizzera” a me non dispiace affatto.
In Svizzera il reddito é tassato ad una percentuale molto piú bassa rispetto a Italia o Germania; come contropartita si tassa il patrimonio. Io lo trovo un approccio più equo.
Il perché é presto detto: il reddito da lavoro non é la sola e vera discriminante del benessere di una persona o di un nucleo familiare. Ad esempio, chi guadagna 75.000 Euro all’anno ma deve pagarsi mutuo, spese e bollette e magari pure aiutare economicamente un genitore in difficoltá, é molto meno “benestante” di chi ne guadagna 25.000 ma ha papà che gli ha regalato una bella casa e gli paga le spese. Eppure con il modello di tassazione attualmente in vigore in Germania (ma anche in Italia) il primo soggetto é considerato uno “Spitzenverdiener” e sottoposto ad una carneficina fiscale mentre il secondo ha diritto ad agevolazioni come gli 80 euro di Renzi: questo, permettetemi, non é propriamente “equo” e una tassazione sul patrimonio permette di equilibrare questo tipo di situazioni.
Se chi ha il “privilegio” di avere un lavoro ben retribuito deve pagare piú tasse, altrettanto dovrebbe essere per chi ha il “privilegio” di avere un bel patrimonio familiare alle spalle: alla fine, sempre soldi sono.

Sí é vero, la tipica argomentazione contro le imposte patrimoniali é che si tratta di risparmi su cui si sono giá pagate le tasse e diventa un sopruso tassarli di nuovo. Posso anche essere d’accordo sul fatto che pagare altra tasse dopo le tasse sia seccante, tuttavia non bisogna dimenticare che una regola di base del capitalismo é che soldo fa soldo e per chi ha un patrimonio consistente é molto piú facile farlo fruttare e moltiplicarlo rispetto ad un piccolo risparmiatore. Se io ad esempio avessi oggi un milione di euro, la prima cosa che farei sarebbe comprare 3-4 appartamenti a Darmstadt vicinanze Universitá e affittarli. Mentre incasso le rendite degli affitti, potró con ogni probabilitá rivendere gli appartamenti tra 4-5 anni ad almeno il 25% o 30% in piú di quando li ho comprati (per informazioni, potete leggere i miei articoli sul boom immobiiare in Germania).

“La vostra alternativa ai Fondi di investimento” ecco come viene pubblicizzato l’investimento ora piú redditizio in Germania: l’acquisto di immobili nelle grandi/medie cittá.

Ecco come solo grazie al mio patrimonio, ho creato altro patrimonio. Mentre un piccolo risparmiatore con qualche decina di migliaia di euro da parte può aspirare al massimo a titoli di stato o time deposits con tassi appena superiori allo zero, o a fondi obbligazionari che alla fine vanno quasi sempre male.
Le forme di investimento veramente redditizie ed efficaci sono inaccessibili alla classe media.

E quindi alla “Vermögensteuer” dico.. ma perché no. Sperando che sia davvero equa, non esagerata, e non si vada ad azzannare per l’ennesima volta il ceto medio (conoscendo SPD, un po’ di paura ce l’ho). Staremo a vedere.

Mithbuster: sfatiamo qualche mito sulla Germania

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Sono in molti a dirlo: la Germania sta cambiando. In meglio, e in peggio. C’é un netto schock generazionale, molto più sentito che in Italia, tra le nuove generationi green, ecologiste, sportive e salutiste, e i loro più “grezzi” predecessori. E questo sta portando, lentamente, a demolire tutta una serie di “miti” sui tedeschi.

