Pensieri in viaggio

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Ok, non per fare il polemico esterofilista (anzi a dirla tutta il mio ultimo post é una invettiva contro Lufthansa), ma visto che in questo momento mi trovo su in intercity diretto a Basel Badischer (dove mi attende Fabietto col fedele Maggiolino nero 2.0 turbo) osservando un po’ i miei compagni di viaggio mi sto divertendo con un paio di considerazioni sui viaggiatori tipo. In Italia e in Germania.
Italia: anche su treni affollatissimi (treni pendolari dell’ora di punta o gli intercity del venerdí sera) la gente si ostina a occupare il sedile a fianco con giacca/valigia/borsetta/eccetera. Nemmeno quando il treno sta per fermarsi, e vedono la banchina piena di gente, rimuovono le proprie masserizie dal sedile. Macché, figuriamoci. Ma il massimo é l’aria seccata e irritata con cui ti guardano quando gli chiedi di spostare le loro cose perché vuoi sederti.
Germania: appena vedono la banchina piena di gente subito tutti (e dico tutti) liberano il sedile a fianco, se lo avevano occupato con qualcosa di proprio.
Piccole cose, dalle quali peró apprezzi importanti differenze di mentalitá. Penso che questa sia una delle ragioni di base per cui in Italia, ormai, pressoché ogni treno a lunga percorrenza é diventato a prenotazione obbligatoria del posto. Probabilmente é l’unico modo per far capire alle persone che i sedili sono fatti per gli esseri umani e non per gli oggetti.
Italia: tutti incollati al cellulare come sanguisughe. Ok, io non sono da meno, in questo momento sono attaccato al PC. Peró nel vagone tipo di un treno lunga perorrenza in italia il 95% della gente é col capo chino sul telefono.. naviga, chatta, condivide. Resta immerso nel suo mondo e non gli frega nulla di quello che accade al di fuori. Il lato positivo é il silenzio.
Germania: qui sembra di tornare indietro di vent’anni, quando in treno si socializzava, soprattutto tra giovani. Certo gli scompartimenti da 6 secondo me aiutavano (infatti qui in Germania li trovi ancora) ma piú che altro é la gente che é molto meno cellulare-dipendente di noi (anche i giovani) e preferische chiacchierare e attaccare bottone anche con gli sconosciuti. Fino a 20 minuti fa avevo a fianco due ragazzi del Karlsruhe Institut of Technology che, incuriositi dai progetti che stavo rivedendo sul PC, mi hanno chiesto di cosa mi occupassi. Ne é nata una discussione molto piacevole e divertente.

Vabbé, adesso chiudo il PC e mi rilasso un po’. Tra poco sono arrivato.

 

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