Piccola storiella di qualche tempo fa

Prologo
 
14 agosto 2003 ore 23.45
 
Mezza Lombardia è in vacanza e per le strade c’è ben poca gente. La tranquilla cornice del lago di Garlate completa il quadro di una irreale tranquillità estiva in una zona che in genere abbonda di fermento notturno. Di colpo un rumore sbuca dall’oscurità. Uno, due tre fanali, lungo la statale che da Lecco porta verso Montevecchia e la Brianza centrale, l’urlo acuto di un due tempi e il rombo di una potente coupè tedesca. Una Aprilia RS125 e una BMW M3 corrono come folli a poca distanza l’uno dall’altro, per poi sparire di nuovo.
 
 
La storiella
 
14 Agosto 2003 ore 21.00
 
Già in cielo si vedevano le prime stelle nonostante non fosse ancora scesa del tutto l’oacurità. Ma le giornate si stavano accorciando e la differenza rispetto a qualche settimana prima era già evidente. E’ quella sorta di sconforto che ti prende quando percepisci che il grosso dell’estate è ormai alle spalle. O forse avevo qualche motivo in più. Sul balcone, funando la mia sigaretta di rito dopo il caffè col cellulare in mano, cercando di contattare qualcuno che fosse a casa, ero avvolto da sentimenti contraddittori.
Arrivavo da una settimana in montagna passata con Irene, era stata una bella vacanza ed ero felice che quanto era successo pochi mesi prima non avesse intaccato i nostri rapporti. A dire la verità, percepivo ancora qualche strascico ma ero sicuro che lo avrei superato. 
Un mese prima, a Lombardore, ero incappato in una brutta caduta che era costata non pochi danni alla RS125. Solo quel pomeriggio ero riuscito a concludere le riparazioni, dopo la disperata ricerca di un telaietto anteriore per i ricambisti di mezza Lombardia (o almeno, quei pochi che a metà Agosto erano ancora aperti).
Il giorno dopo partivo per la Francia, Mentone per la precisione, dove dovevo fare tappa a casa di un mio amico per poi proseguire alla volta della Spagna…. ma avevo il treno in tarda mattinata e quella sera non volevo proprio stare a casa, avevo troppa voglia di distrarmi. Ma il responso del telefono cellulare era impietoso: nessuno o quasi era a casa. E nessuno di quelli a casa aveva voglia di uscire. E allora "al diavolo. Vado a farmi un giro in moto".
 
Aprendo il garage la RS125 mi si ripresente finalmente tutta d’un pezzo, dopo quasi un mese di lavori. Il nuovo look non le rendeva certo giustizia, almeno rispetto a prima, ma almeno riavevo la mia moto. Le carene nero opaco in vetroresina ospitavano solo il numero 6 giallo brillante in bella vista sul cupolino e sul codone, avevo ridotto i fronzoli all’essenziale e avevo improvvisato un portatarga decisamente illegale. Mentre la moto si scalda infilo il giubbotto di pelle Dainese giallo/nero, i guanti, il casco e sono pronto a partire…. destinazione: si vedrà. Parto a tutta manetta verso la zona dei laghi, all’itinerario "ci penserò dopo".
Inforco la valassina e tanto per far sgranchire la mia cavalcatura dopo un mese di riposo forzato inizio con una sparata fino in fondo alla sesta a 185 all’ora, poi esco a Carate e salgo verso Missaglia, mi gusto le curve del camp di cent pertigh e le sucessive, supero Missaglia e arrivo sotto la chiesetta di Monticello in cerca di altre curve e di lì a poco vengo accontentato…. il volo a Lombardore è ancora una cicatrice viva nella mia guida e dopo un mese di stop mi rendo conto di avere perso qualcosina in destrezza. Mi civorrebbe un’altra giornata in pista, per riprendere la dovuta confidenza… intanto però la mia fame di svago e distrazione si è placata, ormai sono dalle parti di Lecco, e decido di puntare in quella direzione per farmi una pausa.
Dopo una decina di minuti di navigazione tranquilla per strade pressochè deserte arrivo in centro e faccio un passaggio sul lungolago, ma è una desolazione, non c’è nessuno, sono le 11 passate, sarà che domani è ferragosto, però… boh. Non mi fermo nemmeno, giro la moto e torno indietro. Imbocco la provinciale per fare il percorso inverso, e cn tranquillità, con una mano sul gas e una sul serbatoio, mi godo un pò di guida "turistica" col motore che emette appena un ronzio, godendomi la strada deserta e la vista del lago di Garlate e delle mille luci dall’altra parte.
 