I tedeschi sono beoni e grandi bevitori di birra: FALSO. È probabilmente vero per le precedenti generazione di tedeschi, ma ora le cose stanno cambiando. Tutti i miei colleghi sulla trentina, ma anche i miei colleghi più giovani, non sono affatto grandi bevitori di birra. Quando si esce, massimo un boccale. Poi magari ne bevono altri tre, ma Alkoholfrei. Proprio così, credeteci o no, in Germania negli ultimi anni si sta affermando con successo la birra analcolica (esiste persino quella isotonica da bere dopo lo sport!) soprattutto tra i giovani. Il messaggio, recepito da molti 25-30enni, è semplice e chiaro: l’alcool fa male, se vi piace la birra bevetela analcolica, e cercate di investire nella salute visto che dovrete lavorare almeno fino a 67 anni. Detto, fatto: giovani tedeschi di oggi sono dinamici e salutisti: hanno la bicicletta come mezzo di trasporto principale, fanno tantissimo sport (io che vado a nuotare tre volte a settimana, per i loro standard sono sedentario); sono vegetariani o vegan (la metà dei miei colleghi giovani lo è) e bevono birra analcolica. Credeteci o no. Se volete farvi una spanciata di birra, è più probabile che ci riusciate uscendo con italiani, inglesi, americani, ucraini, rumeni… che con tedeschi.
Non ci credete? Andate in qualunque supermercato in Germania e nel reparto birre data un’occhiata al vasto assortimento di birra Alkoholfrei disponibile. 10 anni fa non c’era.

In Germania si beve solo birra: FALSO. Nella zona di Francoforte è famoso e consumato in discreta quantitá  l’Apfelwein, ma se vi dirigete verso la valle del Reno o il Pfalz è il vino che va per la maggiore. E scoprirete che i tedeschi sono parecchio fieri dei loro vini (che in effetti malvagi non sono, anche se vinciamo comunque noi). Molti tedeschi preferiscono un buon calice di vino ad un boccale di birra, soprattutto in inverno. E ho trovato sorprendente quanto il tedesco medio (perlomeno qui in Assia, dove abitiamo noi) sia preparato sui vini locali e abbia sempre qualche buon consiglio da darti sui migliori “Weingebiet” e sule cantine da visitare.

I tedeschi vanno a wurstel e schnitzel: anche qui FALSO. Prima di tutto, si tratta di un regime di alimentazione  che solo un pazzo terrebbe a tempo pieno. Secondo, come detto sopra, le nuove generazioni di tedeschi sono molto più salutiste, e li vedrete mangiare moltissima insalata, verdura, frutta fresca e pesce.

In Germania gli stipendi sono più alti, ma il costo della vita è altrettanto più alto: FALSO. Nella maggior parte dei casi, questa proporzione non si verifica. Per un professionista qualificato e con esperienza lo stipendio netto può essere anche più che doppio rispetto all’Italia, con il costo della vita globale ugugle o solo di poco superiore all’Italia. Vi sono alcune voci isolate (come immobili o trasporto pubblico) che risultano più costose in Germania che in Italia, mente invece altre voci (bollo auto, spesa, energia) rimangono più economiche qui, chiudendo il cerchio in una sostanziale parità. Attenzione, il costo della vita in Germania è un argomento molto articolato e varia a seconda delle condizioni al contorno, se volete saperne di più vi rimando a questo articolo.

I tedeschi sono grandi appassionati di auto sportive e veloci: FALSO. Il mito che vede i tedeschi “piedi pesanti” alla guida di poderose grosse cilindrate a 250 all’ora sulle Autobahn necessita di un netto ridimensionamento soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni. Molti miei colleghi non hanno l’auto (pur potendosela benissimo permettere) e si muovono con bicicletta + mezzi pubblici. Per i viaggi lunghi, treno. Tra chi ha l’auto, dominano le ibride (Toyota su tutte, KIA e Hyundai in crescita) e i modelli eco-friendly. Per chi sta molto bene economicamente, l’oggetto del desiderio è la Tesla Model S. Io che ho una TT 2.0 turbo sono considerato una sorta di teppista killer ambientale.
Certo, è indubbio che in giro si vedano molte rombanti e veloci Porsche, Audi RS, Merdeces AMG, BMW M, ma nella maggior parte dei casi al volante ci sono turchi arricchiti, papponi slavi o tamarri italiani che quando partono sgommando ai semafori collezionano sguardi di deciso disprezzo e compatimento da parte degli astanti tedeschi sulle loro biciclette elettriche.
I tedeschi stanno virando massicciamente sull’ecologico e sulla mobilitá sostenibile, aiutati anche dal fatto che le grandi città qui sono davvero poco car-friendly (traffico infernale, pochissimi parcheggi, pochissimi box) e dall’ormai certo tramonto del Diesel che sta causando non pochi malumori tra gli Autopendlern.  La recente proposta di introdurre un limite di velocità universale a 130 km/h su tutte le Autobahn della Repubblica Federale trova ampio consenso soprattutto tra le nuove generazioni, per le quali ormai gli oggetti del desiderio a 18 anni sono il MacBook e la bici elettrica top di gamma; auto, moto e velocità ormai sono considerati passé. Roba da sfigati.

