Diario di viaggio sull’EC 52 all’Epifania – Il ritorno degli Expats

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Eccoci all’epilogo della parentesi vacanziera in quel della Brianza, a bordo dell’Eurocity diretto a Francoforte. Treno stracolmo già a Milano, anche in prima classe; non c’è stato verso di trovare un posto in rastrelliera per la nostra megavaligia con tutti i regali e le cibarie e sono stato costretto a lasciarla nel vestibolo. A bordo, orde di turisti e tantissimi expats di rientro. La nostra carrozza e quelle accanto sono interamente prenotate, un rapido sondaggio statistico dei cartellini segnaposto (principalmente dovuto alla mia atavica curiosità di viaggiatore) ci dice che circa l’80 % dell’utenza è diretto in Svizzera (Spiez, Visp, Bern le più gettonate) e il resto in Germania (Karlsruhe e Freiburg su tutte). Poco male, magari più avanti si svuota un po’.

Il bello di oggi è che si cambia un pochino tragitto e paesaggi. Invece del solito Gottardo oggi saliamo dal Sempione passando per Domodossola, una giornata stupenda ci ha permesso di godere dello spettacolo del lago Maggiore e delle isole Borromee ed ora filiamo dritti nel Löchtberg Basistunnel verso Berna (niente foto purtroppo, eravamo controsole).

Ci sono cose invece che non cambieranno mai, e quando rientri in Italia per le feste te le ribecchi tutte in toto. Come ci ha ricordato la nuova pubblicità Conad targata Salvadores, quando vivi lontano dalla famiglia è inevitabile imbattersi in cliché noti e arcinoti. Con buona pace delle femministe e dei soliti benpensanti che hanno definito lo spot sessista, antimeridionale e qualunquista scatenando il solito putiferio social con commenti indignati e controcommenti infervorati. C’è stato anche chi ha definito lo spot offensivo per gli expats e le loro famiglie. C’è poco da fare i superiori e da incavolarsi perché quanto presentato dallo spot non si discosta poi così tanto dalla verità; la gente dovrebbe imparare a farsi una risata e star serena invece di polemizzare e trasformare tutto in uno scontro a fuoco.

È risaputo che le donne Italiane (e non solo Italiane) tendono a dimostrare il loro affetto attraverso le kilocalorie, generalmente sotto forma di concentrati di grassi saturi e carboidrati. Ciò vale tanto per le calorie “da asporto” (quelle che finiscono in valigia) quanto per quelle destinate al consumo in loco, nelle cene e pranzi in famiglia. Il fenomeno assume proporzioni disastrose nel lasso di tempo 24 Dicembre – 1° Gennaio, durante il quale si incamerano generalmente le calorie equivalenti di un trimestre. Per non parlare poi dei summenzionati articoli “da asporto”: impossibile non portarseli via, pena i parenti offesi a morte; dai, alzi la mano chi non è mai rientrato dopo Natale con la valigia piena di cibi e bevande. Certo, non con il caciocavallo direttamente sulle camicie come si vede nella pubblicità (ma chi è quel cretino che lo farebbe?) ma accuratamente imbustato, sigillato e opportunamente imballato contro gli scossoni. Quando si vive da expat si impara anche questo: le tecniche di trasporto dei cibi in valigia. E non è una cosa meridionale, ve lo assicuro. Ve lo dice un brianzolo.

Ma sono pronto a scommettere che se Salvadores avesse ambientato lo spot a Monza, con il figlio del cumenda Lümbard che si appresta a trasferirsi in Nordeuropa e la mamma che gli mette la polenta (liofilizzata) in valigia, qualcuno si sarebbe indignato dicendo che lo spot snaturava e offendeva la cultura dell’emigrazione in quanto fenomeno storicamente meridionale…

Comunque, tralasciando le delizie culinarie familiari, ci sono anche quelle extrafamiliari sotto forma di aperitivi, feste, ritrovi, bevute e varie. Gli amici (quelli con un po’ di senso organizzativo) iniziano già a metà Novembre a chiederti quando rientri e nel giro di pochi giorni la tua agenda per il periodo di vacanze di Natale inizia ad assomigliare al calendario Outlook del CEO della Microsoft. Tra cene, rimpatriate, aperitivi, caffè, le caselline promemoria iniziano a saturare tutto lo spazio lasciato libero dagli impegni familiari. Gli altri amici (quelli con un po’ meno senso organizzativo) si limitano a dirti “una volta che sei in Italia sentiamoci, poi ci organizziamo” ignorando che quando arrivi in Italia hai praticamente l’agenda già piena, di conseguenza cerchi di fissare anche con loro appuntamenti il prima possibile; ma con alcune persone, atavicamente “allergiche” alla programmazione, questo approccio risulta infattibile. Finisce quindi che ti chiamano il giovedì pomeriggio chiedendoti “ti va di bere una cosa stasera al Beer House?” e tu per la settima volta cerchi di spiegargli che sei fully booked fino all’Epifania e che se si voleva vedersi bisognava organizzarsi prima.

A volte, purtroppo, qualcuno si offende.

Pazienza.

A Berna la prima classe dell’Eurocity come previsto si svuota e possiamo tornare ad allungare le gambe. Per tutto il resto del tragitto la carrozza rimarrà semivuota, nonostante mi fossi aspettato più movimento in Germania. Sarà perché in Assia oggi non è festa…

Tornando a noi… tornare in Italia per un po’ è anche l’occasione per vedere altri amici expat che stanno ben più lontani di noi e che conseguentemente puoi vedere solo in angoli lontani del pianeta oppure a casa durante il rientro generale per le feste. Organizzare con loro diventa una impresa titanica proprio perché sono soggetti alla tua stessa situazione di incasinamento del calendario, anzi peggio perché loro magari stanno in Canada e hanno molte meno occasioni di tornare di quante non ne abbia tu.

La figata, in tutto questo, é ritrovarsi davanti ad una (o più) birre scambiandosi le relative esperienze degli ultimi giorni e capire, tra una risata e l’altra, che no, non siamo noi quelli strani, è proprio così che funziona, quando sei un expat. Anche in Brianza.

E per fortuna che noi rientriamo in treno, dove il bagaglio oversize non esiste (anche se le rastrelliere dell’ETR610 fanno pena). Perché in aereo diventa una bella rottura di scatole, basti pensare allo svantaggio psicologico di non avere il bagaglio sotto il proprio controllo, rimanendo in ansia tutto il volo sperando che l’imballaggio per cibi e bevande tenga…

In ogni caso voglio dire grazie. Grazie alle mamme, nonne, zie e tutti i parenti che si prodigano di trasformare la nostra permanenza natalizia in Italia in una settimana di cuccagne. Ora peró, come ogni anno, è tempo di tornare in piscina e di mettersi a dieta.

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