D’un tratto, compare un’altra luce, che cattura subito la mia attenzione, dallo specchietto, si avvicina a gran velocità, in un attimo vengo superato da una M3 cabrio che corre all’impazzate per la provinciale. La voglia di corrergli dietro è tanta, ma io sono a 50 all’ora mentre quello andava da  paura, ormai si è preso tropo vantaggio. Lì per lì non ci penso più.
Passa qualche chilometro e lo trovo fermo a un semaforo rosso, un centinaio di metri davanti a me. In quel mentre catta il verde… la tentazione è troppo forte, scalo due marce e dò tutto gas , gli sono subito addosso e restituisco il favore, una bella pelata a mezo metro dalla sua portirea e poi via di volata. Dì lì a poco c’è qnalcuna delle curve che ho fatto all’andata, l’ideale per dargli una lezione. Infilo la prima curva, poi la seconda… però il ragazzo è bravo, da qualche occhiata fugace allo specchietto vedo i due fari della BMW distanti una cinquantina di metri, non riesce a prendermi ma neanche io riesco ad andargli via. Peccato non aver messo la tuta, almeno avrei potuto mettere il ginocchoio per terra e curvare meglio. Sento le carene laterali che grattano sull’alsfalto, tra me e me penso "allora non sono poi così bloccato" meno male, dopo il volo avevo la sensazione di essere molto più legato nella guida.
Esco dall’ultima curva, mi infilo in carena e snocciolo tutte le marce, i fari mi inseguono ancora, passati i 150 all’ora li vedo guadagnare qualche metro lentamente… sul dritto non ho speranze, ma per fortuna un semaforo rosso interrompe la corsa. Tiro una frenatona all’ultimo e lo anticipo di diversi metri sulla linea dello stop. La BMW mi raggiunge e mi affianca, ora posso guardare in faccia il mio avversario… "Scusa!" "Ehi! Scusami!" Non posso crederci. E’ una ragazza. Capelli castani, corti, un bel visino e un sorriso sfavillante "Scusa, possiamo fare cambio di posizione? Altrimenti respiro tutto il tuo scarico!" Accenna una risata, e continua a fissarmi divertita… io resto impietrito, apro la visiera, penso a una risposta ma come al solito mi incasino e rischio il balbettamento, non so che fare, che dire… cazz che sventola di ragazza "Ehm… mah .. non so.. vediamo chi parte primo" Non faccio in tempo a finire di dirlo. la distrazione mi è stata fatale. Non vedo il verde che scatta, sento solo una sgommata e vedo il suo sorriso sparire nel buio in un attimo. PORC…. mi attacco alla frizione, dò tutto gas, mi lancio all’inseguimento lanciandomi contro ogni genere di parolaccia. come al solito sono stato un cogl***P*éççé*, potevo provare a dirle qualcosa, attaccar bottona… merda! La strada è pressochè dritta e con 34 cv contro 320 non c’è molto da fare, fino ai 150 all’ora tengo costante il distacco ma dopo vedo i fari rossi allontanarsi, via, sempre di più… cerco di non perderla di vista, accidenti che sorriso che aveva… in una serata deserta, squallida, mi si presenta una sventola su una macchina a sogno e io la lascio scappare via così…. accidenti a me. Passano i minuti, l’ho quasi persa di vista ma di lì a poco c’è un incrocio grande con un semaforo, speriamo sia rosso… lo vedo, ecco, rosso! Ma lei non c’è… ha svoltato, ha cambiato strada, non lo so… l’ho persa di vista un attimo ed è sparita…. mentre mi fermo allo stop e allargo le braccia mi chiedo se  l’ho solo sognata.
E’ sempre la solita storia. Ho preso una laurea, ho corso in moto, ho imparato un sacco nella vita e so fare un bel pò di cose. Ma con le donne resterò sempre un incapace. E così, a mezzanotte passata, allo scattare del verde, iniziavo la mia smanettata verso casa, convinto più che mai che ogni lasciata è persa.
 
 

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