I tedeschi sono un popolo civile ed educato, molto piú degli italiani: FALSO. O quantomeno, non del tutto vero. In questo blog in svariate occasioni ci sono andato giú molto pesante con le mie critiche all’Italia e agli Italiani e non sarebbe corretto da parte mia non essere altrettanto critico nei confronti dei tedeschi, il cui “senso civico” durante la pandemia Covid-19, si é dimostrato assai deludente.
Pochi giorni prima della dichiarazione del il primo lockdown in Germania a Marzo 2020, ma anche in occasione del secondo lockdown, di Ottobre 2020, vi fu una autentica, irrazionale e insensata corsa alla carta igienica in tutto il Paese. Nel giro di pochi giorni la carta igienica era ovunque esaurita e introvabile.
In quei giorni ne ho viste di tutti i colori.
Ho visto con i miei occhi coppie tedesche, marito e moglie, arrivare al supermercato con una automobile a testa e riempire entrambe le vetture (abbassando i sedili posteriori) di carta igienica. Una cosa a mio avviso vergognosamente incivile.
Ho visto tedeschissime casalinghe mettersi le mani addosso tra gli scaffali dei supermercati per le ultime confezioni di carta igienica, con i mariti a dar man forte. Ho visto persone rincorrersi e litigare, sottraendo confezioni di carta igienica dai carrelli degli altri, urlando e insultando.
Che uno poi pensa.. se succede questo per la carta igienica, cosa succederá mai il giorno in cui, disgraziatamente, a scarseggiare dovesserero essere l’acqua.. o il cibo…? Mi viene un groppo alla gola. Preferisco svicolare e non provare a rispondere alla domanda.
No, i tedeschi non sono cosí ligi al senso civico come pensiamo, sono in fondo come tutti gli altri popoli del mondo: cvili ed educati, finché le cose vanno bene.

 

Con il Permesso di Soggiorno CE per Soggiornanti di lungo periodo posso lavorare in Germania? Domande e risposte

Vista la popolaritá dell’articolo che ho scritto due anni fa e le molte domande che ricevo, ho deciso di scrivere un post molto sintetico in cui riassumo i punti salienti su come trasferirsi in Germania con la carta di soggiornante CE di lungo periodo.
Per quanto riguarda gli altri paesi UE, ogni paese ha le sue regole ma in linea generale quasi ovunque funziona piú o meno come in Germania!
Consiglio importantissimo: che sia sul mio blog o su qualunque altro sito, informatevi prima di trasferirvi! Non trasferitevi senza informarvi prima. È uno degli errori più comuni e spesso lo si paga amaramente.

Qui trovate un documento molto interessante dell’ambasciata tedesca a Roma che spiega quali diritti hanno i possessori di Permesso di Soggiorno CE per Soggiornanti di lungo periodo e cosa é necesario fare per trsferirsi in Germania.

Traduco dal Documento:

I cittadini di stati terzi (per “stati terzi” in Germania si intendono gli Stati fuori dalla Unione), possessori di permesso di soggiornante di lungo periodo di un altro stato EU, hanno secondo l’articolo 38 delle legge sul soggiorno diritto a ingresso e soggiorno in Germania. Sono esclusi soggiorni per prestazione di servizi lavorativi o lavori stagionali.

Per un viaggio in Germania i detentori di Permesso di Soggiorno CE per Soggiornanti di lungo periodo non hanno bisogno di nessun visto. Questo vale anche nel caso in cui il soggiorno pianificato é superiore a tre mesi o se si ha in programma di intraprendere una attivitá lavorativa.

ATTENZIONE: I possessori di Permesso di Soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che intendano chiedere un permesso di lavoro in Germania devono mettersi in contatto con l’Ausländerbehörde competente immediatamente dopo il loro arrivo inel territorio tedesco. L’inizio di una attivitá lavorativa in Germania é consentito solo dopo avere ottenuto un apposito permesso di soggiorno e permesso di lavoro dall’Ausländerbehörde.
Attenzione: se nel giro di 90 giorni dall’arrivo in Germania non é stato ancora rilasciato alcun permesso di soggiorno, dovere lasciare la Germania oppure chiedere un visto!

Il Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo permette di soggiornare in Germania ma non permette di lavorare in Germania. Solo dopo avere ricevuto un permeso di soggiorno dall’Ausländerbehörde puó essere iniziata una attivitá lavorativa.

Nel caso non siate sicuri se nel vostro caso sia necessario fare richiesta di permesso di soggiorno all’Ausländerbehörde, mettetevi in contatto anticipatamente con l’Ausländerbehörde competente per il luogo in cui volete trasferirvi.

Il documento vi ha lasciato qualche dubbio? Ecco le domande piú comuni e le relative risposte:

1) Con la carta di soggiorno di lungo periodo posso lavorare in Germania?
No, non puoi. Devi ottenere un permesso di soggiorno tedesco (Aufenthaltstitel) e un permesso di lavoro (Arbeitserlaubnis). La carta di soggiorno italiana non ti permette di lavorare in Germania.

2) Con la carta di soggiorno di lungo periodo posso cercare lavoro in Germania?
Sí, puoi. Puoi venire in Germania e restare fino a tre mesi, durante i quali devi cercarti un lavoro. Tuttavia devi essere tu ad andarti a cercare un lavoro e farti offrire un contratto: non puoi iscriverti alle liste di collocamento dei JobCenters, perché per poterlo fare ti serve il permesso di lavoro.
Se entro 90 giorni non hai trovato nulla, te ne devi andare o chiedere il visto.

3) Ho firmato un contratto di lavoro in Germania: cosa devo fare?
Metti insieme tutti i tuoi documenti, tutti i tuoi diplomi e titoli di studio e vai all’Ausländerbehörde (ufficio stranieri) della tua città con il contratto e chiedi di avere il permesso di lavoro.

4) Quanto ci mette l’Ausländerbehörde a farmi avere il permesso di lavoro?
Nel migliore dei casi due/tre settimane (lavori qualificati e molto richiesti) altrimenti fino a due mesi.

5) Il permesso di lavoro puó essere rifiutato anche se ho firmato un contratto?
Sì, le autoritá tedesche possono decidere di non darti il permesso di lavoro se il lavoro previsto nel contratto non é abbastanza qualificato oppure lo stipendio é troppo basso. Il sistema di immigrazione tedesco privilegia i lavoratori qualificati, quindi: tanto più il lavoro che vai a fare è qualificato, tante più possibilità hai di ottenere il permesso di lavoro.
Con il Coronavirus la disoccupazione é aumentata e avere l’approvazione é diventato piú difficile.

6) Esistono lavori per i quali il permesso di Lavoro ha piú probabilitá di essere approvato?
Sì, ci sono. Esiste un documento della Bundesagentur für Arbeit che elenca le figure qualificate che sono piú ricercate. L’elenco é in costante aggiornamento.
Si puó consultare qui.

7) Sono laureato e parlo tedesco, il permesso di lavoro può venirmi rifiutato?
È improbabile.
Tuttavia se ti è stato offerto un contratto per un lavoro per il quale sei troppo qualificato (ad esempio. sei un Ingegnere e vai a fare l’operaio), puó succedere.
È anche vero che col Coronavirus, purtroppo, la disoccupazione é aumentata e so di casi in cui il permesso é stato rifiutato anche a professionisti con qualifiche universitarie.

8) Non parlo tedesco e non ho nessuna qualificazione, il permesso di lavoro può venirmi rifiutato?
È assai probabile.
Anzi, purtroppo con l’aumento della disoccupazione a seguito del Coronavirus, la situazione si é fatta ancora piú dura.

9) Mi è stato offerto un lavoro per una professione inclusa lista delle professionalitá carenti in Germania. Il permesso di lavoro può venirmi rifiutato?
È molto improbabile.  Per lavori inclusi in questa lista l’approvazione é praticamente garantita.

10) Ho avuto il permesso di soggiorno tedesco. Ora il mio permesso di soggiornante di lungo periodo italiano non è più valido?
No, la carta di soggiorno Italiana rimane valida per altri 6 anni.
Attenzione però: sono stato informato di un caso particolare in cui il rinnovo del permesso di soggiorno in Germania é stato negato perché, dopo 6 anni dal primo Anmeldung in Germania, la carta Italiana di soggiornante di lungo periodo CE si considera scaduta. L’Ausländerbehörde ha quindi considerato non piú valido il diritto della persona ad avere un Permesso di Soggiorno tedesco.
Quindi se pensate di restare in Germania piú di 6 anni consiglio di fare richiesta di una carta di soggiornante di lungo periodo tedesca (oppure di un Niederlassungerlaubnis, un permesso di soggiorno illimitato) per sostituire la carta di soggiorno Italiana prima che scadano i 6 anni!!

11) Ho un permesso di soggiorno diverso dal permesso di Soggiorno CE per Soggiornanti di Lungo Periodo. Cosa posso fare?
Tutti gli altri permessi di soggiorni rilasciati dall’Italia (per motivi di lavoro, per motivi familiari, per motivi umanitari, ecc…) permettono di recarsi in Germania a scopo turistico per un massimo di tre mesi senza bisogno di chiedere un visto (serve un passaporto valido).
Tuttavia per poter lavorare in questo caso la procedura é molto diversa e bisogna prima chiedere un visto presso una ambasciata o consolato Tedesco in Italia.
Vi consiglio quindi di informarvi presso una ambasciata/consolato Tedesco per capire come fare.

Per chi vuole approfondire, qui potete leggere l’articolo intero in cui spiego la procedura da seguire in Germania.

Voglio ringraziare, per le informazioni aggiuntive che ho ricevuto, i molti ragazzi/ragazze che mi hanno scritto sul blog oltre che contattato sul forum di Italiansinfuga.

Espatriare fa rima con guadagnare? Due parole sugli stipendi all’estero (Germania e dintorni)

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Su quali siano gli stipendi a Nord delle Alpi c’è, ahimè, tanta confusione, tanta mistificazione e vengono diffuse un sacco di informazioni false e strampalate. Giusto una settimana fa, sul treno per Frankfurt, ho avuto mio malgrado una accesa discussione con un fenomeno il quale spergiurava che “suo cugino”, aiutocuoco in un ristorante in canton Ticino , prende 8000 franchi netti al mese.

Sia sul blog, che sul forum di Italiansinfuga, vengo di tanto in tanto raggiunto da messaggi privati di persone che mi chiedono informazioni sugli stipendi o che mi chiedono se é vero questo o se é vero quest’altro.

Con questo post non voglio certo fornire una risposta a tutto, ma almeno dare un ordine di grandezza su come stanno veramente le cose.

Punto 1: all’estero non si diventa milionari. Certo, molto probabilmente si può ottenere uno stipendio migliore che in Italia, sufficiente per avere sicurezza economica, risparmiare, vivere serenamente anche con una famiglia e non farsi mancare nulla. In linea di principio, le possibilità di ottenere buoni stipendi incrementano linearmente con il livello di istruzione: più specializzato sei, maggiore sarà l’incremento di RAL rispetto all’Italia.

Ma se vuoi girare su una Pagani Zonda, vestire Bulgari e avere la villa con piscina allora non c’è espatrio che tenga; per arrivare a questo livello in tempi brevi le uniche possibilità sono vincere alla lotteria, cercare di sistemarsi sposando qualcuno/a ricco di famiglia, oppure darsi al crimine organizzato/frodi fiscali (e a questo punto, sarebbe meglio rimanere in Italia!).

Punto 2: se espatri, sarai un immigrato. E da che mondo e mondo, con l’immigrato si fa dumping salariale. Questo è valido soprattutto per i lavori generici, ma anche chi è qualificato e skilled non è certo al sicuro. Nel 2015 feci due colloqui in Svizzera tedesca, in altrettante aziende aeronautiche. Nonostante la posizione che proponevano richiedesse una certa esperienza, oltre che ovviamente la laurea in Ingegneria, la RAL che mi fu offerta era del 20-30% più bassa dello stipendio a mercato, praticamente uno stipendio da neolaureato. E in entrambi i casi si trattava di Aziende titolate “Fair Company” “Equal Employer” e bla bla bla.

Per cui sta all’aspirante expat farsi furbo, informarsi e non farsi infinocchiare. All’estero sanno benissimo che in Italia gli stipendi sono bassi e che anche offrendo paghe sotto mercato possono comunque ingolosire i candidati.

Punto 3: l’informazione è potere, pertanto prima di muovere i primi passi nel mondo del lavoro di un altro Paese, è necessario informarsi il più possibile. Oggi per fortuna Internet è una miniera d’oro per chi è a caccia di informazioni, basta saper cercare bene. Qui ci sono alcuni siti che ho già menzionato in passato:

Glassdoor Andate nella sezione Salaries, specificate mansione e zona geografica e fatevi un’idea

Kununu Simile a Glassdoor, ma con meno informazioni sugli stipendi e piú informazioni sull’ambiente di lavoro

Linkedin Salary ora anche il popolare social network americano ha lanciato un servizio anonimo di raccolta dati sulle retribuzioni, simile a Glassdoor. Selezionate professione, area e fatevi un’idea

Specifico per la Germania, c’è poi il mio articolo sul contratto metalmeccanici tedesco.

Molti altri blog hanno articoli sull’argomento salari in Germania, che sono utilissimi per farsi un’idea.

Punto 4: In Germania, come anche in Svizzera e Austria (e penso in buona parte del nord Europa) è il candidato, in sede di colloquio, a dover esporre le sue aspettative salariali. È una delle prime domande che vi verrà fatta, talvolta anche durante il primissimo colloquio telefonico. È fondamentale non farsi trovare impreparati perché é proprio qui che l’essersi preventivamente informati, unito ad una discreta faccia da poker, può fare veramente la differenza. Presentatevi al colloquio con già bene fissa nella testa la cifra (in termini di lordo annuo) che volete chiedere. Il mio consiglio personale e di farsi una idea delle retribuzione mediana per la vostra figura, utilizzando i siti che ho consigliato al punto 3, e “sparare” quella più il 5-10%. Generalmente vi offriranno una cifra leggermente più bassa; è buona cosa chiedere quindi qual è il percorso di crescita previsto nei primi 2 anni e come si configura la vostra RAL al termine di esso.

Punto 5: nella vita lavorativa non contano solo i soldi, contano anche le soddisfazioni. E quindi non c’è solo lo stipendio da considerare, c’è anche la meritocrazia. E in linea di principio, a Nord delle Alpi si ha a che fare con Aziende molto più “fair”, da questo punto di vista, rispetto all’Italia. Qui se sei bravo ti viene riconosciuto subito qualcosa, anche economicamente, senza farti aspettare anni e anni. Qui non è in uso la pratica (ormai standard in Italia) di dare promozioni senza aumento, dando alle persone più lavoro e più responsabilità rimandando il corrispondente incremento di stipendio al duemilacredici.

Certo, bisogna tenere a mente che qui la meritocrazia vale (giustamente) nei due sensi: se fai bene otterrai di più, se poi fai male il “di più” ti verrà tolto. È una cosa che spesso noi Italiani dimentichiamo, invocando la “meritocrazia” solo quando ci fa comodo, dando per scontata la sua irreversibilità e immaginandola come un diritto acquisito…

Kununu e Glassdoor, oltre che le statistiche sugli stipendi, contengono anche informazioni sulle Aziende (Ambiente di lavoro, fairness, orari, bonus, benefits, ecc..) che possono essere molto utili per capire se il nostro prossimo potenziale datore di lavoro è più o meno corretto con i suoi dipendenti. Per Kununu è necessario masticare un poco il tedesco..

Punto 6: diffidare sempre dei sensazionalisti e di chi vaneggia di salari galattici. In giro (e in rete) é pieno di gente che straparla al solo scopo di darsi delle arie. Anche in Italia trovate gente che tira fine mese a fatica ma fanno gli sboroni indebitandosi per le ferie e le automobili. E c’é gente espatriata fa esattamente lo stesso, perché gli piace menarsela e sbuffoneggiare facendo quello che “È andato all’estero e si é arricchito”. Come ho già detto, all’estero si guadagna di più ma non si diventa ricchi. Soprattutto non lo si diventa facendo lavori umili. Un lavapiatti in Germania non guadagna molto di più di un lavapiatti in Italia, l’unico vantaggio è che in Germania esiste un salario minimo di legge, al di sotto del quale un contratto di lavoro è illegale (fanno eccezione i minijob). Quindi tutte le storielle strampalate tipo il cugino lavapiatti che gira in Porsche a Lugano lasciatele perdere e diffidate.

Punto 7: (potremmo chiamarlo punto 6b) andate a fondo nelle informazioni che vi vengono proposte. Ad esempio, potreste vedere, su altri siti o blog, buste paga di operai  specializzati in Germania da più di 3000 euro netti. Quelle buste paga sono reali, non vi é dubbio su ciò. Quello che a volte non viene precisato è come si fa a guadagnare cifre simili: che per arrivare a tali importi un operaio deve accumulare un bel monte ore in Sonntagarbeit e Samstagarbeit, ovvero lavorare sabato e domenica (che, a seconda dei contratti, sono pagate il 50% i il 100% in più). Se si fanno almeno 3/4 sabati e/o domeniche al mese, allora quegli importi diventano raggiungibili. Sta a voi chiedervi se siete disposti a lavorare così tanto per avere quelle cifre. È bello guadagnare, ma ogni tanto i soldi bisogna avere anche il tempo di spenderli… ma questo è il mio pensiero. Se non vi importa di ammazzarvi di lavoro e sacrificare il tempo libero perché il vostro scopo è guardare la cifra in fondo a destra alla fine del mese e godere, allora da operai, in Germania, potreste godere decisamente più che in Italia ;-).

State anche molto attenti se nella busta paga compaiono voci come Urlaubsgeld e Weinachtsgeld: si tratta di pagamenti aggiuntivi assimilabili alla nostra tredicesima e quattordicesima mensilità, che possono incrementare l’importo anche del 30-50%.

Punto 8: (questa è una mia personalissima idea, liberi di condividerla o meno) se vi sentite sprecati nel posto (di lavoro) in cui vi trovate, se siete convinti di poter fare e dare di più, se pensate di essere pagati poco per quello che fate, se vi fa schifo il sistema delle parentele e delle raccomandazioni, se non ne potete più del collega (o dei colleghi) che passano 8 ore sui social network ma che a fine mese portano a casa il vostro stesso netto in busta paga…

  …allora probabilmente un trasferimento all’estero vi migliorerà la vita, e vi consiglio di pensarci seriamente. Non solo per i soldi, ma anche per un sacco di altre cose.